Chiasso, il cedimento di una guarnizione all'origine della fuga d'ammoniaca

È successo di nuovo. A dodici giorni di distanza, nel Mendrisiotto è stato richiesto un intervento in forze degli enti di pronto intervento a causa di una fuga di ammoniaca. L’allarme, questa mattina attorno alle 8, è stato lanciato da alcuni operai impiegati in lavori di manutenzione alla pista del ghiaccio di Chiasso. Addetti ai lavori che, aprendo la porta di un locale tecnico, sono stati investiti dalla nube gassosa. Fondamentale, oltre ad aver lanciato tempestivamente l’allarme, anche il fatto che abbiano immediatamente chiuso la porta evitando così che l’ammoniaca si disperdesse ulteriormente nella zona. Grazie a questo gesto e all’intervento dei pompieri non c’è stato mai nessun pericolo per la popolazione e per l’ambiente. «Bravi gli operai e bravi i militi» premette, da noi raggiunto, il comandante del Centro di soccorso cantonale pompieri Mendrisiotto Corrado Tettamanti. «Siamo giunti sul posto con 23 uomini e il cosiddetto ‘pacchetto chimico’» ci spiega. Dopo aver sbarrato la zona e «riconosciuto» la sostanza pericolosa, i militi hanno inizialmente decontaminato il personale che era stato colpito dalla nube. Operai che, in seguito, sono stati presi a carico dal personale del Servizio Autoambulanza del Mendrisiotto e della Croce Verde di Lugano. Per loro, fortunatamente, si sono rese necessarie soltanto le prime cure e non è stata predisposta alcuna ospedalizzazione. Nel frattempo, i pompieri – in stretto contatto con il picchetto della SPAAS (la Sezione protezione aria, acqua e suolo del Cantone) – hanno effettuato misurazioni e analisi. Come detto, la fuga è stata pressoché contenuta all’interno del locale tecnico. Allo stesso tempo è stata allarmata la ditta incaricata dei lavori di manutenzione, proveniente dalla Svizzera interna, i cui collaboratori sono stati scortati dalla Polizia da Airolo sino a Chiasso al fine di velocizzare lo spostamento e, di conseguenza, l’intervento di ripristino. Tettamanti ci conferma che è già stata identificata la causa della fuga di ammoniaca: «Il tutto è dovuto a un guasto tecnico. È stato riscontrato il cedimento di una guarnizione di un raccordo del compressore». La sostanza, in questo caso, è utilizzata nei sistemi di raffreddamento della superficie ghiacciata sulla quale si dilettano gli sportivi.
Cento evacuati a Stabio
Faceva parte del sistema di refrigerazione di ambienti e processi produttivi, invece, l’ammoniaca fuoriuscita la sera del 16 aprile alla Rapelli di Stabio. Attorno alle 22 AlertSwiss aveva diramato l’allarme: «Chiudete porte e finestre e spegnete la ventilazione e l’aria condizionata. Informate i vicini. Non recatevi nella zona interessata. Seguite le istruzioni dei servizi d’emergenza e delle autorità». L’incidente, quella sera, aveva reso necessario lo sfollamento di 100 persone e il trasporto in ospedale di 5 di esse, dimesse fortunatamente poco tempo dopo. Grazie alla rapidità nella messa in atto delle misure previste dal piano di emergenza interno dell’azienda e all’intervento dei pompieri, la situazione è stata riportata sotto controllo piuttosto rapidamente.

