Frana del Lavinone

«Chiediamo interventi mirati per il bene della Val Colla»

Serata pubblica con qualche polemica quella indetta dal Dipartimento del territorio per fare il punto della situazione sulla riapertura della strada tra Corticiasca e Scareglia e spiegare il progetto ai cittadini
Salvo imprevisti, la strada cantonale verrà riaperta nella primavera-estate del 2028. © CdT/Gabriele Putzu
Valentina Coda
09.09.2026 20:30

Da una quindicina di mesi è con ogni probabilità l’argomento sulla bocca di buona parte di chi abita in Val Colla, ma le parole hanno un tono amaro, di delusione. Sentimenti che dopo la chiusura della strada cantonale tra Corticiasca e Scareglia a causa di un aggravamento delle criticità geologiche nella zona del Lavinone e il conseguente biasimo della cittadinanza per come la politica ha gestito la comunicazione a riguardo non si sono placati. Nemmeno questa sera, durante un incontro pubblico indetto dal Dipartimento del territorio (DT) per fare il punto della situazione, illustrare per la prima volta il progetto ai cittadini e i prossimi passi previsti. Come intende procedere il DT è però già noto, visto l’incontro avuto con la stampa lo scorso giugno: l’unico scenario possibile e finanziariamente sostenibile per riaprire la strada è il ripristino del collegamento esistente con un intervento strutturale al ponte, che verrà demolito parzialmente e poi ricostruito prolungandolo di una quarantina di metro verso Insone. La cantonale tra Corticiasca e Scareglia sarà riaperta, salvo imprevisti, nella primavera-estate 2028. Quindi sì, la soluzione è stata trovata e nella sala multiuso della sede scolastica Meleto di Tesserete c’è stato un sospiro di sollievo, ma le frecciatine alle autorità comunali e cantonali non si sono interrotte.

Comunicazione nel mirino

A cominciare dal fatto che la popolazione, vista la delicatezza del tema, non è stata informata della serata con un invio a tutti i fuochi. Il passaparola, in ogni caso, ha permesso di raccogliere una quarantina di persone. «Mi complimento con i collaboratori del DT e i responsabili del progetto per il lavoro svolto, ma non posso dire lo stesso a livello politico e di come è stata affrontata la comunicazione. Così non va bene, e chi l’ha coordinata dovrebbe farsi un esamino», ha detto senza mezzi termini il presidente del patriziato di Scareglia, Angelo Petralli, che qualche giorno fa aveva scritto al Cantone esprimendo malcontento, tra le altre cose, per aver organizzato la serata pubblica a Tesserete per un problema che riguarda il territorio di Lugano. Un aspetto, quest’ultimo, ribadito durante la serata. Non a caso – ci è stato riferito – varie persone della Val Colla non hanno presenziato all'incontro per protesta. «Chiedo alle autorità cantonali un intervento forte e coordinato con la Città di Lugano per il risanamento totale della strada di servizio tra Signôra e Maglio di Colla e un occhio di riguardo al trasporto pubblico esistente. Il Cantone ha fatto tante promesse ma niente per migliorare la situazione. Le polemiche finiranno quando vedremo degli interventi mirati per il bene della Val Colla», ha chiosato Petralli. Presenti alla serata informativa il sindaco di Capriasca Francesco Canonica, il consigliere di Stato e direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi, il geologo della Sezione forestale Jean Frédéric Kauffmann, il capo dell’Ufficio della gestione dei manufatti Marco Frangi e il capodicastero Sviluppo territoriale di Lugano Filippo Lombardi. E alcune rassicurazioni sono arrivate proprio dall’autorità cantonale. Soprattutto per quanto riguarda alcune misure compensatorie applicabili alla strada comunale richieste da Petralli. «Riassumendo – si è riferito Gobbi al presidente del Patriziato di Scareglia –, nella forma non sei d’accordo, ma nella sostanza sì, visto che non viene messa in discussione la soluzione tecnica trovata per riaprire la strada. Siamo comunque disposti a investire con la Città di Lugano in queste misure compensatorie (come la creazione di piazzole di scambio) sulla strada di servizio tra Signôra e Maglio di Colla a fronte della chiusura preventiva del ponte del Lavinone». Dal canto suo il municipale Filippo Lombardi, oltre a ringraziare i servizi cantonali per aver avuto «una reazione rapida» nell’affrontare la situazione, ha osservato che «il trasporto pubblico e la strada di servizio sono questioni che bisognerà affrontare nel breve termine». Chi invece continua a rimanere scettico, nonostante la soluzione trovata, è il presidente della Commissione di quartiere della Val Colla, Silvano Campana. «Parliamoci chiaro, sulla comunicazione non è cambiato niente. Nemmeno questa sera. Io spero nella riapertura della strada nel 2028, anche se ci credo poco. Per il trasporto pubblico, parliamo di minuti per garantire le coincidenze, non di stravolgere gli orari di Autopostale».

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