Chikungunya, Merlani: «I casi erano attesi, non c’è da allarmarsi»

I quattro casi autoctoni di febbre Chikungunya confermati in Ticino non sorprendono le autorità sanitarie. «Non ci allarmiamo: erano praticamente attesi», ha spiegato a Ticinonews il medico cantonale Giorgio Merlani. «La zanzara tigre, che può trasmettere il virus, è infatti presente in Ticino da oltre vent’anni».
I contagi sono riconducibili alla zona del Piano di Magadino. Le persone colpite non avevano effettuato viaggi recenti in aree in cui il virus circola e stanno bene, fatta eccezione per alcuni disturbi articolari. «Autoctono che cosa vuol dire? Che una persona non ha preso la malattia in un Paese tropicale dove sappiamo che risiede in maniera stabile la trasmissione di questo virus», ha aggiunto Merlani. In generale, una zanzara locale può pungere una persona infetta arrivata da una zona in cui il virus circola e trasmetterlo poi ad altre persone (la malattia non si trasmette direttamente da persona a persona).
Il riscontro rappresenta il primo caso di trasmissione in Ticino di un virus attraverso la zanzara tigre. Merlani precisa però che i contagi risalgono alla fine dell’estate e che, dopo ottobre, non ne sono stati registrati di nuovi. Con il calo delle temperature, il numero di zanzare e la loro attività si sono ridotti: «A partire da adesso non è più un tema».
I sintomi e l’attenzione dopo i viaggi
Febbre e dolori articolari sono i sintomi più caratteristici della Chikungunya; possono comparire anche eruzioni cutanee. In una prossima estate, sottolinea Merlani, in presenza di questi disturbi si dovrà considerare la possibilità del virus anche se non si è viaggiato all’estero.
Chi rientra da Paesi in cui sono note malattie trasmesse dalle zanzare dovrebbe invece rivolgersi al medico in caso di sintomi e segnalare il viaggio. È importante anche continuare a proteggersi dalle punture dopo il rientro: una persona infetta può essere punta da una zanzara presente localmente e favorire così l’avvio di una trasmissione sul territorio.


