«È il primo caso di virus trasmesso dalle zanzare tigre in Ticino»

«Al momento è il primo caso di virus trasmesso dalle zanzare tigre in Ticino». Lo evidenzia il Settore Ecologia dei Vettori della SUPSI a precisa domanda del CdT.
Quest’oggi le autorità sanitarie cantonali, in accordo con le autorità federali, hanno confermato quattro casi autoctoni di febbre Chikungunya in Ticino, riconducibili alla zona del Piano di Magadino. Le quattro persone contagiate stanno bene, salvo disturbi articolari, e non hanno effettuato viaggi recenti in aree in cui circola il virus.
Approfondendo l’argomento con il Settore Ecologia dei Vettori della SUPSI, abbiamo scoperto che le «persone infettate risiedono nella stessa via», dunque si tratta di un fenomeno estremamente circoscritto. Tuttavia non è possibile sapere se siano state infettate dalla stessa zanzara tigre o da più vettori portatori del virus.
Secondo il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), il rischio attuale per la popolazione è considerato «molto basso, anche in ragione del numero contenuto di casi e dell’ormai prossima conclusione della stagione di attività delle zanzare».
Stando agli esperti della SUPSI, le misure adottate in Ticino per contrastare la zanzara tigre «stanno funzionando. Sono sempre migliorabili, ma al momento funzionano perché questa è la prima volta che abbiamo rilevato la trasmissione di arbovirus nella zanzara tigre in Ticino. Si dimostra ancora una volta che la collaborazione dei cittadini nella gestione dei focolai larvali su suolo privato è di fondamentale importanza».
Nel nostro territorio, inoltre, la situazione è migliore rispetto ad altre zone della stessa Svizzera o d’Europa. Ancora il Settore Ecologia dei Vettori: «Le densità di zanzara tigre in Canton Ticino sono relativamente basse rispetto ad altre regioni svizzere ed europee. Queste sono costanti negli ultimi anni e addirittura sono in leggera diminuzione globalmente».
Nonostante il basso numero di esemplari in circolazione, le calde giornate di ottobre hanno fatto sì che gli insetti fossero ancora attivi. A tal proposito, gli esperti della SUPSI spiegano: «I dati del monitoraggio ticinese della zanzara tigre evidenziano che nelle aree interessate già a fine settembre i numeri erano bassi. Il protrarsi di giornate miti fino a metà ottobre ha fatto sì che le poche zanzare in circolazione fossero attive, motivo per cui è stato effettuato il trattamento con adulticidi e larvicidi nell’area interessata. Alla situazione attuale con l’abbassarsi delle temperature le poche zanzare in circolazione cessano la loro attività».
La febbre Chikungunya è una malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere Aedes, in particolare Aedes albopictus (la zanzara tigre, appunto). L’insetto può acquisire il virus pungendo una persona che lo ha nel sangue e, dopo alcuni giorni, trasmetterlo ad altre persone con successive punture. Non si tratta quindi di una trasmissione diretta da persona a persona. Episodi analoghi sono già stati già osservati negli ultimi anni in diversi Paesi europei, in particolare in Italia e in Francia.
Nella maggior parte dei casi la Chikungunya ha un decorso favorevole. I sintomi più caratteristici sono febbre e dolori articolari, a tratti anche intensi, soprattutto a mani, polsi, caviglie e piedi; possono inoltre comparire dolori muscolari, mal di testa ed eruzioni cutanee. Le forme gravi sono rare, anche se in alcune persone i dolori articolari possono persistere per settimane o mesi.
Nel 2025, quando venne registrato il primo caso umano autoctono di West Nile in Ticino, il virus fu trasmesso dalla zanzara comune (Culex pipiens). Il caso di dengue riscontrato a Rancate nell’agosto 2024, invece, non venne considerato autoctono.

