Ticino
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Dimissioni previste per la fine di settembre 2026 – Al suo posto Piero Marchesi – Marina Carobbio Guscetti, nuova presidente: «È un momento molto delicato e difficile»
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22:40
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Caso Zali, il Governo: «L'obiettivo è restituire fiducia ai cittadini»
A entrare nella sala stampa di Palazzo delle Orsoline gremita di giornalisti, oggi, sono stati in quattro: Norman Gobbi, Raffaele De Rosa, Marina Carobbio e Christian Vitta. Lui, Claudio Zali, mancava. Da giorni al centro della bufera, il giudice prestato alla politica ha scelto di annunciare le sue dimissioni con una lettera a Radio Ticino. Una decisione che il Governo, è stato spiegato, ha appreso tra ieri e oggi. L’epilogo di una crisi istituzionale riconosciuta dai suoi stessi colleghi. Marina Carobbio ha assunto la presidenza durante il periodo transitorio. «Certamente è una crisi istituzionale e noi consiglieri di Stato in primis dobbiamo garantire credibilità nei confronti delle istituzioni e del nostro operato», commenta ai microfoni di Ticinonews la «ministra» socialista. «Il momento non è superato e riacquistare la fiducia dei cittadini non è una cosa che avviene da un momento all'altro. Dovremo quindi impegnarci ancora di più. Spero che adesso ci sia la possibilità di fare tutti assieme l'interesse di questo Cantone e della sua popolazione».
Critiche all'Esecutivo
Una situazione eccezionale, abbiamo detto, con eventi e notizie che si sono susseguiti a ritmo incalzante. Dalla prima rivelazione degli audio compromettenti esattamente una settimana fa, seguiti dalle indagini per il 14enne alla Farera e dalla lettera ai vertici EOC con in copia il collega Raffaele De Rosa per assumere un’amica, il Governo si è riunito tre volte. Un Consiglio di Stato che oggi ha scelto di prendere la parola alternandosi di continuo, a sottolineare la collegialità al suo interno. L’Esecutivo, tuttavia, non è stato risparmiato da dure critiche per come è stata gestita finora la vicenda. «Ci siamo ritrovati più volte, ritengo anche con tempestività e prendendoci il tempo necessario per approfondire delle questioni non di poco conto», replica Carobbio. «Non capita tutti i giorni di chiedere di rinunciare a determinati settori, o di togliere determinate competenze, a un collega di governo».
I prossimi passi
Nel concreto, Zali resterà in carica fino al 30 settembre, ma già nel corso del mese verranno avviati i passi formali per il subingresso. Al nuovo giuramento seguirà una seduta costitutiva, in cui saranno stabiliti dipartimenti e responsabilità. Nel frattempo, l’obiettivo è assicurare la continuità delle istituzioni. «Il Governo deve continuare a garantire in qualsiasi momento il funzionamento dell'amministrazione cantonale, la sua attività come collegio governativo, portare avanti i dossier che sono in corso e continuare a far sì che le prestazioni ai servizi e ai cittadini siano garantiti e funzionino», conclude Carobbio.
19:47
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Collettivi in piazza a Bellinzona per dire «no» alla violenza di genere
Sono circa un centinaio le persone che si sono date appuntamento questa sera in Piazza Governo a Bellinzona per prendere parte al presidio pubblico organizzato dal Collettivo «Io l'8 ogni giorno». Lo scopo originale della manifestazione era chiedere le dimissioni del «ministro» Claudio Zali. Dimissioni che sono giunte nella giornata di oggi. Nonostante ciò, la manifestazione si è tenuta ugualmente. «Sì, perché noi riteniamo che quella fosse una delle questioni che si ponevano, ma l’aspetto che a noi preme di più è proprio quello della violenza contro le donne», afferma ai microfoni di Ticinonews Angelica Lepori Sergi del Collettivo Io l’8 giorno. «Quanto abbiamo sentito in questi giorni sono esternazioni particolarmente gravi, provenienti da qualcuno che faceva parte del Governo. Abbiamo sentito lo stesso Governo dire: "La violenza non è accettabile" e riteniamo che a queste parole debbano seguire i fatti».
In Ticino – ricorda Lepori Sergi – nel 2026 abbiamo già visto tre femminicidi «e sappiamo che il fenomeno della violenza è molto più diffuso in altri ambiti. Riteniamo quindi sia importante, adesso, che tutta questa storia possa finalmente servire per mettere in campo una politica di protezione delle donne e di prevenzione della violenza di genere». In alcune sue dichiarazioni odierne Zali, ha parlato di «solo» violenza verbale. «Tali espressioni sono anche una forma di banalizzazione. È un meccanismo abbastanza frequente: si tende a minimizzare, oppure giustificare. “Ero nervoso”. Ecco, crediamo che tutto questo sia inaccettabile: niente giustifica la violenza e niente può essere banalizzato».
Si sono mossi i collettivi, si è mossa la popolazione, ma si è mosso anche il Gran Consiglio. Al presidio di stasera erano presenti infatti anche alcuni deputati di partiti minori. «L'idea di mobilitarsi contro la violenza di genere è fondamentale», rileva il granconsigliere Mps Matteo Pronzini. «Noi come movimento avevamo già sollevato nel 2025 il problema di questi comportamenti da parte di Claudio Zali, con un'interpellanza che il Gran Consiglio, l'Ufficio presidenziale, non aveva voluto discutere. E l’Esecutivo, a distanza di oltre un anno, non ha dato una risposta. I segnali che qualcosa da approfondire c’era non mancavano, purtroppo i partiti che governano non hanno voluto aprire gli occhi». L’auspicio «è che il Consiglio di Stato metta a disposizione le risorse necessarie per combattere la violenza di genere, perché dobbiamo fare in modo che non sia più accettata in nessun modo».
19:33
19:33
Riguarda la puntata di Detto tra Noi
Riguarda la puntata di Detto tra Noi andata in onda su TeleTicino:
19:27
19:27
Sirica: «Marchesi è stato inelegante»
Piero Marchesi è stato inelegante, a detta di Sirica, a proposito dell'annuncio fatto a stretto, strettissimo giro di posta dopo le dimissioni di Zali: «Posso capire il suo entusiasmo, ma in conferenza è stata spiegata la procedura. Sono stati spiegati i tempi. Lui, invece, dopo tre ore sui social ha annunciato la sua disponibilità. Istituzionalmente, diciamo, cominciamo male».
19:24
19:24
Piccaluga e l'alleanza con l'UDC: «Corriamo da soli»
Piccaluga ha avuto anche un pensiero per l'oramai defunta allenza Lega-UDC. Alleanza che, parole sue, non verrà rimessa in piedi dopo le dimissioni di Zali: «Prendo atto che l'UDC ha deciso di correre in solitaria, lo stesso faremo noi. Se in Assemblea salterà fuori qualcosa di diverso, ne parleremo».
19:22
19:22
Piccaluga sul Mattino: «È un giornale come un altro»
Altra domanda a Piccaluga, legata al Mattino della Domenica e all'uscita a muso duro contro Zali: «Il Mattino non è un organo leghista, non è controllato né dal coordinatore né dal Movimento. È vero, Giuliano Bignasca ha creato la Lega e ha fatto un giornale. Ma la storia oggi è diversa. Non è la Lega a dirigerlo o a scriverlo. Fatta la premessa, parliamo di un giornale come un altro. Che ha il diritto di scrivere ciò che vuole, come chiunque altro». Perché, allora, Antonella Bignasca ha partecipato alle riunioni Lega-UDC? «No, le ha convocate per chiedere il parere dei due gruppi in merito all'alleanza. E questo perché il giornale rappresenta l'area di destra. Ma non rappresenta alcun partito. Il concetto di base è il seguente: Antonella Bignasca si è sentita in diritto di scrivere determinate cose. Io non l'avrei fatto, ma non è il mio giornale. In ogni caso, non ha detto nulla di nuovo».
19:10
19:10
Ancora Piccaluga: «Quando Claudio smentisce, mi sento di dire che forse ha ragione»
Ancora Piccaluga: «La verità è che io volevo sentire la verità di Claudio. Quella verità che lui ha scritto su un pezzo di carta stamattina. Non ero presente né quando potrebbe aver fatto qualcosa, né quando ha mandato quell'e-mail. Quando Claudio smentisce, mi sento di dire che forse ha ragione. Se dice di non aver picchiato quella donna, allora bisogna comprendere il momento. Il caso del 14.enne? A oggi la situazione è quella che è, mentre tornando all'e-mail probabilmente ha fatto un errore».
19:06
19:06
Piccaluga: «Non spettava a noi tirar giù Zali»
«Mi aspetto che Marina e che il Governo mettano priorità a questo tema e sono certo che lo faranno, soprattutto Marina» ha ribadito Sirica a proposito della lotta alla violenza di genere, emersa proprio in relazione al caso Zali. «Dalle parole bisogna passare ai fatti». Piccaluga, parlando delle dimissioni di Zali, ha ribadito che «ci sarà una nuova ripartenza, arriveranno nuovi candidati, dire se le dimissioni siano un bene o un male è difficile. Senza questo passo, venerdì il tema sarebbe riemerso. Ma non è facoltà del coordinatore o di un'assemblea tirar giù un consigliere di Stato. Il passo poteva farlo solo lui».
19:02
19:02
Scarinci: «Strappo fra Governo e popolazione»
Jacopo Scarinci, giornalista de La Regione, è tornato sulla conferenza stampa odierna, dalla quale è emerso uno strappo fra Governo e popolazione. Uno strappo creato sì da Zali, ma anche dagli altri consiglieri di Stato. «È stato apprezzabile che De Rosa, almeno lui, abbia ammesso, a proposito dell'email per Sanvido, di non aver dato il giusto peso alla vicenda. Però i consiglieri di Stato hanno quella cosa che si chiama obbligo di segnalazione».
Claudia Rossi di TeleTicino, dal canto suo, si è concentrata sulle difficoltà incontrate da Marina Carobbio Guscetti in conferenza stampa: «Si è trovata in una posizione scomoda, pensando agli audio e al ruolo del Consiglio di Stato nella lotta alla violenza. Di questi temi lei ha sempre fatto un cavallo di battaglia. Mi è sembrata timorosa, ha fatto il minimo sindacale».
18:58
18:58
Sirica: «Le conseguenze politiche non potevano che essere queste»
Fabrizio Sirica, co-presidente del PS, ha mostrato «umana comprensione» per Zali. Quindi, ha detto: «Dico che tutto quanto abbiamo fatto come PS è stato fatto per tutelare la credibilità delle istituzioni. Non ha senso riavvolgere il nastro, ma la lettera che abbiamo scritto con gli altri colleghi presidenti era di natura privata. Zali ha avuto diversi giorni, cinque, per dirci la sua versione. Poi quella lettera è finita sulla stampa. Il danno alle istituzioni è stato fatto nel momento in cui il consigliere di Stato ha preferito il silenzio stampa, la querela, la contrapposizione al dialogo. L'umano dispiacere c'è, ma le conseguenze politiche non potevano essere che queste. Non è un ragionamento astratto, il mio, ma di merito. Si può sbagliare, come politici, ma bisogna assumersene le responsabilità».
18:50
18:50
Piccaluga: «Tante ore al telefono, tante notti insonni»
«Sono state tante ore al telefono, tante notti insonni. Parliamo di un consigliere di Stato, una delle cariche più importanti del Paese. Però credo di non essere l'unico». Così Daniele Piccaluga, coordinatore della Lega, a Detto tra Noi su TeleTicino. Sull'incontro con Claudio Zali: «Volevo vederlo in faccia, era una mia volontà. Si può discutere, ma in queste situazioni avevo bisogno di vedere l'uomo Claudio in faccia. Abbiamo avuto questo incontro, molto intenso: sì, tante discussioni, ma è innegabile, siamo esseri umani e sono usciti i sentimenti. Ora sono in una fase di rincrescimento acuto. Al di là di tutto quello che è accaduto, una persona ha finito una carriera e l'ha finita in una maniera non delle più idilliache».
Sulla presenza di Zali all'Assemblea della Lega di venerdì: «Non so se ci sarà, ma probabilmente ci sarà il 1. agosto. Il popolo leghista credo gli darà il giusto saluto: ha portato per 13 anni la casacca della Lega in Consiglio di Stato, portando anche dei risultati per il Paese».
Sul danno reputazionale per il movimento: «Il passo indietro è anche per la Lega. Per noi è una nuova ripartenza, ci saranno nuovi volti e nuovi stimoli. Oggi, come si dice in dialetto, l'è ammò cald. Zali fino a fine settembre sarà seduto in governo, oggi è il giorno dello shock. Ma la Lega andrà avanti». A propsito di ammò cald, come giudica Piccaluga la presa di posizione di Marchesi? «Piero Marchesi entrerà in governo, è stato spiegato il come, ognuno parla per sé e io non devo parlare per lui».
17:54
17:54
L'ex consigliere di Stato Beltraminelli: «Un ottimo collega, molto impegnato»
Paolo Beltraminelli, ex consigliere di Stato in quota PPD, ha affidato ai social il suo «saluto» al dimissionario Claudio Zali: «Claudio Zali lascia il Consiglio di Stato» ha scritto. «Mi piace ricordare i sei anni di lavoro assieme, un ottimo collega molto impegnato. Ho lavorato bene con lui e lo ringrazio per quanto ha fatto per il nostro Cantone. Mi piace ricordare un momento disteso in occasione dei Campionati europei di corsa d’orientamento nel 2018 a Mendrisio».

17:32
17:32
Dimissioni di Zali, le reazioni della politica: «Un gesto dovuto»
La decisione di Claudio Zali di lasciare il Consiglio di Stato ha inevitabilmente generato un fiume di reazioni, dal mondo politico e non solo. «Il filo rosso delle mie azoni è sempre stata la credibilità delle istituzioni. Non posso che leggere in maniera responsabile, oltre che come un atto dovuto, le dimissioni di Zali», commenta ai microfoni di Ticinonews il co-presidente del Partito socialista Fabrizio Sirica. «Questa è infatti l’unica azione che permetterà di guardare avanti». Il co-presidente del PS, lo ricordiamo, è uno dei tre autori (assieme a ai presidenti di Centro e PLR, Fiorenzo Dadò e Alessandro Speziali) della lettera indirizzata all’attuale direttore del Dipartimento del territorio per chiedere chiarimenti sulla questione degli audio pubblicati su Instagram. Zali intende denunciare tutti e tre. Su questo «tengo a sottolineare come la nostra intenzione fosse di ottenere trasparenza, ma anche di dare la possibilità a Zali di spiegare e di non farsi travolgere. Forse, invece di querelare, avrebbe dovuto agire diversamente e, con il senno di poi, ringraziare».
La missiva
Il subentrante di Zali all’interno dell’Esecutivo sarà il democentrista Piero Marchesi. Un cambio che arriva a pochi mesi dalle elezioni…«Il timore è che in questo caos qualche partito, magari entrando in Governo, approfitti della carica per fare campagna elettorale», commenta Sirica, che lancia un appello a tutti: « Si lavori sul merito, collegialmente, cercando le risposte a casse malati e finanze pubbliche, tentando di accantonare gli scandali e gli scandaletti che hanno caratterizzato questa legislatura».
Speziali:« Si lavori sulla prospettiva immediata»
«Prendiamo atto della decisione di Zali. Adesso si tratta di lavorare soprattutto nella prospettiva immediata: assicurare stabilità e piena operatività del Cantone», rileva il presidente liberale radicale Speziali. Il Governo «deve concentrarsi soprattutto sul suo funzionamento, anche in quanto entità e forza simbolica, e sulle sfide maggiori». La cosa migliore «è continuare a impegnarsi nei dossier principali: i cittadini hanno bisogno di vedere che il loro futuro viene preso in mano dalla politica».
Fonio: «La pressione era cresciuta»
Secondo il consigliere nazionale centrista Giorgio Fonio la decisione presa da Zali «appare inevitabile. La pressione politica, istituzionale e della popolazione era cresciuta al punto tale che era difficile non ipotizzare le sue dimissioni». Non da ultimo «penso che anche quanto scritto domenica dal Mattino abbia di fatto definito l’uscita di Zali dal Governo». Governo che si trova adesso confrontato con un un cambio a meno di un anno dalla fine della legislatura. «Esecutivo e Parlamento devono darsi una priorità assoluta: ridare fiducia alla popolazione, che al momento è delusa e anche un po’ arrabbiata». L’obiettivo «deve essere di portare a termine quei dossier importanti che sono sul tavolo e che esigono delle risposte».
16:07
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I Verdi: «La violenza contro le donne, un tema sentito oltre gli steccati politici»
«Le dichiarazioni attribuite all’ormai ex presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, hanno ricordato che la cultura della non violenza, della parità di genere, del linguaggio inclusivo, del rispetto, della non prevaricazione, vanno oltre le semplici persone e non sono per niente acquisite nella nostra società. Non possono quindi mai essere date per scontate e devono essere la trama in cui la società intera, le istituzioni, e in primis il Consiglio di Stato, tessono ogni giorno la nostra vita democratica. Perché il rispetto è una parola che va usata e declinata nella vita reale, ogni giorno». Così la presa di posizione dei Verdi del Ticino, trasmessa in una nota odierna, in merito alle dimissioni di Claudio Zali e alla vicenda che ha scosso la scena politica ticinese.
Le parole di un'autorità pubblica, proseguono i Verdi, «contribuiscono a definire ciò che una società considera accettabile e ciò che invece deve essere condannato senza ambiguità». La violenza contro le donne, si legge nella nota, «è una realtà che attraversa ogni età, ogni contesto sociale e culturale. Si manifesta nelle relazioni affettive, nei luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e sempre più spesso anche online. È una questione di parità e di diritti fondamentali, perché nasce dall'idea che il corpo, le scelte e perfino la libertà delle donne possano essere controllati attraverso l'intimidazione, la sopraffazione o la forza».
La «partecipazione corale» a difesa delle donne in questa crisi istituzionale ha mostrato che il tema è sentito, rilevano gli esponenti dei Verdi, «oltre gli steccati politici». E questo, «da un certo punto di vista è rassicurante perché riconosciuto essere un problema strutturale che merita attenzione politica e sociale». A preoccupare gli ecologisti è però il fatto «che la violenza sulle donne possa anche essere usata strumentalmente, non per proteggere le vittime, ma piuttosto per togliere di mezzo un candidato indesiderato. Leggere poi nelle dichiarazioni sul Mattino della Domenica, che Zali non fosse più da sostenere perché in pratica non abbastanza a destra, non fa ben sperare sui pensieri, linguaggi e visioni della società, incarnati da questa area politica».
La lotta contro la violenza sulle donne, chiosano i Verdi, «richiede coerenza, credibilità e un impegno quotidiano da parte di tutte le istituzioni. E noi chiediamo che di questi valori sia plasmato anche il nuovo stile di conduzione del Consiglio di Stato».
15:26
15:26
Riguarda la conferenza stampa del Governo
La conferenza stampa del Governo andata in scena questo pomeriggio:
15:06
15:06
È ufficiale: dopo Zali, Piero Marchesi in Governo
Con queste parole, Piero Marchesi ha annunciato di voler accettare la carica di Consigliere di Stato: «Prendo atto della decisione di Claudio Zali di lasciare la carica di consigliere di Stato alla fine di settembre.In qualità di subentrante, accetto questo incarico con umiltà, senso di responsabilità e spirito di servizio. Metterò la mia dedizione e le mie energie al servizio del Cantone, per contribuire al suo rilancio e creare nuove opportunità per la popolazione e per l’economia ticinese».
E ancora: «Il tempo a disposizione prima della fine della legislatura è limitato, ma affronterò questa fase con concretezza, impegno e piena disponibilità al lavoro. È importante, nell’interesse del Cantone, che il Governo ritrovi la giusta serenità per potersi concentrare sui progetti e sulle priorità per i ticinesi. Ciò permetterà anche all’Amministrazione cantonale e a tutti i suoi collaboratori di operare con maggiore efficacia nell’interesse delle cittadine e dei cittadini ticinesi. Collaborerò volentieri con la collega e i colleghi di Governo nell’interesse del Cantone, nel rispetto delle Istituzioni e della collegialità. Al tempo stesso, porterò nell’Esecutivo, con coerenza e determinazione, le priorità e la sensibilità politica dell’area che ha sostenuto la lista comune Lega-UDC. Il mio mandato nasce da quella lista e intendo quindi rappresentare gli elettori dell’UDC e della Lega, ma anche tutti i cittadini e le imprese che si riconoscono nei principi della libertà, della responsabilità individuale, del lavoro e dell’iniziativa privata. La mia impostazione operativa sarà finalizzata a promuovere maggiore sicurezza, meno burocrazia e migliori condizioni quadro per le PMI; a rendere il Ticino più attrattivo per imprese, investimenti e nuovi contribuenti; a favorire i ticinesi nel mercato del lavoro e a valorizzare le regioni periferiche, le valli e il settore primario. Rimango a disposizione delle istanze preposte per organizzare il mio subingresso, affinché avvenga nel modo più efficace ed efficiente possibile».
L'articolo completo qui.
15:03
15:03
«Dovremo lavorare insieme nell'interesse del cantone»
Se il subentrante accetterà, avremo un Governo composto da cinque consiglieri di cinque partiti diversi.
Carobbio Guscetti: «Dovremo lavorare insieme nell'interesse del cantone. Succede di avere cinque rappresentanti di partiti diversi. Sono le persone scelte dalla popolazione. Lavoreremo insieme anche nella diversità delle opinioni politiche per trovare soluzioni di fronte alle grandi sfide di questo cantone».
15:01
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«Zali aveva il suo stile e i suoi modi, diverso è il merito delle frasi pronunciate»
Zali nel suo comunicato non fa riferimento alla vicenda del 14.enne alla Farera. Questo atteggiamento "arrogante" non intacca anche la vostra immagine istituzionale?
De Rosa: «Ogni persona ha la sua personalità, ha i suoi modi, ha il suo stile. Il collega è stato democraticamente eletto ed è in Consiglio di Stato da tanti anni e anche voi giornalisti avete potuto conoscere il suo stile. È un dato di fatto di cui va preso atto. Diverso è il merito. E determinate frasi e determinati concetti non sono tollerabili. Sono piani diversi. Stile, questioni della vita privata e altri aspetti che sono di interesse pubblico».
Carobbio Guscetti: «Vorrei ricordare che nel caso del minorenne è stata aperta un'istruttoria da parte del Ministero pubblico al quale spetterà, eventualmente, dare altre spiegazioni».
14:58
14:58
«Il lavoro del Governo non può fermarsi»
Che cosa significa un subingresso a meno di un anno dalle elezioni?
Carobbio Guscetti: «Un subingresso può sempre capitare. Il Governo deve garantire la continuità del lavoro sui dossier aperti, nelle discussioni con il Parlamento e nei servizi rivolti ai cittadini. Da qui le decisioni spiegate oggi, a seguito della gravità della situazione e della necessità di andare avanti. Noi siamo anche direttori di Dipartimenti e continuiamo a svolgere questo compito. Il Governo, nella nuova composizione, farà le giuste valutazioni al suo interno. Siamo consapevoli che è un momento molto delicato e difficile».
14:55
14:55
Certe situazioni non si devono più ripetere
Tra voi quattro, in queste riunioni, c'è stato un confronto sui vostri atteggiamenti singoli nei confronti di quanto emerso in questi giorni?
Carobbio Guscetti: «C'è stata una discussione che proseguirà, anche approfondimenti su quanto avvenuto e che non dovrà più avvenire. Vogliamo evitare che queste situazioni si ripetano. Le verifiche le abbiamo fatte e continueremo a farle. Risponderemo anche agli atti parlamentari».
14:52
14:52
«Non è stato facile per noi affrontare questa situazione»
Avete però letto la presa di posizione personale di Zali. Condividete i toni?
Carobbio Guscetti: «Questa è una presa di posizione personale, non del collegio governativo. Così come non è stata richiesta dal Consiglio di Stato. Zali si assume la responsabilità di quello che ha detto e che ha scritto e se lo riterrà risponderà alle vostre domande. Noi rispondiamo per quello che ci compete. E condanniamo ogni forma di violenza, compresa quella verbale. Bisogna ristabilire la credibilità nelle istituzioni e la fiducia della popolazione. Non è una situazione facile per nessuno, neppure per il Consiglio di Stato. È possibile che avremmo dovuto dire delle cose prima, più velocemente. Però penso che la credibilità delle istituzioni passa anche dal ponderare le decisioni che vengono prese e nell'affrontarle. Lo abbiamo affrontato in una settimana difficile per il cantone, per la popolazione, per chi lavora nell'Amministrazione cantonale, ma anche per i consiglieri di Stato. Ci sono anche delle situazioni personali difficili e affrontare questa situazione non è stato facile nemmeno per noi e nemmeno per me come donna».
14:45
14:45
La lettera di dimissioni di Zali
Sulla lettera consegnatavi da Zali per le dimissioni, quando l'avete ricevuta, quali sono i contenuti? Avete chiesto un passo indietro?
Carobbio Guscetti: «Vi leggo la lettera che ci è stata consegnata da Claudio Zali, indirizzata al Consiglio di Stato. "Dimissioni – Cara vicepresidente, cari colleghi, la presente ad ogni effetto di legge, per comunicare la mia rinuncia alla carica di consigliere di Stato, con effetto al 30 settembre 2026. Con effetto immediato rinuncio anche alla carica di presidente del collegio governativo. Cordiali saluti. Claudio Zali". Come detto più volte, abbiamo già discusso ieri della questione della presidenza. Questa mattina abbiamo fatto una formalizzazione delle nostre decisioni. Il consigliere Zali ci ha consegnato la sua presa di posizione personale poco prima che diventasse pubblica».
Avete auspicato un passo indietro?
Carobbio Guscetti: «Noi abbiamo discusso giovedì della questione che ci sembrava urgente della responsabilità dei settori Magistratura e Polizia. Abbiamo discusso sulla presidenza e chiesto di rinunciare alla presidenza. Sapevamo che la questione della carica di consigliere di Stato è una decisione che va presa autonomamente. Non entro nel merito delle discussioni, che sono state molto lunghe».
14:40
14:40
Il «mea culpa» di De Rosa sulla mail all'EOC
Si è parlato spesso in questi mesi di "sfera privata". Che cosa ne pensate, ora?
Carobbio Guscetti (sugli audio): «La nostra posizione è chiara. La violenza e l'incitazione alla violenza verbale è inammissibile. E non riguarda la sfera privata. Non accettiamo che un rappresentante delle istituzioni possa pronunciare queste parole».
De Rosa (sulla mail all'EOC): «Per quanto riguarda la mail del collega all'EOC, nella quale ero in copia, a distanza di oltre 6 anni e fuori dalla situazione contingente nella quale ci trovavamo durante la pandemia, il Consiglio di Stato si è già espresso sui toni e sui contenuti della mail ritenendoli "discutibili". E io stesso riconosco l'inadeguatezza di questi toni e contenuti e mi dispiace sinceramente se non ho dato la giusta attenzione e priorità che all'epoca erano tutte orientate alla lotta contro il virus. Detto questo, il Consiglio di Stato si è espresso sulle modalità e nei torni, mentre nel merito verrà data risposta all'atto parlamentare pendente».
Carobbio Guscetti (sul minorenne detenuto alla Farera): «C'è stata la seduta straordinaria di giovedì e in quella giornata il Consiglio di Stato ha appreso dell'apertura di un'istruttoria da parte del Ministero pubblico e abbiamo chiesto la rinuncia della responsabilità politica di Magistratura e Polizia. Del caso, lo sapete, se ne sta occupando anche l'Alta vigilanza parlamentare».
14:34
14:34
«Era corretto procedere con queste valutazioni al nostro interno»
Siete stati accusati di "essere rimasti alla finestra" in una vicenda importante. Non potevate agire in maniera più incisiva, magari togliendogli la presidenza?
Carobbio Guscetti: «Non credo che la responsabilità istituzionale si misuri sulla rapidità di una dichiarazione, ma sulla serietà con cui si affrontano situazioni delicate. Noi, in un contesto difficile, abbiamo fatto tre sedute di Consiglio di Stato. Giovedì abbiamo deciso di togliere la responsabilità della Magistratura e della Polizia. Ieri e oggi abbiamo fatto altre due riunioni in cui abbiamo discusso e preso delle decisioni. Per quanto riguarda il fatto di ritenere inaccettabili delle dichiarazioni violente, lo abbiamo detto subito nelle prese di posizione pubbliche. Era corretto procedere con queste valutazioni al nostro interno. Le discussioni sono state lunghe e importanti. Togliere delle competenze a un collega non è una decisione semplice e presa alla leggera».
Vitta: «La priorità giovedì è stata dato sulla tematica delle competente su Magistratura e Polizia. Il tema della presidenza è stato affrontato ieri. Siamo anche in estate in cui non ci sono riunioni e sedute del Consiglio di Stato se non quelle straordinarie. Ieri la discussione è stata affrontata e oggi è stata formalizzata la decisione che vi è stata comunicata».
14:29
14:29
Gobbi non commenta la presa di posizione della Lega
Gobbi, può prendere posizione sul comunicato della Lega, in cui non leggo una presa di distanza dalle parole di Zali?
Gobbi: «Quando si diventa consiglieri di Stato si è consiglieri di Stato del canton Ticino e non di un partito. Quindi, non rispondo. Può rivolgere la domanda al coordinatore del Movimento».
14:27
14:27
«Destituire un collega non è una competenza del Consiglio di Stato»
Senza la decisione di Zali, voi come colleghi non avreste agito diversamente?
Gobbi: «La competenza pertinente al Governo è di attribuire la presidenza – come discusso ieri – e dei dipartimenti – nella riunione di giovedì scorso. Quando una persona è eletta, anche se si trova sotto inchiesta penale, questa persona rimane eletta. Può autosospendersi, ma fino a una decisione cresciuta in giudicato di carattere penale con reati contrari alla dignità della carica, la persona rimane al suo posto. Destituire un proprio collega è una non competenza del Consiglio di Stato. E ci mancherebbe, perché sarebbe molto problematico».
14:24
14:24
Al Governo una lettera formale di dimissioni
La comunicazione al Governo da parte di Zali è la stessa che ha mandato a Radio Ticino?
Carobbio Guscetti: «Il consigliere di Stato ha informato il Governo sulla sua decisione di lasciare alla fine di settembre. L'informazione data ai media è un'informazione personale, non del Governo. Al Consiglio di Stato ha dato una lettera formale di lasciare la carica».
14:23
14:23
L'assenza di Zali
Come commentate l'assenza di Zali? Siete voi quattro a metterci la faccia, oggi.
Carobbio Guscetti: «Zali ha dato un'informazione questa mattina, le sue motivazioni sulla decisione di lasciare il Consiglio di Stato. Noi, come Governo, abbiamo ritenuto indispensabile presentarvi quello che è successo in questi giorni, le decisioni prese e che cosa succederà nei prossimi giorni e per rispondere alle vostre domande in una situazione molto difficile per il cantone. Il consigliere di Stato Zali, se lo vorrà, potrà prendere ulteriormente posizione e rispondere alle vostre domande nei prossimi giorni».
14:20
14:20
Carobbio Guscetti: «La violenza è inaccettabile»
Ancora Marina Carobbio Guscetti: «A titolo personale e a nome del Consiglio di Stato, ribadisco che la violenza, in tutte le sue forme, compresa la violenza di genere e l'incitazione alla violenza sono inaccettabili, da qualunque parte provengano. Le parole dette, di cui si è molto parlato, sono inammissibili e vanno stigmatizzate con la più grande fermezza. Non posso che ribadire la necessità di riconoscere la prevenzione e la lotta alla violenza. La lotta alla violenza di genere è una priorità di questo Cantone. Gli sforzi e i mezzi per prevenirla vanno rafforzati. Inoltre, l'auspicio e l'impegno del Consiglio di Stato è di lavorare per costruire un clima costruttivo e di fiducia».
14:17
14:17
Per il successore, procedura avviata in settembre
Norman Gobbi spiega le procedure di subingresso: «La carica di consigliere di Stato sarà vacante dal 1. ottobre 2026 e l'obiettivo è di garantire l'operatività del Consiglio di Stato e una transizione ordinata. Per questo la procedura sarà avviata già nel mese di settembre, con la richiesta di accettazione da parte del primo subentrante. In caso di accettazione verranno eventualmente avviate le necessarie procedure per risolvere eventuali incompatibilità. Successivamente verrà organizzato il momento di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi che sancirà l'effettiva entrata in funzione del nuovo consigliere di Stato».
14:14
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«La decisione di dimettersi rientrava nella competenza esclusiva di Zali»
Ancora Carobbio Guscetti: «Zali ha comunicato le dimissioni con effetto al 30 settembre 2026. Il Governo ha preso atto della decisione, che nei suoi modi e nei suoi tempi rientrava nella competenza esclusiva del consigliere di Stato Zali. Il nostro compito, come Consiglio di Stato, oltre a rinstaurare la fiducia dei cittadini e la credibilità delle istituzioni, è anche quello di adoperarci per assicurare il buon funzionamento delle istituzioni e dell'amministrazione cantonale in questa fase di transizione e in questo momento difficile. Con l'obiettivo di un passaggio di consegne ordinato al successore del collega».
14:11
14:11
Carobbio Guscetti presidente, De Rosa vicepresidente
De Rosa: «La seduta straordinaria di giovedì scorso il Consiglio di Stato aveva appreso dell'apertura dell'istruttoria nei confronti del nostro collega riguardante il caso del minorenne detenuto alla Farera. Il Governo ha chiesto la rinuncia delle responsabilità politica sui settori della Magistratura e della Polizia cantonale. Competenze in via transitoria dal Governo, esercitate per il tramite di Marina Carobbio Guscetti».
E sulla presidenza? «Oggi, spiega Christian Vitta, è stato nominato il nuovo ufficio presidenziale secondo il principio della rotazione. Da subito e fino al subingresso del subentrante, Marina Carobbio Guscetti sarà presidente e Raffaele De Rosa sarà vicepresidente».
14:08
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«Proteggere le istituzioni»
La prima a prendere la parola è Marina Carobbio Guscetti, vicepresidente del Consiglio di Stato: «Oggi siamo confrontati con una situazione molto delicata per il nostro cantone, che mina la fiducia nelle sue istituzioni all'interno del Ticino e nei confronti del resto del Paese. Nel corso dell'ultima settimana il Consiglio di Stato si è riunito tre volte. Questa mattina ha preso atto della decisione di Claudio Zali di dimettersi. Gli approfondimenti effettuati e le decisioni prese dal Governo hanno l'obiettivo di proteggere le istituzioni, ristabilirne la credibilità e instaurare la fiducia dei cittadini e delle cittadine».
14:05
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Inizia la conferenza stampa
14:03
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L'MPS: «Dimissioni atto dovuto, ma quel "solo" è rivelatore»
Il Movimento per il socialismo definisce le dimissioni di Claudio Zali «un atto dovuto», arrivate «dopo settimane di polemiche e dopo il progressivo accumularsi di fatti e comportamenti che hanno profondamente compromesso la credibilità della sua permanenza in Governo»: il caso del quattordicenne, gli audio, la mail all'Ente Ospedaliero Cantonale. «Non si è trattato di un episodio isolato», scrive il Movimento, che giudica «legittime e fondate» le pressioni politiche e dell'opinione pubblica.
Il passaggio centrale della nota riguarda però una parola della lettera di Zali, che parla di «violenza solo verbale». «È proprio quel solo a essere rivelatore», osserva l'MPS: «Colpisce che anche nel momento delle dimissioni Zali dimostri di non aver compreso la gravità della situazione». La violenza contro le donne, prosegue la presa di posizione, «si manifesta attraverso un continuum di comportamenti: la violenza psicologica, verbale e il controllo sono forme di violenza a tutti gli effetti e troppo spesso costituiscono il terreno sul quale si sviluppano successivamente anche le aggressioni fisiche».
Nel mirino finiscono anche le istituzioni. Governo e Parlamento «escono male da questa vicenda, incapaci di cogliere la gravità del caso e di reagire tempestivamente», con il Consiglio di Stato indicato per primo. Da qui la richiesta: non «dichiarazioni di principio o indignazione di fronte ai casi più eclatanti», ma «investimenti concreti, risorse adeguate, competenze specialistiche, formazione continua per le istituzioni e gli operatori», oltre a un sostegno rafforzato ai servizi che accompagnano le vittime.
La chiusa: «Le dimissioni chiudono una vicenda politica, ma non possono chiudere il dibattito culturale e istituzionale che essa ha aperto».
13:57
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Le prime considerazioni in studio, su TeleTicino
In diretta su TeleTicino, con Sacha Dalcol, si è espresso Gianni Righinetti, vicedirettore del Corriere del Ticino: «Quello che mi disturba di più, della lettera di Zali, sono le parole nei confronti delle persone, delle donne coinvolte nel caso degli audio. È come se dicesse che lui non ha nessuna colpa. Un fil rouge di vittimismo che mi infastidisce».
Il passaggio della lettera di Zali: «La donna che al telefono ho detto di avere “picchiato” l'ho solo allontanata dalla mia proprietà quando, quasi 10 anni fa, si era presentata nottetempo a casa mia. Per farlo l'ho strattonata, ma non percossa. Mi ha querelato e pochi giorni dopo ha ritirato la denuncia. Quella che ho detto di voler far “picchiare”, da mesi stava assillando me e l'allora mia compagna. Nessuno le ha fatto niente, è stata la giustizia ad occuparsene ed è stata condannata. Il mio era lo sfogo, in privato, di una persona esasperata. Per deprecabile che sia, è stata l’espressione di una violenza solo verbale da parte di una persona profondamente afflitta. Non ho picchiato nessuno, non ho mandato a picchiare nessuno. Non sono un violento».
Andrea Leoni commenta il fatto che, nel suo scritto, Zali non menziona le altre due questioni (l'inchiesta del Ministero pubblico per abuso di autorità e tentata coazione sul 14.enne detenuto alla Farera, e la mail all'EOC per far assumere una conoscente). «Inoltre, nella lettera non c'è un ringraziamento alla Lega», fa notare.
13:51
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Zali non ci sarà
Claudio Zali non si presenterà davanti ai media. In conferenza stampa gli altri quattro consiglieri di Stato: Marina Carobbio Guscetti (DECS), Raffaele De Rosa (DSS), Christian Vitta (DFE) e Norman Gobbi (DI).
13:49
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La presa di posizione della Lega dei Ticinesi
13:48
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La lettera di Claudio Zali, trasmessa a Radio Ticino
13:45
13:45
Il punto
Claudio Zali ha annunciato le dimissioni dal Consiglio di Stato, con effetto alla fine di settembre 2026. Una decisione arrivata al culmine di un terremoto che cambierà gli equilibri della politica cantonale. L'attuale direttore del DT ha fatto un passo indietro anche sulla candidatura alle elezioni cantonali del 2027.
Una «decisione politica che non anticipa alcun giudizio sul piano giudiziario» per la Lega dei Ticinesi. «Una scelta difficile e dolorosa, di responsabilità compiuta per tutelare le istituzioni, il Movimento e la possibilità di affrontare con serenità gli accertamenti in corso», secondo il coordinatore Daniele Piccaluga.
Sullo sfondo gli audio in cui il presidente del Governo incita alla violenza – definiti da Zali «uno sfogo, in privato, di una persona esasperata» –, l'inchiesta del Ministero pubblico per abuso di autorità e tentata coazione sul 14.enne detenuto alla Farera, la mail all'EOC per far assumere una conoscente (licenziando «uno dei frontalieri di cui è farcito come un cannolo alla crema»).
Il Consiglio di Stato ha tenuto questa mattina una seduta straordinaria (la terza dall’inizio della tempesta che ha travolto Claudio Zali) e, per riferire degli esiti della discussione, organizza un momento informativo. L'inizio è previsto alle 14.00, l'appuntamento è a Palazzo delle Orsoline.
