Claudio Zali vuole ridurre i radar in Ticino

Per la sua prima volta in veste di responsabile politico della Polizia, Claudio Zali ha scelto di cavalcare uno dei temi più sensibili e «di pancia» che accompagna da decenni i ticinesi, non solo in campagna elettorale: i radar. Il consigliere di Stato, durante la conferenza stampa annuale di bilancio dell’attività del Corpo, ha messo subito le cose in chiaro: da marzo, è in corso una progressiva diminuzione dei controlli radar della Polizia cantonale. Cifre esatte non ne sono state fornite: resta però il dato, anche politico, messo in campo da Zali.
Soffermandosi sulle statistiche legate agli incidenti stradali, il «ministro» ha sottolineato che la velocità eccessiva non è l’unica causa. «Nel corso degli anni, nell’ambito della sicurezza, molto è stato fatto sia come prevenzione, sia come repressione», ha spiegato Zali. «È lecito chiedersi se non possa essere allentata la pressione dei controlli senza compromettere la sicurezza». Ma, come visto, non essendo la velocità eccessiva l’unica causa degli incidenti stradali, è giusto – secondo il consigliere di Stato – investire parte delle risorse liberate da una diminuzione dei radar in altri tipi di controlli stradali. «Ritengo ci sia margine per reindirizzare l’attività di prevenzione e repressione della Polizia», ha proseguito. Ciò non significa, ha aggiunto rispondendo a una domanda, «ammettere che in passato si è fatto troppo» nei controlli radar. «La volontà è quella di focalizzarsi su altre cause di incidenti». Ecco perché «verranno aumentati i controlli dello stato psicofisico dei conducenti, una causa importante di incidenti della circolazione». Zali ha accennato all’utilizzo di medicamenti o sostanze «non necessariamente compatibili con la guida sicura. Intendiamo quindi intervenire». Verrà messo l’accento anche sui controlli del sovraccarico e la sicurezza del carico dei veicoli commerciali, così come sulle immatricolazione di veicoli in altri cantoni ma che stazionano regolarmente in Ticino. «Si notano molte automobili, spesso di un certo rilievo, che circolano con targhe dei Grigioni o di Zugo», ha spiegato Zali. Una violazione che danneggia il gettito fiscale cantonale. L’invito ai possessori di tali targhe, dunque, è quello di «provvedere spontaneamente a immatricolarle in Ticino». Tornando alle cause principali di incidenti stradali, il «ministro» ha anche accennato all’uso dei cellulari. Anche su questo fronte verranno di conseguenza intensificati i controlli.
Occhio alle biciclette elettriche
Questa, in sostanza, l’impostazione della Polizia decisa da Zali. Per quanto riguarda invece il bilancio 2025, sono risultati in diminuzione i furti (5.250, -5.9% rispetto al 2024), ma si mantengono ancora superiori a quelli precedenti il 2023. Fra le voci più significative, per il secondo anno consecutivo, la riduzione dei furti con scasso (-20%, ) e quelli dai veicoli (-22%) e la crescita dei taccheggi (457, +28%). L’ormai decennale crescita dei furti di e-bike si è confermata raggiungendo quota 609 (+39%). Nel complesso, «le indagini hanno confermato l’attività di gruppi criminali itineranti, spesso provenienti dall’estero, attivi nei furti nelle abitazioni e nelle truffe», ha detto il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi.
È per contro stabile il numero delle rapine: 42 le infrazioni registrate lo scorso anno, contro le 36 del 2024. Le regioni più colpite sono state il Luganese e il Bellinzonese. La maggior parte di questi crimini è avvenuto sulla pubblica via o in abitazioni private, ed è riconducibile a liti o aggressioni che coinvolgono anche minorenni o a situazioni legate a debiti riconducibili al consumo o allo spaccio di stupefacenti. Nell’83% degli episodi, quindi con un buon tasso di risoluzione, si è potuto risalire ai responsabili.
L’attività degli agenti si è concentrata anche sui nuovi trend, come le truffe online o informatiche. «L’uso di tecnologie e dell’intelligenza artificiale, rende le indagini sempre più complesse. Fenomeni che evidenziano l’importanza della formazione», ha sottolineato ancora Cocchi. In relazione ai reati digitali, si è comunque registrata una diminuzione: sono passati dai 435 del 2024 ai 399 del 2025 (-8%). La quota maggiore tocca la categoria della cibercriminalità economica legata in particolare ai casi di phishing, ai reati di abuso di sistemi di pagamento online o all’abuso d’identità di terzi per scopi fraudolenti.
Cresce la violenza domestica
Al capitolo disagi familiari, «un tema importante anche per il Governo», come ha sottolineato Cocchi, il 2025 si è chiuso con 1.018 interventi in ambito domestico effettuati a livello cantonale (+4%). Di questi, in 172 casi sono stati riscontrati reati d’ufficio che hanno richiesto di applicare la procedura completa di violenza domestica (+6%). Per quanto riguarda i crimini violenti, la situazione è sostanzialmente rimasta stabile.
Per quanto riguarda gli incidenti stradali, va sottolineata una lieve diminuzione: 3.874 rispetto ai 3.901 del 2024. Nei 695 casi con danni alle persone (dato in aumento) si sono contati 582 feriti leggeri e 240 feriti gravi. I mortali sono stati 14 (8 automobilisti, 4 motociclisti e 2 ciclisti).
In conclusione, Cocchi ha sottolineato la necessità di proseguire nell’armonizzazione delle basi legali e delle normative, affinché lo scambio di informazioni di polizia fra i diversi Cantoni avvenga in modo rapido, sicuro e sulla base di una legislazione moderna.
