«Comportamento predatorio»: 32 mesi

Tutto quello che gli era imputato, lo ha commesso. È questo il convincimento della Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Curzio Guscetti riguardo al caso di un uomo sulla sessantina che per un decennio ha ripreso di nascosto, sopra i vestiti, le parti intime di diverse donne e ragazze, e che ha in particolare molestato quand’erano adolescenti due sorelle, sue lontane parenti. L’uomo, residente nella valle del Vedeggio, è quindi stato condannato per ripetuti atti sessuali con fanciulli, ripetuta coazione, pornografia e violazione della sfera privata tramite presa d’immagini, a due anni e otto mesi parzialmente sospesi, a seguire un trattamento ambulatoriale e al divieto a vita di operare attività continuate a contatto con minorenni. A suo carico vi erano anche alcuni reati fiscali, scoperti dopo che gli inquirenti hanno rinvenuto una mappetta intitolata «Incassi in nero». Considerando che ha già passato alcuni mesi in carcere al momento dell’arresto nel 2023, dovrà scontarne ancora alcuni altri. Se dietro le sbarre o tramite misure alternative, lo deciderà il Giudice dei provvedimenti coercitivi. L’imputato, cittadino svizzero, era parzialmente reo confesso, contestando in particolare ogni molestia commessa nei confronti di una delle due sorelle. Ma non è stato creduto e l’atto d’accusa della procuratrice pubblica Anna Fumagalli, che aveva chiesto 46 mesi di carcere, è stato interamente confermato. L’uomo dovrà inoltre riconoscere il torto morale richiesto dalle ragazze, ovvero un simbolico franco cadauno.
«Un interesse ossessivo»
La vicenda è emersa perché, in questo caso, il sistema scolastico è riuscito a intercettare con successo il disagio di una delle due giovani, segnalando la problematica alle autorità. «Se non fosse stato arrestato, fin dove si sarebbe spinto?» ha chiesto ancora oggi il giudice Guscetti all’imputato: «Aveva un interesse ossessivo per la ragazza». L’uomo, affetto da disturbi voyeuristici ed esibizionisti, si eccitava infatti filmando donne e giovani di nascosto, talvolta masturbandosi, e nei giorni precedenti all’arresto il suo comportamento aveva avuto un’escalation: era in particolare corso in strada verso la giovane, filmandola, toccandole il sedere e chiedendole un bacio. Poco prima la stava filmando di nascosto da casa propria masturbandosi.
Anche la sorella ha riferito di comportamenti molesti nei suoi confronti negli anni precedenti, cosa che l’imputato, difeso dall’avvocato di fiducia Stefano Camponovo, ha sempre negato con veemenza. In questo caso non vi erano prove al di fuori delle dichiarazioni delle parti e per la Corte è risultata credibile soltanto la giovane per diversi motivi, non da ultimo l’aver riferito dei comportamenti masturbatori dell’imputato senza poter sapere che l’uomo aveva commesso atti simili anche nei confronti della sorella.
«Si tratta di comportamenti deplorevoli e disgustosi - ha detto il giudice Guscetti - ma che fortunatamente si situano nella parte inferiore e meno lesiva nell’ambito dei possibili reati sessuali previsti dalla legge». Considerato il tempo trascorso dai fatti, una prognosi non negativa, e una violazione del principio di celerità nell’accertare i fatti, la pena è stata, come detto, parzialmente sospesa.

