Concerti estivi in piazza Grande, si va avanti a suon di ricorsi

Va avanti a suon di ricorsi la vertenza riguardante il bando lanciato dalla Città per l’organizzazione dei concerti estivi in piazza Grande e Largo Zorzi per il periodo 2028-2032. Vistosi respingere lo scorso 14 febbraio dal Consiglio di Stato le censure contro il concorso per l’assegnazione in uso accresciuto del suolo pubblico comunale nel salotto buono cittadino, il titolare di un ristorante che si affaccia su piazza Grande ha deciso di appellarsi al Tribunale cantonale amministrativo (Tram). La motivazione è sempre la stessa: la terrazza del suo locale è l’unica inclusa nel perimetro di suolo pubblico destinato ai concerti. Detto in altre parole, in occasione degli open air estivi in piazza Grande, quella terrazza sarà a disposizione degli organizzatori per le loro esigenze tecniche e logistiche. Una palese disparità di trattamento a vantaggio di tutti gli altri esercenti di piazza Grande, aveva argomentato il proprietario, patrocinato dall’avvocato Filippo Gianoni. Ma le sue motivazioni non sono state - come detto - accolte dal Consiglio di Stato, secondo il quale il concorso non violerebbe il principio della parità di trattamento e della libertà economica. Da qui, la decisione di un nuovo ricorso, questa volta presentato di fronte al Tram giovedì scorso. In concreto, il proprietario del locale ritiene che non sia dimostrato alcun impedimento di natura tecnica che comprometterebbe l’organizzazione dei concerti senza occupare lo spazio esterno del suo esercizio pubblico. Ciò che peraltro, sempre secondo il ricorrente, sarebbe attestato dal fatto che uno dei candidati ad ottenere l’uso accresciuto del suolo pubblico di piazza Grande e Largo Zorzi non ne avrebbe bisogno.
Un danno importante
Non poter disporre della propria terrazza durante i concerti estivi nel centro cittadino, per il ricorrente, significherebbe subire un importante danno economico. Tali eventi si svolgono infatti in uno dei periodi più redditizi dell’anno. La contrarietà del titolare dell’esercizio pubblico è accentuata dal fatto che, sempre secondo quanto sostiene nel ricorso, Moon & Stars è stata autorizzata ad installare un proprio bar proprio su quella superficie. Dunque, il bando di concorso così come formulato violerebbe il principio di proporzionalità, quello della parità di trattamento, nonché della libertà economica.
