Dadò a gamba tesa su caso Hospita e arrocchino: «I cittadini non si meritano politici che ricevono favori»

«Mentre assistiamo allo sgretolarsi dell’ordine mondiale, a governanti che si insultano e accusano a vicenda, barbarie e un genocidio perpetrato da criminali che massacrano e riducono alla fame persino migliaia di bambini, qui nel nostro microcosmo c’è chi nella propria beata e ovattata incoscienza fa pagliacciate, indagini segrete e gioca a scacchi con le istituzioni». Fiorenzo Dadò, presidente del Centro, nella sua relazione al Comitato cantonale del partito non ha lesinato critiche al momento attraversato dalla politica ticinese. «Pur consapevoli dei nostri limiti e dell’impossibilità di risolvere le mostruosità internazionali», ha aggiunto, «abbiamo scelto la strada dell’etica e della condanna». E questo perché, secondo Dadò, «l’ambiguità, il silenzio, la passività che hanno caratterizzato l’agire delle autorità del nostro Paese hanno contribuito a permettere l’impunità di questo dramma». Il presidente del Centro ha dunque invitato a «non stare semplicemente a guardare», anche quando si ha a che fare con fatti «che riguardano la realtà locale». In soldoni, citando Dante, Dadò ha spiegato che bisogna evitare a tutti i costi «l’ignavia». «I vigliacchi, gli egoisti che non si schierano con decisione». Quindi, l’affondo. «I cittadini», ha spiegato, «non si meritano un Paese in cui ci sono politici che grazie alla loro carica ricevono favori personali, non si assumono alcuna responsabilità» per far finire in mezzo gli altri. E nemmeno «politici che commissionano inchieste segrete (il riferimento qui va a Norman Gobbi e al caso Hospita, ndr) e si arrogano il diritto di andare a rovistare nella vita privata di ignari cittadini». Ma ce n’è anche per la questione dell’arrocco: «Politici che per il proprio tornaconto personale bistrattano le istituzioni e usano lo Stato come fosse la propria credenza di casa». Tutti, per Dadò, commettono errori. Ma c’è un limite. «Certi andazzi, certi modi disinvolti e ripetuti, danneggiano l’immagine delle istituzioni». Ed è contro queste derive che, secondo il presidente del Centro, bisogna combattere e rispondere. Dopo gli affondi all’indirizzo in particolare della Lega, Dadò è quindi tornato a ricordare il lancio - previsto a giorni - dell’iniziativa popolare «per un utilizzo sano e responsabile del cellulare», che avrà il sostegno di altri partiti. Non solo: il Centro intende anche lanciare una seconda iniziativa, «per combattere i costi spropositati dell’energia elettrica».
La lotta ai costi della sanità
In seguito, al Comitato tenutosi all’OTAF di Sorengo (una settantina i presenti) la parola è passata a Raffaele De Rosa. Il responsabile del DSS, in vista della comunicazione dei premi di cassa malati per il 2026 prevista in settembre, ha ricordato quanto messo in campo dal Cantone per frenare la crescita dei costi della sanità, in particolare con le due iniziative cantonali presentate recentemente. La prima chiede di rendere obbligatoria la sostituzione di un farmaco originale con un generico. La seconda punta a diminuire il prezzo dei farmaci una volta scaduto il brevetto. I due oggetti, se accolti dal Parlamento, verranno poi portati a Berna. «Mi impegno al 100% se non al 200% per cercare di frenare l’aumento dei costi della sanità», ha chiosato De Rosa.
Un appello all’unità
L’ultimo intervento è stato di Maurizio Agustoni. Il capogruppo ha messo l’accento sulla crescente «fragilità» del contesto internazionale. E questo, ha avvertito, ha riflessi anche in Svizzera e in Ticino. «I disordini scoppiati a Losanna sono la spia che la Svizzera non è immune» a certi episodi. Il viatico, per Agustoni, è dunque l’unità sociale, ma anche politica. In breve, «collaborare su basi comuni». «Solo così si potrà difendere misure impopolari», come il Preventivo 2026, che potrebbe contenere un deficit di decine di milioni di franchi. «Governo e Parlamento devono essere orientati al bene comune». In chiusura, il Comitato ha dato le indicazioni di voto sugli oggetti alle urne il 28 settembre. A livello cantonale, no praticamente all’unanimità alle due iniziative sulle casse malati di PS e Lega, mentre a livello federale è stata bocciata l’abolizione del valore locativo. Sì, per contro, all’identità elettronica.