Mendrisiotto

Dal Generoso alla pianura: si allunga l'ombra del lupo

Una predazione in zona Roncapiano e una serie di avvistamenti distinti al Doss da l’Ora, a Corteglia e a Coldrerio: dopo Somazzo, le segnalazioni del predatore nella regione si sono intensificata nelle ultime settimane
A sud del cantone non si parla più di presenza inusuale. © Gruppe Wolf Schweiz (GWS)

Da inusuale a frequente. È ormai chiaro che la presenza del lupo a sud del Ticino non è più qualcosa di sporadico. Dopo la predazione accertata di sei capi a Somazzo neanche un mese fa, le voci che si rincorrevano nella regione dallo scorso fine settimana hanno trovato conferma nelle parole dell’Ufficio caccia e pesca: i guardacaccia hanno accertato il ritrovamento di un agnello morto da più giorni in zona Roncapiano. Un fatto, questo, che coincide con un avvistamento, sempre nel weekend, di un esemplare al Doss da l’Ora, sempre sulle pendici del Generoso.

Non sono gli unici

Partendo dal presupposto che, come da prassi, saranno le analisi del DNA a stabilire se la predazione a Roncapiano è opera di un lupo o meno, rimane il fatto che i recenti episodi, beh, non sono stati gli unici. «Nella zona ci sono pervenute due segnalazioni distinte, una delle quali documentata con un’immagine catturata da una fototrappola la settimana scorsa durante la notte in zona Selva tra Corteglia e Mendrisio. Inoltre, sempre settimana scorsa, la segnalazione, non verificabile, indicava un lupo in zona Sant’Apollonia a Coldrerio verso le 6 del mattino». Parole, queste, sempre dell’Ufficio caccia e pesca.

Un vasto comprensorio

Dopo la predazione di Somazzo, chi si occupa di grandi predatori aveva subito intensificato il monitoraggio con specifiche ronde notturne e la posa di fototrappole per verificare la situazione. L’occhio del Cantone, quindi, è presente sul territorio. È anche vero, però, che per un discorso prettamente geografico non può arrivare ovunque. «Il comprensorio di controllo è molto vasto – sottolinea il capoufficio, Tiziano Putelli –, solo la parte svizzera del Monte Generoso misura quasi cinquanta chilometri quadrati». Allo stato attuale, una certezza risiede nel fatto che «si tratta sempre di eventi e avvistamenti di un singolo esemplare. Finora dai dati in nostro possesso non possiamo affermare se si tratti sempre dello stesso esemplare». Rimanendo su quest’ultimo punto, Putelli spiega che «questo periodo coincide con quello in cui i giovani lupi, nati lo scorso anno, iniziano a disperdersi sul territorio percorrendo talvolta notevoli distanze e questo può anche portarli in zone in cui la specie non ha esemplari presenti stabilmente, come era già stato il caso del 12 aprile dell’anno scorso quando un lupo aveva predato delle pecore a Novazzano».

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