Il caso

Dall'Italia al Sottoceneri: i ladri puntano ai cimiteri

Nelle ultime settimane dai camposanti di Bioggio, Neggio e Riva San Vitale sono state trafugate statue e oggetti in bronzo - La Polizia cantonale rassicura: «Fenomeno sporadico» - Non così al di là del confine dove è già allarme
©Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
11.08.2026 06:00

Bioggio, Neggio e Riva San Vitale. Per ora sembrerebbero essere soltanto questi i Comuni (del Sottoceneri) che nel corso delle ultime settimane sono stati colpiti da un’ondata di furti che hanno preso di mira i cimiteri. All’inizio del mese di luglio a Bioggio sono state trafugate una decina di statue di bronzo. A Neggio, a finire nel mirino sono state tre statue, sempre in bronzo. Mentre a Riva San Vitale sono stati portati via una serie di oggetti decorativi dal valore più sentimentale che monetario. Se a Bioggio e a Neggio si è proceduto a denunciare formalmente i furti, non così si è invece deciso di fare a Riva, dove si è preferito segnalare il fatto sui social media. La sostanza però non cambia. Oggi c’è anche chi non si reca al camposanto per commemorare i defunti, ma per depredare le loro tombe: meglio se abbellite e corredate da sculture e monumenti che possono essere trasformati (fusi) e rivenduti sul mercato illegale.

Pur essendo toccato da poco e ancora relativamente dai furti nei cimiteri - così come conferma la Polizia cantonale sollecitata in merito dal CdT, «si tratta di un fenomeno sporadico che non presenta dei picchi rilevanti», annotano le forze dell’ordine -, il Ticino non può fare a meno di guardare a quanto accade a pochi chilometri di distanza.

Al di là del confine infatti ci si sta interrogando, e non poco, su come cercare di arginare un fenomeno che invece è ormai esploso in tutta la sua evidenza. Dalla Sicilia al Veneto, passando per l’Emilia, il Torinese, il Bergamasco, il Cremasco, il Milanese e il Trevigiano, nelle ultime settimane si sono moltiplicati i furti di campane, statue in bronzo, epigrafi funerarie, busti commemorativi, cancelli storici e altri manufatti metallici custoditi in chiese, cimiteri monumentali e spazi pubblici. Ad attirare i ladri, che in Italia sospettano appartenere a vere e proprie organizzazioni criminali, non è il valore artistico dell’opera, ma quello che contiene. Il bronzo è infatti una lega composta da rame e stagno e del rame oggi più di ieri sembra esserci bisogno come il pane. Ecco perché, sempre in Italia, si stanno verificando furti anche di grandi quantità di rame.

C’è poi anche un altro elemento. Rubare nei cimiteri significa sottrarsi alla sorveglianza, in quanto fino a poco tempo fa nessuno immaginava la necessità di difendere le opere con sistemi di sicurezza moderni. Questo fino a oggi, appunto.

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