Consiglio federale

Disastro in Vallemaggia, Berna stima 13 milioni per Cevio e Lavizzara

Il piano prevede 19 milioni per otto comuni di Ticino, Grigioni e Vallese – Il contributo coprirebbe metà dei costi netti oltre i 1.500 franchi per abitante
©Gabriele Putzu
Red. Online
04.11.2026 11:08

A Cevio e Lavizzara potrebbero andare circa 13 milioni di franchi di aiuti federali straordinari per la ricostruzione dopo il maltempo del 2024. La cifra figura nella stima contenuta nel messaggio che il Consiglio federale ha presentato al Parlamento, insieme a un disegno di legge e a un decreto di finanziamento.

La Confederazione prevede un impegno complessivo di 19 milioni: 13 per il Ticino, uno per i Grigioni e due per il Vallese, oltre a una riserva di tre milioni. Sulla base dei dati aggiornati al maggio 2026, i Comuni interessati sarebbero otto: Cevio e Lavizzara in Ticino, Lostallo e Soazza nei Grigioni, Anniviers, Binn, Evolène e Saas-Grund in Vallese. L’elenco e gli importi non sono definitivi: dipenderanno dai conteggi delle spese effettive e potranno essere aggiornati. Il messaggio non esclude inoltre che il contributo federale possa superare i 20 milioni, viste le incertezze sui costi finali.

Nel giugno 2024 il maltempo ha fortemente colpito diversi Comuni dei Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni. Per contribuire al ripristino delle infrastrutture comunali distrutte, il Consiglio federale intende varare una nuova legge sull’indennizzo dei danni del maltempo, limitata fino al 2031. Il 4 novembre 2026 ha presentato al Parlamento il relativo messaggio. Oltre alla nuova legge federale, viene presentato un decreto di finanziamento. Con l’aiuto federale straordinario, la Confederazione si assume un impegno finanziario una tantum pari a 19 milioni di franchi.

Prima i 1.500 franchi, poi la divisione a metà

La nuova legge prevede un aiuto federale straordinario nella misura del 50 per cento delle «spese residue» dei Comuni. L’aiuto non coprirebbe metà dell’intero danno. Per ogni Comune si calcolerebbero innanzitutto le spese effettive di ripristino, sottraendo i contributi ordinari di Confederazione e Cantone, le donazioni, le prestazioni assicurative e gli eventuali contributi di terzi. La prima quota netta, fino a 1.500 franchi per abitante, resterebbe a carico del Comune. Sulla parte che supera quella soglia, la Confederazione parteciperebbe per il 50%, a condizione che il Cantone contribuisca in misura comparabile. Se il contributo cantonale fosse inferiore, anche quello federale verrebbe ridotto in modo corrispondente.

Rientrerebbero nel calcolo diverse infrastrutture pubbliche: opere di protezione da piene, valanghe e frane, strade comunali e forestali, reti idriche, impianti per le acque di scarico e per l’elettricità, trasporti pubblici, infrastrutture agricole ed edifici pubblici. Sono previsti anche interventi di sgombero e deposito intermedio di detriti. Il sostegno riguarda le misure necessarie a ripristinare, per quanto possibile, la situazione precedente al disastro: non coprirebbe spese amministrative né interventi che creano un valore aggiunto non legato alla ricostruzione.

Le domande non saranno presentate direttamente dai Comuni a Berna: saranno i Cantoni a verificare i conteggi e a inoltrarli all’Ufficio federale dell’ambiente, che deciderà gli importi e verserà gli aiuti ai Cantoni. Le richieste dovranno arrivare entro il 31 dicembre 2030; la legge, se approvata, resterà in vigore fino alla fine del 2031. Il Parlamento deve ancora pronunciarsi sulla norma e sul credito.

Dalle regole ordinarie alla legge speciale

La misura nasce da un vuoto nelle basi legali. Gli aiuti federali ordinari sostengono le misure immediate e il ripristino delle opere di protezione, ma non permettono alla Confederazione di finanziare alcune infrastrutture che rientrano nelle competenze comunali, come le strade o l’approvvigionamento idrico. Nel settembre 2024 Berna aveva chiesto al Parlamento 56,5 milioni per cinque Cantoni colpiti dal maltempo: al Ticino erano stati attribuiti 7,5 milioni, destinati alle opere di protezione. Due mesi dopo, il Consiglio federale aveva escluso ulteriori aiuti, ritenendo che le leggi in vigore non consentissero di estenderli ad altre infrastrutture.

Dopo le richieste del Ticino, il 21 maggio 2025 il Consiglio federale ha deciso di concedere un aiuto straordinario, subordinandolo a una legge specifica. La prima stima del credito era di 17 milioni; è stata aggiornata a 19 dopo che i Cantoni hanno trasmesso nuovi conteggi. La riserva per far fronte alle incertezze è stata invece ridotta dal 30 al 20%. La consultazione sul progetto, conclusasi il 12 marzo 2026, ha raccolto 36 pareri: l’86% era favorevole o piuttosto favorevole, mentre l’8% era contrario.

Un aiuto mirato, non un fondo per le prossime catastrofi

Il progetto è circoscritto agli eventi dell’estate 2024 e non istituisce un meccanismo permanente per le future catastrofi. In consultazione alcuni partecipanti hanno criticato proprio il carattere «caso per caso» della legge, chiedendo una soluzione nazionale duratura. Anche la mozione che puntava a rafforzare il sostegno federale in caso di catastrofi naturali è stata respinta dal Parlamento nella sessione autunnale del 2026.

Per l’Alta Vallemaggia l’intervento arriva mentre la ricostruzione è ancora in corso. Nel bilancio presentato a giugno 2026, il Cantone stimava danni per circa 100 milioni di franchi e oltre 41 milioni di costi residui a carico di Cevio e Lavizzara. I 13 milioni figurano però ancora come una stima: l’importo definitivo dipenderà dalle spese ammesse, dai contributi già ricevuti e dalla partecipazione cantonale. Prima che i fondi possano essere erogati, dovranno inoltre arrivare il via libera delle Camere e la verifica dei conteggi.

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