Docente arrestato per abusi: «La comunicazione è stata adeguata»

Come ha potuto un docente agire indisturbato e questo nonostante i comportamenti fossero stati osservati e commentati da allievi ed ex allievi? È una delle domande contenute nell’interpellanza dell'MpS sul caso del docente di Giubiasco arrestato per abusi sessuali alla quale ha risposto, oggi in aula, la direttrice del DECS Marina Carobbio. «Il Consiglio di Stato rileva anzitutto che percezioni o commenti diffusi tra allieve e allievi non equivalgono automaticamente a segnalazioni di possibili comportamenti inadeguati o illegali. Indispensabili, quest'ultime, per consentire alle istituzioni di intervenire in modo tempestivo ed efficace». Ciò non esclude, ha quindi aggiunto, «che alcuni segnali, se effettivamente esistenti, possano non essere stati colti o interpretati con sufficiente prontezza dagli adulti di riferimento. In questo senso ogni caso impone una riflessione critica sul funzionamento dei dispositivi di prevenzione e di ascolto in ambito scolastico, come pure più in generale di società».
«La comunicazione è stata adeguata»
La direttrice del DECS ha anche spiegato per quale ragione la direzione scolastica ha comunicato agli allievi che il docente era stato sospeso ed era assente per motivi personali e non (pur sapendolo) che era stato arrestato. «Non potendo informare la scuola dei dettagli di quanto stava avvenendo, ricordato che il docente non era in ogni caso già più attivo nella scuola, il 18 marzo alla direzione dell'istituto scolastico è stato indicato, in accordo con la Magistratura, di rispondere in termini generali a eventuali richieste di informazioni, dicendo di essere informati di "una situazione", che erano "in corso verifiche da parte delle autorità competenti", chiedendo di non alimentare eventuali voci fino a quando il quadro non sarebbe stato chiaro e avvisando che quando questo sarebbe avvenuto sarebbe stata premura dell'autorità informare», ha chiarito Carobbio. Nelle comunicazioni indirizzate al plenum dei docenti e nelle indicazioni fornite per le comunicazioni con la classe, la direzione dell'istituto «ha esplicitamente chiesto di dire che il docente era assente per motivi personali e non per malattia». Pur riconoscendo che «in ambito comunicativo vi è sempre margine di miglioramento, il Consiglio di Stato ritiene che la gestione della comunicazione verso le famiglie e l'opinione pubblica sia stata adeguata tenuto conto dei vincoli e delle limitazioni imposti dalla natura del caso».
