Dopo il salvataggio del pino, Savosa dà maggiori tutele a 37 piante

A oltre due anni dalla vicenda del pino monumentale di Savosa - un esemplare di settant’anni che ha sfiorato l’abbattimento ed è stato salvato dai tribunali prima e dalla politica poi (vedi correlati) - l’albero in questione non solo sta bene, ma è a un passo dal godere di maggiori tutele, al pari di trentasei altre piante. Ilrinnovato inventario delle alberature su mappali privati del Comune - un’operazione nata in buona parte proprio in seguito alla vicenda del pino - è infatti in pubblicazione dopo essere stato approvato negli scorsi mesi in Consiglio comunale. Questo significa che, salvo ricorsi, diverrà più complicato abbattere i 37 esemplari ritenuti meritevoli di tutela. Più complicato, ma non impossibile: «In generale - recita la rinnovata norma di Piano regolatore - è vietata qualsiasi manomissione o intervento che possa modificare l’aspetto, le caratteristiche, le funzioni o l’equilibrio biologico presente. Nel caso in cui comprovate necessità tecniche, funzionali o di sicurezza richiedessero comunque una manomissione di un elemento naturale protetto, il Municipio, d’intesa con l’Autorità cantonale, può concedere delle deroghe, a condizione che l’elemento sia ricostituito con caratteristiche analoghe e nelle immediate vicinanze di quello originario. Qualora la sostituzione in loco non sia possibile, essa può eccezionalmente effettuarsi in un’altra zona del territorio comunale su indicazione dell’Autorità comunale competente». Savosa, peraltro, è stato probabilmente uno dei primi comuni ticinesi a inventariare gli alberi pregiati. Un primo elenco risale al 1978, ma rispetto a quello nuovo forniva meno garanzie alle piante in caso vi fosse il desiderio o la necessità di abbatterle.
Come sono stati identificati
Arrivare a identificare le 37 alberature protette ha richiesto un lavoro importante, che il Comune ha affidato a Oikos, uno studio di consulenza e ingegneria ambientale. Oikos ha infatti analizzato ben 120 alberature su terreni privati presenti a Savosa, determinando per ognuna di esse un punteggio ottenuto sommando e soppesando una serie di criteri: altezza, diametro a petto d’uomo del tronco, diametro della chioma, «indigenatura» (ovvero se è una specie locale o meno) e valutazione, un criterio extra per tutelare gli esemplari che non hanno tutti i requisiti per essere considerati monumentali, ma hanno un particolare valore storico-culturale. Per essere considerati meritevoli di tutela, gli alberi dovevano raggiungere almeno un punteggio di 40 su 120. In 37, appunto, ce l’hanno fatta. Per ognuno di loro Oikos ha inoltre predisposto documentazione fotografica e ne ha analizzato per quanto possibile lo stato di salute, con raccomandazioni indicative su come mantenerli in salute. È da queste schede che si apprende che il pino settuagenario sta in realtà benone. A spingere alcuni condomini a chiederne l’abbattimento erano stati i timori che potesse cadere, ma stando al rapporto di Oikos il suo stato di salute apparente è ottimo e non è necessaria alcuna misura di gestione nei prossimi anni. Dei 37 alberi tutelati, il più malconcio è una sequoia gigante di 19 metri (l’unica di questa specie a Savosa) che ha un apparente stato di salute scarso e una chioma molto rada. Qui la raccomandazione è di rivalutarne lo stato una volta all’anno.

