Dopo il «villone», le automobili

Poco meno di un anno fa era toccato a una villa extralusso a Carona dal valore stimato tra i 7 e gli 8 milioni, domani verranno invece battute all’asta due Mercedes. Sono le ultime “tracce” ticinesi di una coppia kazaka, finita al centro di una complessa vicenda giudiziaria che si è snodata nel corso degli anni dal Kazakhstan alla Gran Bretagna. Le automobili, come la villa, sono intestate a una donna, ora all’estero, legata un manager accusato di frode milionaria.
Nel 2013, l’uomo, suo marito, era stato accusato dalla holding della quale era stato amministratore delegato tra il 2006 e il 2009 di averle sottratto diverse centinaia di milioni di dollari. Un durissimo colpo per il gruppo, fino a otto anni fa quotato alla borsa di Londra. Il 28 febbraio 2018 l’Alta corte di giustizia inglese aveva stabilito che l’ex manager era responsabile, insieme all’allora capo delle finanze, di una serie di frodi ai danni dell’azienda, riconoscendo a quest’ultima 250 milioni di sterline di danni e 8 milioni di sterline di spese legali. Non essendo riuscito a recuperare questi 8 milioni –, il 17 ottobre 2019 il gruppo kazako aveva ottenuto dalla giustizia inglese l’autorizzazione a procedere nei confronti della moglie e della suocera dell’ex manager. Come? Tramite il sequestro di una lussuosa villa del canton Vaud, appartenente a quest’ultima. Il 22 marzo 2021 i giudici di Mon Repos avevano dato luce verde al sequestro della villa e del (lussuoso) mobilio al suo interno. Negli scorsi mesi, la vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo: come riferito dal portale gothamcity.ch, da una sentenza del Tribunale federale di agosto si evince che il Liechtenstein sta conducendo un’inchiesta contro marito, moglie e suocera per riciclaggio di denaro. Le autorità del Principato avevano chiesto alla Svizzera l’accesso ai documenti bancari relativi a un conto aperto a Zurigo. Nei loro confronti vala ovviamente la presunzione di innocenza.
Lasciando il Ticino, la coppia aveva lasciato dietro di sé ingenti debiti: una cartella ipotecaria di primo rango di 2,5 milioni (dovuti a un istituto di credito elvetico) e quasi 170 mila franchi di imposte cantonali e comunali (2018-2024) non pagate.

