Chiasso

Dopo la chiusura del California il pallone corre in soccorso

Operai al lavoro per montare la copertura pressostatica alla piscina comunale: sarà pronta il 19 ottobre – Risolto il problema del riempimento delle vasche in periodo di siccità – Balerna: domande d’insolvenza inoltrate
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
01.10.2026 06:00

La data cerchiata in rosso sul calendario è quella di lunedì 19 ottobre. Partirà ufficialmente la stagione invernale della piscina comunale di Chiasso. Una data che ha una sua importanza soprattutto per due motivi. Il primo riguarda la nuova copertura della struttura balneare: sulle teste dei bagnanti ci sarà infatti il nuovo pallone pressostatico, un investimento da 850.000 franchi resosi necessario perché la vecchia copertura, montata la prima volta nel 2010, è arrivata a fine vita. Il secondo, invece, riguarda l’offerta del Mendrisiotto: con la chiusura del parco acquatico California di Balerna le possibilità per i cittadini di nuotare al coperto sono sempre meno.

Attenti all’acqua

Fervono i preparativi, dunque. «Inizieranno a breve i lavori di montaggio del pallone nuovo» conferma il capodicastero Sport e tempo libero di Chiasso Davide Lurati. Operazioni di montaggio che hanno dovuto fare i conti anche con l’acqua. Omeglio, con la mancanza d’acqua. Nel Basso Mendrisiotto, infatti, sono tuttora in vigore alcune limitazioni in merito all’utilizzo dell’oro blu. Il cosiddetto grado di siccità 1 a causa delle scarse precipitazioni. Una misura che, avviso alla mano, impone il divieto di riempimento delle piscine. Per montare il pallone e allestire l’interno – spiega Lurati – la piscina dovrà essere svuotata e poi nuovamente riempita. In soccorso, dunque, è arrivato un permesso speciale. «Abbiamo ricevuto il nullaosta a procedere da parte del SIBM (il Servizio idrico del Basso Mendrisiotto, ndr.) perché è stata riconosciuta l’utilità pubblica» evidenzia il municipale. Ad usufruire della struttura, oltre agli abituali cittadini, ci sono infatti anche molti allievi delle scuole. In aggiunta non va dimenticato il lavoro svolto dalle società di nuoto le quali, senz’acqua, evidentemente non potrebbero offrire alcuna attività.

California: «Triste questione»

Poi, va detto, c’è anche la recente chiusura improvvisa del California. «È una triste questione – commenta Lurati –. Stiamo comunque parlando di un imprenditore che per 25 anni ha creduto negli spazi acquatici coperti nel Mendrisiotto». Lurati, che è anche presidente dell’Ente regionale per lo Sport, afferma che l’imprenditore più volte si era rivolto all’Ente. «Durante l’allestimento del documento strategico abbiamo interpellato i Comuni della regione e chiesto loro se fossero disponibili a finanziare gli spazi acquatici chiusi». Il riferimento è al pallone di Chiasso, Canavée a Mendrisio e al California: «Per la realtà di Balerna la risposta, negativa, è stata netta perché si trattava di una struttura privata».

Tra pochi giorni, il 19 ottobre, correrà metaforicamente in soccorso la piscina di Chiasso: «Siamo ben felici di poter inaugurare questa struttura moderna. Grazie alla collaborazione regionale, che sarà sempre più necessaria, offriremo la possibilità di nuotare. Anche a livello agonistico, offriremo agli sportivi le condizioni migliori per potersi allenare tutto l’anno».

Nel frattempo tiene banco la questione legata al fallimento del California. Un provvedimento – deciso dalla Pretura Mendrisio Sud – preso a seguito, secondo nostre informazioni, dell’importante scoperto in ambito finanziario. A cui si aggiungono gli stipendi non versati ai collaboratori. Una ventina di loro si è rivolta al sindacato OCST per cercare di recuperare gli arretrati. Il segretario regionale Giorgio Fonio, in tal senso, conferma che sono già state allestite le domande di insolvenza: «Chi non è stato pagato, ovviamente, si trova in difficoltà». Oltre venti le domande di insolvenza inoltrate con l’aiuto del sindacato, su un totale di 32 collaboratori.

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