Dopo «l'arrocchino», la Giustizia e diritti incontra Zali

Riforma delle Autorità regionali di protezione (ARP), procedura di nomina dei magistrati, potenziamento della CARP, logistica, autonomia finanziaria, riforma delle giudicature di pace, riforma della legge sulla polizia, legge sulla violenza domestica, riforma delle Preture e tempistica di pubblicazione del messaggio per i tempi parziali dei magistrati. Tanta, tantissima carne al fuoco durante la prima audizione «post-arrocchino» del nuovo responsabile politico della Magistratura – Claudio Zali – davanti alla Commissione giustizia e diritti. Una riunione lunga (alla quale ha partecipato anche la capo Divisione Frida Andreotti) in cui sono stati toccati tutti i dossier principali che verranno affrontati dalla politica nei prossimi mesi. Le parti non sono entrate nei dettagli di tutti gli oggetti, ma la seduta è servita da un lato per capire qual è l’idea di fondo del consigliere di Stato verso i temi che toccano la Giustizia (ne aveva accennato, tra la sorpresa generale, durante l’apertura dell’anno giudiziario in giugno), dall’altro per sondare la convergenza politica sui temi messi sul tavolo. «Abbiamo parlato in termini generali», spiega il presidente della commissione Alessandro Mazzoleni (Lega). «Fermo restando che la Commissione ha delle idee che vuole portare avanti e lo farà a prescindere dal parere del consigliere di Stato. L’obiettivo, però, è quello di esporre con trasparenza le rispettive opinioni e capire se c’è convergenza». Qualcosa, insomma, sembra muoversi. Anche su dossier incagliati da moltissimo tempo, come la riforma delle ARP. «Siamo fermi in particolare per i costi che ricadrebbero sui Comuni (circa 6 milioni, ndr)», ricorda Mazzoleni. «Zali ha chiesto di essere sentito sul tema, perché ha notato che non si può bloccare una riforma così importante per una somma tutto sommato contenuta».
Lo scorso giugno, il «ministro» aveva preannunciato di fronte a tutta la magistratura riunita al Palazzo dei Congressi l’intenzione di «spoliticizzare» il processo di nomina dei magistrati tramite un apposito messaggio. Un’intenzione confermata anche davanti alla Commissione. «Verosimilmente il progetto arriverà all’inizio della prossima estate», sottolinea Mazzoleni. «Noi però gli abbiamo fatto notare che il Parlamento dovrà eleggere a breve dei magistrati». I commissari hanno dunque chiesto a Zali di fornire delle anticipazioni sul dossier proprio per poter eventualmente correggere il tiro. «Ci siamo capiti», conclude Mazzoleni. «Mi sembra di poter dire che da entrambe le parti c’è la volontà di collaborare in modo pragmatico sui temi».
Qualcosa si sbloccherà?
Il senso dell’incontro con Zali, spiega da parte sua Cristina Maderni (PLR), «era anche quello di esporre al consigliere di Stato i temi che stiamo trattando e di ricevere delle indicazioni dal Dipartimento per coordinare i futuri lavori, come sui dossier sulla legge di Polizia e sulle ARP». La base di partenza è la risoluzione approvata dal Parlamento un anno fa, che conteneva gli assi di intervento principali sulla Giustizia. Per la vicepresidente della Commissione si è trattato di un incontro positivo, a cui però dovranno seguirne altri. «Per portare avanti certi temi la collaborazione è fondamentale», sottolinea Maderni. Anche perché la Giustizia è uno dei settori che da tempo chiede riforme e potenziamenti. Da parte sua, l’altra vicepresidente Sabrina Gendotti (Centro) spiega che alcuni dossier potrebbero finalmente vedere la luce nei prossimi mesi. «Zali mi sembra intenzionato a collaborare», commenta. «Abbiamo percepito questa volontà».

