Mendrisiotto

Dopo vent’anni il traffico frena, «il PoLuMe ha ancora senso?»

Per la prima volta tra il 2024 e il 2025 i transiti sull’A2 nel capoluogo hanno subito una flessione, anche se minima – Samuele Cavadini: «Un segnale positivo ma il problema non è risolto» – Il calo è ascrivibile al potenziamento del trasporto pubblico
© CdT/Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
09.10.2026 06:00

«La diminuzione del traffico sull’A2 a Mendrisio è un segnale positivo. Speriamo che sia l’inizio di una svolta, sicuramente però non può essere un punto di arrivo». Elia Brusadelli è il presidente della Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (CRTM). Lo contattiamo per un commento sui dati pubblicati dall’Ufficio cantonale di statistica (vedi l’edizione di lunedì 5 ottobre) sul traffico giornaliero nelle principali strade del cantone. 

Dopo una crescita sull’arco di oltre vent’anni, il traffico sull’A2 all’altezza di Mendrisio – tra il 2024 e il 2025 – ha subito una lieve flessione  (-0,9%), passando da circa 58.660 transiti giornalieri a 58.100.

«Questo rallentamento avviene dopo anni di crescita, durante i quali la strada è sempre rimasta appetibile». Oggi, però, grazie al potenziamento dell’offerta della rete TILO, l’autostrada comincia ad essere sgravata. «È un fenomeno molto interessante, soprattutto in prospettiva futura, guardando ai nuovi collegamenti ferroviari». In particolare, Brusadelli cita l’implementazione futura della linea Como-Lecco, in un primo tempo fino a Chiasso, poi fino a Mendrisio. «Questo permetterà di avere tre direttrici di traffico regionale che entrano nel Mendrisiotto: quella di Stabio, quella verso Milano e quella verso Lecco, appunto. In questo modo, per i frontalieri ci saranno collegamenti che consentiranno di raggiungere i centri senza dover necessariamente prendere l’automobile».

Il traffico non cresce, ma

Anche il sindaco Samuele Cavadini guarda al calo dei transiti sull’A2 in maniera positiva. «Bisogna però essere cauti. Non possiamo dire che il problema sia risolto: la presenza di traffico di transito resta importante e una diminuzione dello 0,9% non è sufficiente per parlare di una tendenza». Cavadini sottolinea tuttavia come il dato possa essere letto positivamente anche alla luce dell’evoluzione del trasporto pubblico ferroviario: «Vediamo con favore la crescita dell’utilizzo del trasporto pubblico e, in particolare, della rete ferroviaria, che occorre incentivare, sia per quanto attiene  TILO sia per la lunga percorrenza».

«Rotaie, non gomma»

Sulla stessa linea, la posizione del presidente dell’Associazione traffico e ambiente (ATA), Bruno Storni, che interpreta il calo dei transiti nel Mendrisiotto come un primo segnale positivo legato al potenziamento del trasporto pubblico dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri: «Oggi il treno è diventato competitivo. Raggiungere il Mendrisiotto è più semplice e molto comodo». Secondo Storni, occorre dunque continuare a investire su questo vettore, senza aumentare la capacità dell’autostrada.

«I numeri dimostrano che non ha più senso potenziare l’autostrada tra Lugano e Mendrisio. La gestione del traffico regionale deve passare dal potenziamento dei mezzi pubblici». A breve, ricorda Storni, Roma darà il via libera definitivo anche all’abolizione del divieto di cabotaggio. Una premessa fondamentale per l’ampliamento della rete degli autobus transfrontalieri con la creazione di nuovi collegamenti su gomma tra le province di Como e Varese e il Canton Ticino.

Insomma, secondo Storni, «investire nel PoLuMe, oggi, non ha più senso». Anche alla luce della forte opposizione che esiste ancora nella regione: «Nel 2024, il 65% della popolazione del Mendrisiotto ha respinto l’ampliamento delle autostrade, bocciando – indirettamente – anche il PoLuMe». Non solo. Secondo Storni, è anche una questione pratica: «Il PoLuMe non verrà votato a Berna prima del 2031. E gli eventuali lavori che seguirebbero rischierebbero di intasare la strada per una decina di anni, creando ulteriori colonne e disagi».

Meglio, insomma, puntare sulla ferrovia, conclude Storni, il quale tuttavia vede nel PoLuMe un’opportunità da cogliere e valutare solo a determinate condizioni: «Deve davvero diventare l’occasione per ripensare il tracciato dell’autostrada. Come in altre località svizzere, opere di questa entità devono servire a rimediare ai danni arrecati negli anni Sessanta, quando venne tracciato il percorso dell’A2». E ancora: «Il PoLuMe ha senso solo se questi danni vengono effettivamente attenuati, con un interramento più esteso oltre Melano, dove oggi è previsto uno svincolo. Il territorio ha diritto a una riscrittura profonda del tracciato».

Un progetto per il territorio

Non lontanissima, in fondo, anche la posizione di Brusadelli, per il quale la mobilità nel Mendrisiotto deve essere affrontata   su tutti i livelli e in maniera integrata. «Nel Mendrisiotto, la mobilità non è solo un tema tecnico, è anche una questione territoriale».

Quanto al PoLuMe, la posizione del presidente della Commissione regionale dei trasporti è chiara: «È vero che, aumentando la capacità, si rischia di incentivare ulteriormente l’uso dell’automobile, invece di spingere verso alternative. Per questo, come Commissione regionale dei trasporti, vogliamo inquadrare i progetti autostradali come un vero e proprio progetto di territorio, che comprenda anche gli interramenti e lo spostamento dell’autostrada sotto terra nei tratti più sensibili». In questo modo, prosegue Brusadelli, non sarebbe un semplice intervento per fluidificare il traffico, ma un progetto capace di valorizzare il Mendrisiotto e, al contempo, di migliorare la qualità di vita dei suoi cittadini.

Al riguardo, Brusadelli ricorda la risoluzione del Consiglio federale del 2022, con cui è stato approvato il progetto generale di PoLuMe. «Il Consiglio federale aveva incaricato l’ARE di approfondire la possibilità di prolungare la galleria oltre Melano. Nell’ambito di PoLuMe e del MEME, come Commissione regionale dei trasporti chiediamo quindi che questa possibilità venga valutata seriamente e che si proceda con l’estensione della galleria oltre Melano». In aggiunta, anche se probabilmente su un orizzonte temporale molto più lungo, secondo Brusadelli «si potrebbe valutare anche la copertura del tratto dell’A2 a Chiasso Basso, in prossimità del confine».

«Mendrisio è nodo ferroviario, ma servono più investimenti»

Centrale nelle riflessioni dei tre interlocutori è quindi il trasporto ferroviario, il cui potenziamento previsto dal progetto «Trasporti 45», attualmente in fase di consultazione, viene ritenuto insufficiente.

«Come Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto abbiamo sostenuto il pacchetto di misure chiesto dal Dipartimento del territorio, che prevede 500 milioni di franchi per l’adeguamento di diverse stazioni, compresa quella di Mendrisio», commenta il presidente Elia Brusadelli. Al momento, il progetto messo in consultazione dal Consiglio federale contempla investimenti unicamente per 15 milioni di franchi. «Troppo poco per sostenere la crescita dei passeggeri TILO prevista nei prossimi anni». Come spiega Brusadelli, Mendrisio sta diventando «un vero nodo di scambio», soprattutto anche grazie alla direttrice di Stabio. «C’è la linea che arriva da Stabio e quella che parte da Milano, passa per Chiasso e arriva a Mendrisio. La città sta diventando il fulcro del sistema. È un sistema di trasporto che piace: i dati lo dimostrano, e sta diventando sempre più performante, sia per numero di corse sia per capienza».

Sempre in ambito ferroviario, la Commissione regionale ha criticato anche il fatto che «Trasporti 45» non spenda una parola sul proseguimento a sud di AlpTransit: «Le ricadute che un prolungamento di AlpTransit potrebbe avere sul Mendrisiotto sono ancora abbastanza nebulose. Il fatto che Trasporti 45 non lo citi e non entri nemmeno nel merito è, per noi, una grave lacuna». Sulla base di una proposta già avanzata dal Politecnico di Zurigo nell’ambito di «Trasporti 45», che chiede uno studio della linea ferroviaria est-ovest, Brusadelli fa sapere che «insieme al Dipartimento del territorio, abbiamo chiesto che venga realizzato uno studio anche sull’asse nord-sud: da Basilea fino a Chiasso, approfondendo soprattutto il prolungamento dell’alta velocità a sud di Lugano». Meno combattuta, infine, dovrebbe essere, secondo Brusadelli, l’approvazione da parte delle Camere federali del pacchetto da 58 milioni di franchi previsto dal Programma d’agglomerato (PAM5) e inserito nel progetto «Trasporti 45». «Si tratta di una serie di interventi a favore della mobilità, tra cui il percorso ciclabile lungo la Breggia, la riqualifica di via Lavizzari e la velocizzazione del trasporto pubblico a Novazzano».

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