Ecco come si è mosso il Ticino per ospitare i Giochi

Le Olimpiadi invernali in Ticino. Wow. Anche se, per ora, è solo una suggestione. Una cartina abbozzata. Il Cantone, comunque, si è fatto avanti, confermando di voler essere dell’eventuale partita. Swiss Olympic, da parte sua, ha preso in seria considerazione la regione nel quadro dell’idea di una candidatura nazionale. A confermarlo, mercoledì, è stato lo studio di fattibilità che ha benedetto i Giochi rossocrociati. Giochi organizzabili già nel 2030. Il documento, suggerivamo, ha indicato dove potrebbero tenersi le differenti competizioni, Sud delle Alpi compreso. «Le discussioni sono partite a inizio anno», spiega Alessandro Lava, capo dell’Ufficio dello sport in seno al DECS: «I responsabili degli uffici cantonali sono stati informati del progetto e della sua impostazione declinata all’intero Paese. Dopodiché Swiss Olympic ha inviato una lettera agli Esecutivi cantonali per confermare l’avvio di uno studio e la volontà di coinvolgere ogni regione con una o più discipline». Il Ticino, a questo punto, si è detto pronto a fare la sua parte, gettando sul tavolo le carte a disposizione. Due piste per l’hockey su ghiaccio e il curling - la Cornèr Arena e la Gottardo Arena -, il Centro di sci nordico a Campra e quello dedicato al freestyle ad Airolo-Pesciüm. Nel dettaglio, l’interesse del Consiglio di Stato è stato formalizzato lo scorso 3 agosto. «Con Swiss Olympic - indica Lava - si è quindi deciso di programmare un sopralluogo per il 6 settembre».
Due piste a norma
La visita, prosegue il nostro interlocutore, «si è limitata alle due piste: la Cornèr Arena il mattino, la Gottardo Arena il pomeriggio». Per quanto riguarda lo sci nordico, d’altronde, si era virato con decisione su Lenzerheide. Il Centro nazionale di freestyle, per contro, verrà ultimato nell’inverno 2024-25. «Swiss Olympic ha voluto analizzare spazi, locali e vetustà dei due impianti», osserva Lava: «Dagli spogliatoi alle aree hospitality, senza dimenticare gli accessi per le persone con disabilità. Il tutto, va da sé, in chiave Paralimpiadi». Il responsabile dell’Ufficio cantonale dello sport fa quindi un’importante precisazione: «Per ospitare l’hockey femminile non sono stati riscontrati problemi di sorta. Capienze degli stadi comprese. Entrambe le piste, con piccoli accorgimenti, possiedono gli standard richiesti». Il che, in caso di gare sia ad Ambrì, sia a Lugano, permetterebbe di non innescare campanilismi controproducenti. La Gottardo Arena, naturalmente, può vantare un grado di modernità molto elevato. Ma nel mostrare la casa dell’HCL, il COO Jean-Jacques Aeschlimann ha ricordato i lavori di ammodernamento - con tanto di nuovi spogliatoi - che la Città è intenzionata a concretizzare nei prossimi anni.
E il curling? «A Swiss Olympic - indica Lava - interessava capire se saremmo stati in grado di preparare lo speciale ghiaccio richiesto dalla disciplina. Abbiamo approfondito la questione e, sì, è possibile». Un altro punto a favore del cantone, così come lo sono il numero degli alloggi presenti nelle potenziali zone di competizione - «per entrambe le piste saremmo coperti», conferma Lava - e diverse infrastrutture complementari. Già, perché gli impianti di Biasca, Bellinzona e pure il nuovo centro in rampa di lancio a Sigirino permetterebbero di ospitare gli allenamenti di hockey e curling delle nazionali coinvolte. L’occhiolino che lo studio di fattibilità di Swiss Olympic strizza al Ticino non si spiega in altro modo. Toccherà al Parlamento dello sport, a fine novembre, sposare definitivamente il progetto e consolidare le trattative con il CIO. «La decisione finale, circa i siti delle competizioni, spetta poi a Swiss Olympic e alle singole federazioni», rammenta Alessandro Lava. «Qualora venissimo coinvolti, ovviamente, si tratterebbe di una bella sfida».
«Un’occasione d’oro»
C’è margine per essere ambiziosi, insomma. Basta alzare gli occhi al cielo, diceva Jim Morrison, per vedere sia le stelle sia i sogni. «Per la Leventina sarebbe un gran colpo. Una vetrina incredibile, un’occasione da non perdere. Bisogna però essere prudenti», rileva il direttore dell’Organizzazione turistica regionale del Bellinzonese e Alto Ticino Juri Clericetti. Il comprensorio, ad ogni modo, negli ultimi anni si è attrezzato (e ancora lo sta facendo) con lungimiranza ed intelligenza, facendosi conoscere a livello internazionale anche per lo sport. Dicevamo del Centro nazionale di allenamento per le discipline dello sci freestyle (moguls e aerials). Ebbene, in vista dei campionati del mondo del 2025, in programma a St. Moritz, gli atleti della nazionale rossocrociata si prepareranno in alta valle. L’accordo, sottoscritto di recente, ha validità per tre lustri. La struttura risponderà agli standard FIS di Coppa del mondo. E la Federazione sci della Svizzera italiana l’ha proposta a Swiss-Ski per ospitare, appunto, anche le gare olimpiche, come ci è stato spiegato ieri: «Confermiamo di aver inoltrato la nostra disponibilità a Berna. Sarebbe fantastico. Come TiSki da anni promuoviamo questa disciplina e ci siamo battuti affinché il centro venisse realizzato a Sud delle Alpi, proprio perché il movimento delle gobbe è sostanzialmente nato e si è sviluppato in Ticino». Come non citare, a questo proposito, Deborah Scanzio e Marco Tadé: entrambi hanno partecipato ai Giochi dopo aver imparato salti ed acrobazie sulle piste airolesi.
Non sorprendono dunque le parole del sindaco di Airolo Oscar Wolfisberg: «Ovviamente come Comune appoggiamo la candidatura del Centro di freestyle. Vedere delle gare ad Airolo sarebbe magnifico. Le dirò di più: l’evento cadrebbe in un periodo perfetto, con i lavori per il raddoppio della galleria del San Gottardo che sarebbero praticamente conclusi. Le Olimpiadi costituirebbero insomma un trampolino di lancio senza eguali per la nostra regione». Stando a quanto ci risulta, il Municipio di quest’ultimo Comune e quello di Quinto avrebbero scritto al Consiglio di Stato perorando la causa dell’Alta Leventina in vista del 2030. Quinto non a caso, considerando che sul suo territorio si trova la Gottardo Arena e presto potrebbe vedere la luce il campus sportivo da 120-150 milioni di franchi promosso dalla Ice Sport International Academy.



