Edifici pubblici sotto la lente: avviate verifiche interne

Non solo i locali notturni di Lugano. Anche gli edifici di proprietà della Città sono oggetto di una verifica interna, iniziata la scorsa settimana, per verificarne la conformità alle norme antincendio. Gli stabili pubblici sono alcune centinaia, e ci vorranno un paio di settimane prima di avere i risultati e quindi un quadro completo della situazione. Fin da subito, però, queste attenzioni si sono concentrate su due oggetti: il palazzo ex Dogane, attuale «casa» dell’Amministrazione comunale, e il Palacongressi. Come noto, la Città ha in programma di vendere il palazzo di via della Posta nell’ambito delle dismissioni/rivalorizzazioni, mentre gli uffici pubblici traslocheranno nella futura torre Est del PSE. Come appurato dal Corriere del Ticino, l’edificio ha destato qualche preoccupazione in seno alla Commissione del personale proprio a causa della sua vetustà. Preoccupazioni nel frattempo rientrate, in quanto «è stato fatto un controllo e le norme sono state applicate», spiega il capodicastero Immobili, Raoul Ghisletta. Più spinosa, invece, è la questione legata al Palacongressi, principalmente per «la quantità di persone che può accogliere». In ogni caso, la Città ha già portato avanti un lavoro di digitalizzazione di tutti i suoi stabili e delle rispettive condizioni. «Ora dobbiamo capire, rispetto al Regolamento del 2025 sulla Legge protezione antincendio, come e su cosa intervenire formalmente senza aspettare dieci anni. Come dicastero Immobili dobbiamo essere più rigorosi». L’articolo 6, capoverso 2, di tale Regolamento recita che i controlli sono obbligatori ogni dieci anni per gli edifici amministrativi, mentre ogni cinque anni per gli edifici alti complessivamente più di 30 metri e per i locali a grande concentrazione di persone in cui possono trattenersi più di 300 persone (in particolare sale multiuso, palestre, padiglioni espositivi, sale, teatri, cinema, ristoranti e luoghi di riunione simili). Di contro, per gli edifici e impianti soggetti ai controlli periodici che non dispongono del certificato di collaudo antincendio, deve essere elaborata una perizia attestante il rischio residuo d’incendio accettabile.
Passando agli esercizi pubblici (vedi articolo a lato), si sta lavorando a un’attualizzazione dell’elenco dei locali, suddivisi in categorie in funzione delle rispettive caratteristiche e delle misure che vi si impongono. Questo elenco, risalente al 2018, contava 12 tra discoteche (9) e ristoranti (3) che per capienza o posizione (interrati o ai piani superiori) presentano potenziali criticità. Considerato che nel frattempo diversi esercizi pubblici hanno chiuso (ad oggi in Città risultano 5 discoteche), la stessa verrà appunto adattata e ampliata.
«Carenze di controlli? Lo escludo»
La tragedia di Crans-Montana, ne abbiamo riferito ieri, ha imposto riflessioni su locali notturni e movida. Lunedì si è riunito il gruppo di lavoro «Sicurezza esercizi pubblici a grande concentrazione di pubblico», alla presenza dei capidicastero interessati Filippo Lombardi (Edilizia privata) e Karin Valenzano Rossi (Sicurezza urbana). Il gruppo – di cui fanno parte i responsabili dell’Edilizia privata, della Polizia, dei Pompieri e dei Servizi giuridici – ha effettuato una prima verifica della situazione sul comprensorio cittadino. Dal 2018, va precisato, è in vigore una normativa comunale più restrittiva della legge cantonale, che impone controlli quinquennali o decennali. Lugano richiede infatti un aggiornamento delle certificazioni antifuoco ogni due anni, con gli esercenti che devono far svolgere le verifiche a un perito certificato dal Cantone. La Città, spiega Lombardi al CdT, «effettua di sua iniziativa delle verifiche aggiuntive ogni 2-3 anni». A Lugano la situazione è stata definita rassicurante. Carenze come quelle riscontrate in Vallese, con il «Constellation» controllato una sola volta in sei anni? «Mi sento di escluderlo», dice Lombardi. In ogni caso, il gruppo di lavoro si è dato un calendario molto stretto per un nuovo aggiornamento delle regole, compreso l’elenco dei locali. L’obiettivo, ha detto Lombardi, è arrivare a un aggiornamento di questo elenco già nei prossimi mesi. «Auspico che gli esercenti si rendano conto del potenziale pericolo e, se caso, agiscano autonomamente», prosegue il municipale luganese. «Attendiamo anche delle proposte del Cantone (anche su un eventuale bando degli oggetti pirotecnici). In ogni caso, noi lavoriamo a misure addizionali. Una sentenza del Tribunale federale del 2015 ha stabilito che direttive dell’Associazione intercantonale delle assicurazioni antincendio sono applicabili direttamente e la Città può dunque dotarsi di norme anche senza attendere un aggiornamento della base legale cantonale».


