Leventina

Esplosione al Ritom, all’origine un quantitativo di polvere nera

Le analisi preliminari del FOR di Zurigo indicano la causa dell’esplosione del 9 settembre — La provenienza dell'esplosivo è ancora da chiarire
©Rescue Media
Red. Online
13.10.2026 14:11

Ci sono importanti aggiornamenti relativi alla tragica esplosione avvenuta alla Centrale del Ritom lo scorso 9 settembre e costata la vita a due operai dell'AET. Il Ministero pubblico ha infatti comunicato in una nota odierna che nel corso delle ultime settimane è stata disposta «una serie di complessi approfondimenti tecnici finalizzata a ricostruire l'origine e la dinamica dei fatti». Approfondimenti scanditi anche dall'esame delle tracce prelevate dalla Polizia scientifica in collaborazione con il Forensisches Institut (FOR) di Zurigo.

La causa dell'esplosione

In particolare, alla luce della Relazione preliminare trasmessa nei giorni scorsi da parte del FOR, è stato possibile ricostruire la causa dell'esplosione, che è riconducibile «a un quantitativo ancora da determinare nel dettaglio di polvere nera (o polvere pirica, la polvere da sparo, n.d.r.), la cui provenienza dovrà essere ugualmente approfondita», viene specificato. Sulle salme dei due operai, come da prassi, era stata anche disposta l'autopsia, che aveva determinato le cause della morte: vari e gravi traumi causati dall'esplosione.

Tutta una Valle sconvolta

Una tragedia, quella dell'incidente al Ritom, che aveva profondamente toccato l'Alta Leventina e tutto il cantone. Prima l'esplosione, avvenuta all'interno del vecchio impianto a Piotta, poi l'incendio sviluppatosi poco dopo le 9.30: a perdere la vita un 55.enne del Luganese e un 18.enne residente in Leventina. A esprimere cordoglio per la disgrazia erano stati anche Roberto Pronini, direttore dell’AET, e Nicolas Ecoffey, responsabile energia delle FFS (l’ex regia federale è proprietaria della centrale). Parole piene di commozione e di vicinanza ai congiunti dei due operai erano giunte anche dal sindaco di Quinto, Davide Gendotti. «È una tragedia, morire sul lavoro non dovrebbe mai succedere. Esprimo tutta la mia solidarietà e quella della nostra comunità ai familiari delle persone decedute».

L'inchiesta va avanti

L'inchiesta, coordinata dalla Procuratrice pubblica Valentina Tuoni, nel frattempo prosegue a pieno ritmo, con ulteriori verifiche per fare ancora più luce su quanto è avvenuto all'interno della vecchia centrale. Considerati gli atti istruttori in corso, fa ancora sapere il Ministero pubblico, al momento è prematuro fornire maggiori informazioni sulla questione.

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