Fabrizio Corona a Lugano, Badaracco: «È un evento privato: è libero di esporre le sue idee»

È verissimo. Fabrizio Corona arriva a Lugano con «Falsissimo», uno spettacolo teatrale che prende il nome dal suo controverso e molto criticato programma YouTube. L’appuntamento è per il 16 giugno al Palazzo dei Congressi e già ora, dopo un’interrogazione al Municipio del consigliere comunale leghista Omar Wicht, c’è chi storce il naso. Perché chiamare un personaggio tanto divisivo, tra l’altro coinvolto in diverse vicende giudiziarie legate pure al Ticino? Recentemente, Mediaset e alcuni personaggi televisivi molto noti, da Jerry Scotti a Maria De Filippi, hanno intentato una causa da 160 milioni di euro contro il «re dei paparazzi» per una «campagna di odio» e diffamazione esercitata con una «violenza verbale inaudita». Come se non bastasse, Corona è pure indagato per revenge porn in seguito a una denuncia del conduttore televisivo Alfonso Signorini e per diffamazione aggravata in un processo che vede la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tra le parti civili.
Da qui, la decisione di Omar Wicht di porre alcune domande al Municipio, almeno per fare chiarezza su eventuali servizi offerti dalla Città nell'ambito dell’evento del 16 giugno. Interpellato dal CdT, Roberto Badaracco, capodicastero Cultura, sport ed eventi, fuga ogni dubbio: «Non abbiamo offerto alcun servizio. Si tratta, in realtà, di una semplice riservazione di sala del Palazzo dei Congressi, la quale avviene in maniera regolare, da parte di enti terzi (l’evento è organizzato da FashionChannel, magazine online con sede a Lugano, ndr)». Badaracco prosegue: «Molti eventi che si svolgono al Palazzo dei Congressi sono organizzati da privati, i quali fanno richiesta per avere una sala, due sale o tre sale, a dipendenza del dimensionamento che necessitano. In questo caso è stata chiesta la sala grande (c'è da prevedere un pubblico numeroso, il biglietto costa 89 franchi, ndr). Nel caso di Fabrizio Corona, ovviamente abbiamo dato seguito alla richiesta, perché il nostro lavoro è proprio questo». E precisa: «La Città di Lugano non ha dato alcun patrocinio, quindi nessun servizio aggiuntivo». Inoltre, per quanto riguarda la questione - sollevata sempre da Wicht - dell'abilitazione di Corona a esercitare attività lucrativa in Svizzera, Badaracco sottolinea: «Ogni organizzatore chiede il permesso e paga il dovuto al Cantone. È una formalità da svolgere sempre».
Il vicesindaco di Lugano prosegue: «In questo caso non abbiamo ritenuto necessario fare una valutazione sulla persona, perché da quanto mi risulta, abbiamo già avuto in città altri personaggi che forse potevano essere discutibili per diversi aspetti. Fino a quando le persone sono a piede libero, non sono oggetto di mandati di cattura, non rappresentano un pericolo dal profilo politico, o per altri motivi, sono libere di esercitare la propria libertà di espressione. Inoltre, non ci sembra che i contenuti dello spettacolo siano illeciti: Corona fornisce semplicemente il suo punto di vista».
Come detto, specialmente sui social media, c’è chi non ha accolto con favore il suo arrivo, anche perché il modo di fare del «re dei paparazzi», votato all’esagerazione e alla divulgazione di fatti anche molto personali, è decisamente lontano dalla discrezione ticinese. Il suo spettacolo a Lugano, in effetti, sembra una forzatura. Tra l’altro, il personaggio italiano, oltre a essere indagato per diversi reati, è stato pure criticato in quanto esempio negativo per i giovani, specialmente quando si tratta di fenomeni online molto pericolosi come il cyberbullismo o il revenge porn. Omar Wicht, nella sua interrogazione, ha quindi ricordato le «diverse vicende giudiziarie legate al Ticino, principalmente riguardanti il trasferimento illecito di denaro contante, l'evasione fiscale e presunte attività finanziarie non autorizzate». E ancora: «Nel 2013 fu ricercato anche in Svizzera dopo una condanna per estorsione, mentre nel 2017 è emerso un suo coinvolgimento per il trasporto di circa 700 mila euro a Lugano, legati a inchieste italiane su fondi neri. In Ticino avrebbe già avuto problemi con la giustizia per gravi infrazioni alla circolazione stradale».
Badaracco, a tal proposito, evidenzia: «Io posso non condividere le azioni di Corona, il suo modo di fare, di procedere e di esporsi. Però, il fatto di essere accusato non vuol dire che sia colpevole. Inoltre, ha già scontato la pena per i reati commessi in passato. Attualmente, è indagato, ma vale ancora il principio "in dubio pro reo", quindi fino a quando non ci sono sentenze certe, mi sembra scorretto giudicare la persona sulla base di accuse non definitive a livello giudiziario». Il municipale quindi constata: «Chiaramente la sua presenza fa discutere, come avvenuto per l’ex generale Vannacci a Mendrisio. In quel caso i contrari hanno pure fatto una manifestazione, si sono lamentati, hanno contestato. Io non credo che per Corona si possa arrivare fino a questo punto, in quanto non viene per rappresentare idee politiche. Non credo che assisteremo a presidi fuori dal Palazzo dei Congressi».
Secondo il vicesindaco, dunque, «la polemica per l'arrivo del personaggio è comprensibile, per tutto quello che può rappresentare, anche di negativo per i giovani. Però, in Svizzera abbiamo la libertà di espressione. Se non ci sono motivi molto particolari o legali, ha il diritto di esprimersi. Se poi a qualcuno non interessa, basta che non partecipi all’evento. Però c’è pure gente che vuole sentire il suo punto di vista o le sue storie. Credo che in una società democratica, in uno Stato di diritto come spero sia ancora la Svizzera, non si possa fare i processi alle intenzioni o emanare condanne preliminari se non ci sono dati certi e chiari. Siamo conosciuti per la nostra libertà di esporre le proprie idee, e questa va tutelata».
Nell'interrogazione di Wicht, infine, emerge il timore che Corona, essendo all'estero, possa rivelare qualcosa di «clamoroso» pure sui personaggi politici italiani. Per il consigliere comunale, questo potrebbe creare ulteriori frizioni tra la Svizzera e l'Italia, dopo tutto il caos politico e mediatico legato alla tragedia di Crans-Montana. Badaracco si dice tranquillo su questo aspetto: «Se il Governo italiano conoscesse esattamente le dinamiche dell'evento, non dovrebbe esserci alcun problema: non è un invito da parte di autorità svizzere né da parte della Città di Lugano e neppure del Cantone. È molto diverso pure rispetto al caso di Vannacci, invitato da un partito politico (l'UDC, ndr). Tra l'altro credo che Corona stia portando il suo spettacolo anche in diverse città italiane, per poi fare una tappa in Svizzera. Mi sembrerebbe quantomeno paradossale se avvenisse un problema di relazioni diplomatiche con l'Italia perché Corona si è esibito da noi», conclude il vicesindaco.
