Far salire in auto un estraneo può essere un’ottima idea

Le cifre non dicono sempre tutto, ma spesso e volentieri permettono di restituire un’immagine immediata e d’impatto della situazione che si vuole descrivere o riassumere. Come nel caso di cui vi parliamo oggi: in poco più di un mese le persone che hanno aderito al progetto MomòRide sono circa 100, distribuite tra 17 aziende diverse con sede a Chiasso, Balerna o Novazzano. Considerando che hanno già iniziato a condivedere l’auto per recarsi al lavoro e che hanno creato una ventina di equipaggi di almeno due persone, le auto «tolte» dalle strade del Basso Mendrisiotto (e della fascia di confine) sono già decine. Ed è solo l’inizio.
Obiettivo: incremento costante
Il progetto MomòRide, una prima a livello cantonale, è un’iniziativa dei Comuni di Chiasso, Balerna e Novazzano, unitamente all’Ente Regionale per lo sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio e il PSE Pian Faloppia (e con il sostegno di lastminute foundation). È un progetto biennale volto ad incentivare la mobilità aziendale condivisa attraverso il car pooling che si rivolge alle aziende e ai loro collaboratori. Il tutto sfruttando un’App dedicata e liberando degli incentivi (ci torneremo tra poco).
L’iniziativa ha subito imboccato la strada giusta. A poche settimane dal suo lancio (e dalla sua presentazione alle aziende) è quindi già tempo di un primo bilancio. «Siamo soddisfatti, il riscontro è stato subito positivo – premette Silvia Passiglia, a capo della Sezione pianificazione del Comune di Chiasso e coordinatrice dei progetti di mobilità della CRTM –. L’obiettivo ora è l’incremento costante degli aderenti, persone e aziende, ma anche delle sponsorizzazioni, così che la rete si ampli progressivamente». E l’obiettivo è realizzabile, basti pensare che le società giuridiche esistenti nel comprensorio dei tre Comuni sono circa 5.000, di cui 3.000 nella sola Chiasso e che complessivamente vi lavorano 15.000 persone. Ma anche che «nelle 17 aziende che hanno aderito finora lavorano ben più di 100 persone, quindi c’è grande potenziale». Ad aiutare a diffondere l’adesione a MomòRide potrebbe essere il passaparola tra utenti soddisfatti, ma anche «un lavoro a livelli – così ancora Passiglia –, con da una parte noi promotori che coinvolgiamo le singole aziende, e dall’altra i mobility manager o le direzioni delle aziende stesse che presentano e propongono il progetto. Un doppio passaggio che necessita di tempo».
Contributi e premi
Chi ben comincia, si dice, è a metà dell’opera e MomòRide è in questa situazione. Forte anche della consapevolezza che aderire al progetto aiuti non soltanto il lavoratore che può condividere l’auto risparmiando denaro e stress, ma anche il territorio (riducendo le auto e con loro le emissioni di CO2), e le aziende stesse. «A rendere l’iniziativa ancora più attrattiva c'è il fatto che ogni mese in palio ci sono premi in contante messi a disposizione dai Comuni promotori per un valore complessivo di 500 franchi destinati agli equipaggi delle aziende», si legge in una nota. Ma per gli equipaggi ci sono anche sfide collettive, che saranno attivate a breve. Inoltre, «le imprese che decidono di aderire al progetto MomòRide possono inoltrare richiesta per la riscossione dei contributi concessi per le misure di mobilità attivate. Per il carpooling è previsto un contributo di 10 franchi a collaboratore, indipendentemente dal numero di utenti attivi. L’azienda riceve il contributo se gli incentivi elargiti sono uguali o superiori a 1.000 franchi».
Equipaggi e viaggi sono organizzati tramite l’App Mobalt, che consente agli utenti di mettersi in contatto, «anche se la loro azienda non aderisce al progetto. È importante sottolineare, che il singolo dipendente non paga nulla e che può aderire anche come singolo, la ditta volendo può farlo in seguito», conclude Passiglia. A dover pagare per utilizzare l’App sono le aziende con più di 20 collaboratori, ma in queste prime fasi ci sono promozioni. Su tutte, per chi aderisce entro il 31 marzo, il primo anno è gratuito.

