Fatto di sangue di Gravesano, c’è il primo rinvio a giudizio

C’è un primo rinvio a giudizio per il caso dell’accoltellamento avvenuto lo scorso 22 settembre in un parcheggio di Gravesano. Come appurato dal Corriere del Ticino, negli scorsi giorni la procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis ha firmato l’atto d’accusa dei confronti del 52.enne italiano che quella sera aveva ricevuto le coltellate, la cui posizione si era aggravata nei giorni immediatamente successivi al fatto di sangue. L’uomo dovrà comparire di fronte a una Corte delle assise criminali per rispondere delle accuse di tentato omicidio, coazione, minaccia e lesioni gravi. La posizione dell’altra persona coinvolta, pure lui un 52.enne italiano della regione, è invece ancora aperta.
Situazione familiare tesa
Il fatto di sangue ha origine da un contesto familiare privato, legato a una separazione conflittuale e rapporti tesi tra le parti. Ed è proprio questo contesto che avrebbe portato al diverbio nel parcheggio tra due cittadini italiani, con il primo che avrebbe accoltellato il secondo, sostenendo però di aver agito per legittima difesa durante l’alterco.
Ad avere la peggio era stato il secondo uomo, il quale aveva riportato ferite serie ma non tali da metterne in pericolo la vita. Quest’ultimo è l’ex marito di una donna al centro degli attriti privati citati poc’anzi, mentre l’autore delle ferite è il fratello di lei. L’accoltellatore, come detto, sostiene di aver agito in un contesto di legittima difesa in quanto l’ex della sorella avrebbe tentato di aggredirlo con un bastone.
I primi accertamenti avevano quindi portato al fermo del cinquantaduenne che aveva sferrato i fendenti, effettuato da parte di agenti della Polizia comunale del Vedeggio. Al termine dei verbali di interrogatorio era stato disposto il suo arresto. Le ipotesi di reato a suo carico sono di tentato omicidio e di tentate lesioni gravi. Dalle indagini era però emerso anche altro: ossia che l’uomo che aveva ricevuto le coltellate avrebbe avuto atteggiamenti persecutori nei confronti della ex moglie; per questo il lavoro degli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis, si era concentrato anche sulla sua posizione. L’ex marito, era emerso, avrebbe seguito gli spostamenti della donna con attività di pedinamento oppure con tecnologie di localizzazione. Per questo era stato arrestato pochi giorni dopo (e si trova tuttora in detenzione preventiva). L’atto d’accusa nei suoi confronti comprende quindi sia i fatti di Gravesano, sia le questioni familiari emerse in sede d’inchiesta.
Come detto, la posizione dell’autore delle coltellate è ancora aperta e l’uomo è a piede libero. Nei suoi confronti il giudice dei provvedimenti coercitivi aveva disposto misure sostitutive dell’arresto.


