FFS Cargo, il SEV attacca: «La dirigenza spreme come un limone il personale»

«Piuttosto di trovare una collaborazione tra due aziende “sorelle”, attive sullo stesso asse, la dirigenza spreme come un limone il personale di una e mortifica quello dell’altra». È una delle frasi più dure emerse nella nota stampa del sindacato SEV a seguito dell’assemblea del personale di FFS Cargo, riunitosi ieri sera a Mendrisio su invito del sindacato stesso dopo la comunicazione degli ultimi tagli all’interno dell’azienda.
«Errore strategico imperdonabile»
Nel corso della serata, il personale ha approvato all’unanimità una risoluzione nella quale «stigmatizza la miope politica aziendale praticata dalla dirigenza» e definisce il taglio dei posti di lavoro «un imperdonabile ed irrecuperabile errore strategico che mette seriamente a rischio la futura esistenza dell’azienda». Secondo quanto riferito dal SEV, la discussione «ha permesso inoltre di far emergere la poca trasparenza delle FFS». Il sindacato sostiene infatti che «contrariamente a quanto affermato, pure il personale della manovra verrà trasferito». Nel dettaglio, «contrariamente alle affermazioni fatte dalle FFS, pure il personale di manovra del deposito macchinisti di Chiasso è coinvolto nella riorganizzazione». Anche a questi collaboratori «viene infatti proposto un trasferimento in un luogo di lavoro diverso da Chiasso».
Il nodo SBB Cargo International
L’assemblea critica inoltre la gestione dei rapporti con SBB Cargo International. «Nonostante l’azienda “sorella” SBB Cargo International necessiti urgentemente di personale, non vengono offerte soluzioni che vadano in questa direzione», si legge nel comunicato. Una situazione che, secondo il personale, appare ancora più incomprensibile considerando che «il CEO di FFS Cargo è pure presidente del Consiglio di amministrazione di SBB Cargo International». Da qui l’affondo finale: «si può certamente affermare che ci troviamo di fronte ad un non senso, che viene giocato sulle spalle del personale. Semplicemente inaccettabile».
Le richieste del personale
Nel documento approvato, il personale rivendica inoltre «parità di trattamento per tutti gli interessati», la possibilità di mantenere i posti di lavoro in Ticino attraverso prestiti temporanei ad altre divisioni o filiali del gruppo, compensazioni per eventuali trasferimenti, incentivi per il pensionamento anticipato e più tempo per valutare le proposte aziendali. Su quest’ultimo punto, la richiesta è chiara: il tempo concesso «non può certamente essere quello praticato ora di una settimana».
