Mobilità

FFS, crescono i passeggeri in Ticino

Dopo le difficoltà legate alla pandemia, FFS e Cantone raccolgono i frutti dell’apertura della galleria di base del Monte Ceneri – Roberta Cattaneo: «Molti ticinesi hanno scoperto solo oggi la nuova offerta» – Claudio Zali: «Bilancio positivo, ma occorre già guardare avanti»
©Gabriele Putzu
Francesco Pellegrinelli
Francesco Pellegrinelli
01.12.2022 22:33

I dati sono incoraggianti. Dopo il brusco calo causato dalla pandemia, il numero dei passeggeri ferroviari in Ticino è tornato a crescere. Nel 2022, i viaggiatori che hanno scelto la rotaia per attraversare il Ticino (sfruttando la nuova galleria di base del Monte Ceneri) sono cresciuti del 45%.

I vantaggi dimenticati

«Si tratta di un aumento importante, che fa ben sperare nello sviluppo del trasporto pubblico ticinese», ha commentato la direttrice FFS Regione sud, Roberta Cattaneo. «Il grande afflusso di turisti giunti in Ticino in treno ha sicuramente inciso, ma nell’incremento complessivo registrato nel 2022 occorre inserire molti residenti che hanno scoperto, per la prima volta, la nuova offerta ferroviaria». Per due anni, infatti, questa «rivoluzione» è stata oscurata dalla pandemia: «L’inaugurazione del tunnel di base, dopo 14 anni di lavori, è avvenuta nel peggior momento possibile», ha ricordato il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali. I timori legati al coronavirus hanno tenuto lontano dai mezzi pubblici i passeggeri, facendo dimenticare i vantaggi di un collegamento che prometteva di «rivoluzionare il trasporto pubblico». Ebbene, nel 2022, per la prima volta, il numero dei passeggeri è tornato a crescere superando i dati del 2019. «Il numero dei passeggeri è in ripresa, sia quelli su rotaia, sia quelli su gomma», ha aggiunto Zali, il quale ha pure ricordato come «l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri ha permesso di allestire collegamenti più frequenti, più veloci e più estesi su tutto il territorio». Per la ferrovia, l’aumento complessivo del numero dei passeggeri in Ticino, nel 2022, si attesta attorno al 15% rispetto al 2019; per il trasporto su gomma attorno il 10%. «Segno che il trasporto pubblico finalmente sta facendo breccia nella popolazione e che il messaggio inizia a passare». Tra gli effetti positivi, il direttore del DT ha poi menzionato gli introiti legati alla vendita dei biglietti: «La comunità tariffale arcobaleno nel settembre 2022 ha registrato un aumento di oltre il 10% delle entrate rispetto a settembre 2019». E questo chiaramente a tariffe invariate. «Gli auspici a corto termine sono quindi positivi», ha detto Zali.

Pensare in grande

Guardando al futuro, invece, il trasporto pubblico, per rimanere concorrenziale, avrà bisogno di importanti investimenti. «Il Cantone ha già manifestato la propria voce critica nei confronti della Confederazione, chiedendo che investa di più», ha osservato Zali. «In particolare chiediamo collegamenti tra i principali agglomerati ogni 15 minuti anziché gli attuali 30». Tra le priorità evocate dal direttore del DT figurano poi tre opere infrastrutturali: la circonvallazione di Bellinzona; il potenziamento della linea del Gambarogno e il completamento a sud di Alptransit. «Questi progetti incidono per 12 miliardi. Affinché possano essere realizzati in tempi brevi occorre però che la Confederazione investa molto di più di quanto ventilato. E che lo faccia subito». In generale, comunque, Zali ha parlato di «bilancio positivo» e di «buona collaborazione con le FFS» per gli investimenti e le opere fin qui eseguite. «Attenzione però a non mollare la presa. Non abbiamo ancora finito il lavoro». Il messaggio è chiaro: con la nuova offerta ferroviaria c’è sicuramente ancora margine per incrementare il numero dei passeggeri, ma nel contempo occorre guardare avanti, a medio e lungo termine. «Solo pensando in grande, il Ticino può pensare di ottenere in tempi ragionevoli quello che gli occorre».

Molto, comunque, è stato fatto con la galleria di base del Ceneri: «Grazie a quest’opera è stato possibile accorciare i tempi di percorrenza tra Sopra e Sottoceneri. È stata quindi l’occasione giusta per potenziare sia il trasporto pubblico su gomma, sia quello su ferrovia», ha detto Zali. Ora, come detto, dopo due anni di pandemia, Cantone e FFS si apprestano a raccogliere qualche frutto. Nello stesso tempo, si dovrà cercare di recuperare il terreno perso: «La pandemia ha azzerato le politiche di trasporto aziendale e di car-pooling». Ad ogni modo, il trasporto pubblico in futuro - ha detto Zali - non potrà comunque assorbire tutto il traffico stradale: «Anche raddoppiando il trasporto pubblico, la strada rimarrebbe il mezzo principale. Dobbiamo farcene una ragione». Per cui - ha concluso il direttore del DT - «non dobbiamo ideologicamente chiudere agli investimenti in campo stradale». Anche la strada, quindi, va adeguata al presente e al futuro.

Attenzione ai ritardi

Tornando al bilancio delle FFS, la direzione non ha mancato di sottolineare che «occorre tuttavia migliorare l’aspetto legato alla puntualità». «Nei primi mesi dell’anno - ha spiegato Cattaneo - siamo riusciti a contenere i ritardi. Fino ad aprile viaggiavamo con livelli di puntualità attorno al 94%, sopra la media nazionale. Poi abbiamo avuto alcune difficoltà legate ad alcuni cambiamenti tecnici nella flotta». Su questo punto, Cattaneo ha giocato la carta della trasparenza: «È vero: abbiamo ricevuto tanti reclami. Da ottobre abbiamo visto qualche miglioramento: la squadra si sta impegnando molto per ridurre i disagi. Noi siamo fiduciosi».