La sentenza

Finto medico e imprenditore, ma vero artista della truffa

Condannato a 8 anni di carcere il cittadino austriaco accusato di aver orchestrato un raggiro da circa 25 milioni di franchi – Per ingannare le sue vittime si è presentato con una moltitudine di false identità – La Corte delle assise criminali ha pure riconosciuto colpevole il suo correo, un pilota irlandese inizialmente frodato
© CdT/Chiara Zocchetti

«Ha costruito e mantenuto per anni una falsa identità pluridimensionale, ha prodotto un numero impressionante di documenti falsi e quello che colpisce è l’intensità dell’agire delinquenziale, manifestata nel mantenimento quotidiano di una narrazione multistrato». La Corte delle assise criminali presieduta dal giudice Amos Pagnamenta non ha avuto dubbi. Il 47.enne austriaco a processo da lunedì con l’accusa di aver orchestrato una truffa da almeno 25 milioni di franchi – uno dei danni patrimoniali più elevati nella recente casistica del Tribunale penale cantonale – è un professionista del raggiro. Di qui la condanna a 8 anni di carcere, oltre all’obbligo di sottoporsi a un trattamento ambulatoriale e all’espulsione dalla Svizzera per 12 anni, comminatagli dalla Corte completata dai giudici a latere Luca Zorzi e Renata Loss Campana, e dagli assessori giurati.

Tutto falso

L’imputato, seppur parzialmente reo confesso, ha provato anche in aula uno dei suoi «trucchi» indossando il cappello del musicista (e lo è, anche se non «di successo» come da lui millantato), dell’esperto di sicurezza, dell’agente della Drug Enforcement Administration (DEA) americana e dei servizi segreti austriaci, del collaboratore della polizia di Svitto e del petroliere. E altro ancora. Tutto falso, appunto. Ma è proprio grazie alle identità fittizie di medico, petroliere e musicista che l’uomo è riuscito a carpire la fiducia delle sue vittime, inclusa una delle persone da lui inizialmente truffate: il pilota irlandese di 43 anni con il quale è comparso a processo e che è stato condannato a 3 anni, di cui 18 mesi da espiare, e all’espulsione dalla Svizzera per 7 anni. «Era compartecipe della medesima messa in scena e ha agito in modo funzionale al meccanismo truffaldino», ha detto Pagnamenta.

C’è l’inganno astuto

Ad essere raggirate – con «inganno astuto», ha rilevato la Corte – sono state almeno una dozzina tra società e persone fisiche dal 2022 al 2024 per un buco accertato che si aggira intorno ai 25 milioni di franchi. Tanti, tantissimi soldi che sarebbero andati a rimpinguare lo stile di vita da finto multimilionario del 47.enne austriaco. Un travestimento portato a termine producendo – a volte in correità con il 43.enne -– finti estratti bancari e altrettanto fasulle intestazioni finanziarie, fiscali e immobiliari, chiedendo ad aziende e persone fisiche prestiti, noleggi di auto, aerei ed elicotteri che non poteva permettersi. Il giocattolo, a un certo punto, si era rotto e gli inquirenti coordinati dal procuratore pubblico Nicola Borga sono riusciti a ricostruire il castello di menzogne e a rinviarlo a giudizio con le accuse di ripetuta truffa qualificata, ripetuta appropriazione indebita, falsità in certificati, ripetuta infrazione alla Legge federale sugli agenti terapeutici e ripetuta falsità in documenti. Corposo l’atto di accusa: ben 82 pagine per riassumere circa due anni di raggiri. Per il 47.enne, Borga aveva chiesto una pena di 7 anni di detenzione e l’espulsione dalla Svizzera per 12 anni. Per il suo correo irlandese, invece, 27 mesi sospesi per due anni e l’espulsione dal Paese per 7 anni. La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabio Käppeli, aveva di contro chiesto una pena di 3 anni e mezzo da scontare (dedotto il carcere già sofferto) in quanto le responsabilità del 47.enne sarebbero state da ridimensionare: sia per le turbe psichiche del suo assistito, sia perché le vittime raggirate avrebbero dovuto fare più attenzione e controllare meglio. Marco Masoni, avvocato del cittadino irlandese, aveva invece domandato una pena integralmente sospesa, in quanto il 43.enne ha agito come ha agito a causa di un momento di debolezza. 

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