Ticino

Flottiglia, Garlasco e dazi: cosa hanno cercato i ticinesi su Google nel 2025

Dalle ricerche web all’attualità: tre parole chiave raccontano un anno di conflitti, casi mediatici e tensioni economiche
Mattia Sacchi
31.12.2025 16:30

Capire cosa viene cercato sul web significa osservare dove si concentra, di volta in volta, l’attenzione collettiva. Le ricerche online non registrano solo curiosità episodiche, ma rivelano bisogni di orientamento, richieste di chiarimento e, in molti casi, una volontà di approfondire temi complessi. Nel 2025, anche in Ticino, i motori di ricerca hanno restituito un quadro segnato da attualità internazionale, cronaca giudiziaria e preoccupazioni economiche molto concrete.

Abbiamo analizzato le ricerche effettuate in Ticino su Google News utilizzando i dati di Google Trends: ne emerge una top tre che, nel suo insieme, racconta bene il clima informativo che ha attraversato il Cantone nel corso dell’anno.

3. Flottiglia

In terza posizione compare «flottiglia», legata alla missione della Global Sumud Flotilla, una delle più ampie mobilitazioni civili via mare degli ultimi anni diretta verso la Striscia di Gaza. Nel 2025 l’iniziativa ha assunto un carattere per certi versi storico per numero di imbarcazioni, partecipanti e Paesi coinvolti, portando l’attenzione internazionale su una forma di azione civile organizzata che ha superato la dimensione simbolica per diventare un vero evento politico e mediatico. Il coinvolgimento ticinese ha contribuito ad accrescere l’interesse locale: alla missione hanno infatti preso parte due cittadini del Cantone, Vanni Bianconi e Fabrizio Ceppi. La loro partecipazione ha avvicinato una vicenda di portata internazionale alla cronaca cantonale, alimentando il dibattito sul ruolo dei civili nei conflitti, sui confini dell’azione umanitaria e sulle implicazioni diplomatiche per i cittadini svizzeri coinvolti.  

2. Garlasco

Al secondo posto si colloca «Garlasco», diventato nel 2025 sempre più un fenomeno mediatico. Il delitto di Chiara Poggi è tornato al centro dell’attenzione non tanto per una svolta definitiva nelle aule di tribunale, quanto per una successione di episodi che hanno contribuito a trasformare l’inchiesta in un racconto iper-mediatizzato. Da un lato, l’attenzione crescente attorno alla figura di Andrea Sempio, sempre più evocato nelle ricostruzioni e nei commenti; dall’altro, la presenza costante del caso nei talk show e sui social. In questo contesto si inserisce la vicenda dell’avvocato Massimo Lovati, inizialmente molto esposto mediaticamente e poi sostituito come legale dopo la diffusione di un video realizzato da Fabrizio Corona, che ha ulteriormente alzato i toni del dibattito, contribuendo a rafforzare l’idea di una deriva spettacolare del racconto. Elementi che spiegano perché Garlasco sia rimasto stabilmente tra le ricerche più frequenti anche in Ticino.

1. Dazio

Al primo posto delle ricerche compare «dazio», termine che nel 2025 ha accompagnato una delle fasi più tese nei rapporti commerciali tra Svizzera e Stati Uniti. In primavera, l’amministrazione guidata da Donald Trump ha annunciato l’introduzione di dazi fino al 39% su una serie di prodotti svizzeri, motivando la misura con presunti squilibri commerciali e con la necessità di proteggere l’industria americana. La decisione ha avuto un impatto immediato sul dibattito pubblico elvetico, perché colpiva settori chiave dell’export e introduceva un livello di incertezza inedito per un’economia fortemente orientata ai mercati esteri. In questo contesto si è inserita la presa di posizione della consigliera federale Keller-Sutter, che ha respinto pubblicamente l’impostazione statunitense, chiarendo che la Svizzera non avrebbe accettato dazi punitivi senza un confronto basato su regole condivise e dati verificabili. Dopo mesi di negoziati, poche settimane fa è stato raggiunto un accordo che ha portato al superamento della misura iniziale e a una riduzione significativa dei dazi, consentendo una parziale normalizzazione dei rapporti commerciali. Il passaggio ha chiuso una fase di forte tensione, ma ha lasciato il segno nel dibattito pubblico: per imprese, lavoratori e consumatori, il tema dei dazi è diventato il simbolo di quanto le decisioni prese oltreoceano possano avere effetti immediati anche sul contesto svizzero e ticinese.