Frontalieri e tassa sulla salute: sale la tensione con il Ticino

Ristorni, quale destino? La reazione politica, dall'Italia, di sicuro non si è fatta attendere. Riavvolgiamo il nastro: Lorenzo Quadri, consigliere nazionale della Lega, sulle colonne del Mattino, ha invitato la Svizzera a «chiudere i rubinetti all'Italia». E questo perché la cosiddetta tassa sulla salute «ci fornisce la base giuridica per decurtare i ristorni».
«Non è questo il modo di risolvere i problemi» fa notare sulla Provincia di Como Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’ACIF, l’Associazione Comuni Italiani di Frontiera. «Non credo che la strada per appianare le divergenze in essere, ristorni inclusi, possa passare attraverso una decisione unilaterale, come quella annunciata dalla Lega dei Ticinesi. Occorre seguire la strada maestra, che il nuovo accordo fiscale – e in particolare l’articolo 5 – contempla, legato alla possibilità in caso di divergenze di arrivare a una composizione amichevole della controversia in essere, convocando la Commissione mista. Commissione che si è riunita lo scorso mese di ottobre a Bellinzona, senza però affrontare questi temi. A chi in questo momento utilizza il blocco dei ristorni per alzare la voce contro l’applicazione della tassa sulla salute dico di utilizzare i canali istituzionali, che sin qui hanno portato a risultati importanti nei rapporti tra i due Paesi».
L'impressione, parafrasando Mastromarino, è che la Lega dei Ticinesi voglia andare oltre gli slogan promossi da Quadri sul Mattino. Anche, se non soprattutto, per recuperare parte dei consensi elettorali. Nel 2011, ricorda la Provincia, il precedente blocco dei ristorni destinato ai Comuni italiani si era risolto dopo mesi. Di certo, per le amministrazioni di frontiera si tratta di una questione centrale, se non centralissima. Nel 2024, infatti, l'assegno staccato dalla Svizzera all'Italia superava i 120 milioni di franchi. Un record. È evidente, in ogni caso, che la tassa sulla salute sta pesando, e non poco, sui rapporti fra i due Paesi e lungo il confine. Lo stesso Mastromarino si è detto dubbioso circa l'applicazione della tassa.
