Lugano

Funicolare degli Angioli: «Se ci fosse un finanziatore, correremmo in Consiglio comunale»

La municipale Karin Valenzano Rossi, responsabile del progetto di rilancio della storica infrastruttura, accoglierebbe a braccia aperte una partnership pubblico-privato, ma finora nessuno si è palesato, se non «a titolo benefico»
©Chiara Zocchetti
Federico Storni
19.08.2026 06:00

Nelle scorse settimane, a margine della tradizionale giornata dedicata alla funicolare di Lanzo d’Intelvi, l’imprenditore Giovanni Frapolli aveva dedicato qualche parola anche alla funicolare degli Angioli di Lugano, affermando che la Città si stesse muovendo nella direzione giusta per riattivarla, ma senza fare abbastanza: «Bisogna avere il coraggio di investire e trovare investitori», aveva detto, suggerendo la strada della partnership privato-pubblica. Dichiarazioni che abbiamo sottoposto alla municipale di Lugano Karin Valenzano Rossi, responsabile del progetto di rilancio della funicolare: «Quello che vogliamo fare nell’area è chiaro. Se arrivasse un privato che ci dicesse che ha interesse a finanziarlo, correremmo a presentare un messaggio al Consiglio comunale». La porta da questo punto di vista è dunque spalancata, ma nessuno ha finora varcato l’uscio. «A oggi non abbiamo avuto alcuna indicazione concreta che ci sia qualcuno disposto a finanziare le opere necessarie a far ripartire la funicolare. C’è chi si era interessato a titolo benefico perché affezionato a Lugano o alla funicolare, ma senza importi concreti».

L’esito degli studi

La funicolare degli Angioli è notoriamente ferma da decenni, e per il suo rilancio la Città aveva proposto un Mandato di studi in parallelo da cui era emerso un indirizzo di quel che si vuole realizzare per ripristinarla, senza alcuna indicazione però sui modi di attuazione. La Città, in altre parole, sa cosa vuole ma non ha oggi mezzi finanziari disponibili per ottenerlo. L’investimento, che si stima piuttosto ingente, non è infatti prioritario e non lo sarà almeno per i prossimi quattro anni. Inoltre vi sono difficoltà legate al traffico attualmente irrisolte.

L’eventuale recupero è stato diviso in tre moduli. Partendo dal lago, e a grandi linee, il primo modulo prevede la creazione di un attracco navale in linea con il tracciato della funicolare, la sistemazione della riva a lago e di un ristorante; il secondo il recupero conservativo della funicolare, la sistemazione del pendio e della fermata intermedia, e l’elevazione della torretta d’arrivo; il terzo l’innesto di una passerella che colleghi la torretta al parco del Tassino.

Farsi trovare pronti

Dalla presentazione dei risultati del mandato di studio, tutto è rimasto pressocché in stand-by. Ma questo non significa che il progetto sia stato accantonato. Come spiega Valenzano Rossi, ad esempio, il modulo “basso” è fermo in attesa delle misure per ridurre il carico di traffico sul lungolago, condizione necessaria per implementarlo; nonché di capire che ne sarà della ciclopedonale Paradiso-Melide, che poi nel caso sarà collegata a quella fino al centro. C’è invece un po’ di movimento nel modulo “alto”, nel senso che è stato dato un piccolo mandato ai progettisti per armonizzare il loro progetto al prosieguo dei lavori nell’area della stazione di Lugano. Specificamente: studiare i futuri tracciati di mobilità dolce in via Basilea fin nel parco del Tassino alla luce di quanto previsto per il parco, in modo da essere pronti a implementarli quando sarà il momento.

La parte più onerosa dell’opera sarà ovviamente la riattivazione della funicolare. In un’ottica di partenariato pubblico-privato, la domanda è cosa possa ricavarne il privato. Ovvero: la gestione della funicolare potrà generare utili? O potrà farlo una gestione combinata dell’ipotetico ristorante, dell’ipotetico chiosco nella torretta d’arrivo e della funicolare? La risposta non è scontata, altrimenti alle porte di Palazzo Civico ci sarebbe già da tempo la coda. Ma mai dire mai.

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