Grandinata nel Mendrisiotto: viticoltura in ginocchio, il Cantone promette sostegno

Tralci spezzati, foglie lacerate e vigneti devastati. A quasi una settimana dalla violenta grandinata che il 10 giugno ha colpito il Mendrisiotto, la conta dei danni è ancora in corso. Le zone più colpite sono quelle di Coldrerio, Castel San Pietro e Morbio Inferiore. Per fare il punto della situazione e valutare le possibili misure di sostegno, il Cantone ha incontrato i viticoltori presso la Masseria Vigino di Castel San Pietro, uno dei luoghi simbolo di una tempesta che ha lasciato il segno sull'intero settore agricolo.
Vitta: «In pochi minuti può andare distrutto il lavoro di anni»
«L'obiettivo di quest'oggi è avere un momento di condivisione e di visione di quanto accaduto», ha dichiarato il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta durante la visita. Il consigliere di Stato ha ricordato come gli eventi meteorologici estremi stiano diventando sempre più frequenti anche in Ticino. «Per chi vive di agricoltura, o la esercita accanto a un'altra attività professionale, si tratta di colpi durissimi: in pochi minuti può andare distrutto il lavoro di anni».
Gli aiuti del Cantone
Sul fronte degli aiuti, il Cantone intende accompagnare le aziende sia nei rapporti con le assicurazioni sia attraverso gli strumenti previsti dalla Legge sull'agricoltura. «Ci sono danni assicurati, per i quali dovrà intervenire il mondo assicurativo, e danni non assicurati, per i quali disponiamo di basi legali che permettono un intervento del Cantone», ha spiegato Vitta.
Tra le misure illustrate dal capo della Sezione dell'agricoltura Daniele Fumagalli figurano contributi per contenere i danni, prestiti senza interessi per le aziende confrontate con problemi di liquidità e sostegni nell'ambito delle migliorie strutturali.
«Cercheremo di utilizzare tutti gli strumenti già a nostra disposizione, nell'ambito delle risorse disponibili e già previste nei preventivi cantonali», ha aggiunto Vitta.
Tante sfide all’orizzonte
Tra i produttori prevale però l'incertezza. Il presidente di Federviti Davide Cadenazzi parla apertamente di uno shock per l'intero settore. «L'entità del danno e la superficie coinvolta rischiano di generare una crisi di liquidità per molte aziende», ha affermato, ricordando come la grandine abbia colpito non solo la viticoltura ma l'intero settore primario, dai campi di frumento e mais fino ai prati. «La grandine non conosce bandiera e colpisce tutti noi».
Le incognite per il resto della stagione restano, inoltre, numerose. Oltre alla siccità, che aveva già colpito duramente la regione nel 2022 e per cui sempre Vitta si era recato sul posto, preoccupa la crescente diffusione della Popillia japonica, insetto invasivo che rappresenta una minaccia per le colture. «Ci sono troppi viticoltori che ancora non trattano questo insetto perché il prodotto costa», ha fatto notare André Prada, viticoltore di Castel San Pietro, secondo cui ci vogliono misure più incisive. E ora, con la riduzione della superficie fogliare causata dalla grandine, l’insetto potrebbe rendere le viti ancora più vulnerabili. «Con meno foglie disponibili, gli insetti rischiano di attaccare rapidamente quelle rimaste», ha fatto notare Lucio Ortelli, viticoltore.
Vendemmia sotto osservazione
Restano inoltre interrogativi sulla vendemmia e sulle conseguenze future della grandinata. Sebbene il fatto che l'evento sia avvenuto a giugno lasci alle viti il tempo di sviluppare nuova vegetazione, i produttori invitano alla prudenza. «Le piante potranno riprendersi in parte, ma oggi è impossibile fare una stima definitiva. Finché non si raccoglie, non si sa quale sarà il risultato», ha sottolineato Edy Petraglio, viticoltore di Castel San Pietro. A preoccupare non è soltanto la quantità del raccolto, ma soprattutto la qualità delle uve. «La perdita qualitativa mi preoccupa ancora più di quella quantitativa», ha osservato Enzo Ortelli, viticoltore, secondo cui alcuni vigneti destinati abitualmente a produzioni di pregio potrebbero non raggiungere gli standard abituali. Inoltre, i danni subiti dalle piante potrebbero avere ripercussioni anche sulla produzione del prossimo anno.
