Mendrisiotto

Il maltempo non risparmia i vigneti, Cadenazzi: «Grande sconforto tra i viticoltori»

I danni causati dalla grandine implicheranno una forte perdita di produzione - Il presidente di Federviti: «I conti verranno fatti al momento della vendemmia, ma la situazione è veramente brutta»
Rescue Media
Thomas Schürch
Thomas Schürch
10.06.2026 15:30

La violenta grandinata che questa notte si è abbattuta sul Mendrisiotto non ha risparmiato neppure i vigneti della regione. Danni ingenti sono stati riscontrati su tutta la striscia che comprende Coldrerio, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Superiore e Vacallo. «Si tratta di una superficie importante e questo implica una forte perdita di produzione, anche se è prematuro dire di quanto. Lo valuteremo nei prossimi giorni», commenta il presidente di Federviti Davide Cadenazzi, da noi interpellato. «In alcuni casi la rete antigrandine ha contribuito a salvaguardare parzialmente le piante, ma i danni ci sono ugualmente. I vigneti senza rete sicuramente non hanno più neanche i tralci». Questa situazione «genererà giocoforza un ammanco in termini di liquidità per le aziende. Bisognerà infatti capire che tipologia di raccolto avremo: gli aspetti quantitativi e qualitativi determineranno il prodotto, che verrà valutato soltanto al momento della vendemmia. I conti li faremo allora».

Come reagire

Adesso i vigneti si bloccheranno e rimarranno fermi per qualche giorno. «Attendiamo il sole annunciato per constatare i danni, perché con il sole le parti rovinate si seccano e a quel punto è possibile effettuare una vera stima della situazione», prosegue Cadenazzi. Le incognite non riguardano soltanto il contesto attuale, ma anche il futuro. «Le criticità si ripercuoteranno sul prossimo inverno a causa dei danneggiamenti subìti dalla vegetazione. Anche il legno avrà dei grossi problemi». I prossimi passi urgenti riguarderanno dunque la salvaguardia del vigneto a livello sanitario. «Con una simile grandinata si formano delle ferite. Inoltre, con la pioggia possono verificarsi gravi infezioni di peronospora. Vi sono quindi precauzioni e trattamenti che devono essere applicati. Occorre proteggere il più possibile la vegetazione rimasta, perché sarà quella che porterà poi alla maturazione l’uva, e stimolare la pianta a emettere nuove foglie».

Al maltempo si aggiunge poi un’ulteriore minaccia. «Il compimento dell’opera lo avremo quando ci sarà il volo del coleottero giapponese, il quale è vorace sulla vegetazione più tenera, che solitamente si trova all’apice della pianta. Le foglie che compariranno verranno dunque attaccate e bisognerà vedere localmente come risponderà il vigneto».

Situazione difficile

La tremenda grandinata ha inevitabilmente generato un forte sconforto tra i viticoltori. «Il problema è che in una situazione simile, per logica, aumentano i costi. Normalmente, per chi ha un impianto di rete antigrandine ben fatto, la perdita economica non equivale magari al costo dell’assicurazione. È chiaro però che la violenza di questo evento è eccezionale. Io gestisco la mia azienda da 30 anni e non ho mai visto nulla di simile per intensità, quantità e penetrazione all’interno dei filari. Mi sto anche chiedendo “e adesso cosa faccio?” Come presidente di Federviti devo leccarmi le ferite, ma anche occuparmi di quelle degli altri. In mattinata ho fatto un giro di telefonate e lo sconforto tra viticoltori è grande. Abbiamo già sostenuto delle spese per l’impiego di manodopera ed effettuato importanti lavori in previsione della vendemmia. Vendemmia a cui non so dire come arriveremo. È una situazione veramente difficile», conclude Cadenazzi.

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