Giustizia

«Ha investito un bambino»: truffa shock in aula penale

Un quarantaseienne polacco, incaricato di ritirare soldi e preziosi dalle anziane vittime, è stato condannato a 22 mesi sospesi e all’espulsione dalla Svizzera per aver preso parte a due raggiri nell’arco un paio di giorni – Prima di lui, processati e sanzionati anche tre cittadini della Repubblica Ceca
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
Nico NonellaeGinevra Corzani
06.08.2026 17:15

Una telefonata nel tardo pomeriggio, da un numero sconosciuto. A un’anziana signora del Luganese viene detto che sua figlia ha provocato un incidente della circolazione, che ha causato la morte di un bambino. La donna, sopraffatta dalla (falsa) notizia, cede alla richiesta di consegnare immediatamente denaro o oggetti di valore per evitarle il carcere. Gettandoli semplicemente dalla finestra, tanto sarebbero stati recuperati. Quanto appena descritto altro non è che la classica truffa shock, o raggiro del falso parente, che negli ultimi anni ha spesso colpito anche in Ticino. E proprio ieri sono state processate e condannate quattro persone legate a questi raggiri.

E tra le vittime, come detto, c’è anche un’anziana luganese. La donna, sulla settantina, ha ricevuto questa telefonata sconvolgente il 13 aprile ed è stata indotta con l’inganno a consegnare poco più di 23.170 franchi, buona parte sotto forma di gioielli. Pochi giorni dopo, il 15 aprile, un’altra anziana di ottant’anni è anche lei caduta vittima della stessa truffa e ha a sua volta consegnato gioielli per 60-70 mila franchi e 1.000 franchi in contanti, avvolti in un pacchetto e lasciati fuori dalla porta di casa. In entrambi i casi, il maltolto è stato preso in consegna da un cittadino polacco di 46 anni, il quale aveva ricevuto le istruzioni da diverse persone, non identificate e residenti all’estero. Dopo la prima truffa, la Polizia era però già sulle sue tracce e l’uomo è stato fermato e arrestato subito dopo essersi impossessato dei gioielli e del denaro della seconda vittima.

Il 46.enne è comparso questa mattina davanti alla Corte delle Assise correzionali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta. L’uomo, patrocinato dall’avvocato Olivier Ferrari, è accusato di ripetuta truffa aggravata e di ripetuto abuso della licenza e targhe (si era spostato con un veicolo sul quale aveva applicato diverse targhe estere). La difesa e il procuratore pubblico Zaccaria Akbas hanno trovato un accordo sulla pena e, di conseguenza, l’imputato è stato condannato a 22 mesi sospesi per tre anni oltre all’espulsione dalla Svizzera per cinque anni. Pur scusandosi per quanto commesso, l’uomo – assistito da un’interprete – ha ammesso i fatti ma ha comunque insistito sul fatto di non aver compreso appieno in che cosa fosse coinvolto e ha affermato di sentirsi vittima di una truffa, poiché gli era stato detto che avrebbe semplicemente dovuto ritirare un pacco. Il 46.enne si è comunque dichiarato colpevole e ha accettato la pena inflittagli, scusandosi con le persone raggirate

Reati simili, come detto, non sono rari alle nostre latitudini. Proprio stamattina, sempre alle Correzionali, si sono svolti altri due processi in cui tre uomini, tutti provenienti dalla Repubblica Ceca, sono stati condannati per la medesima fattispecie: truffe shock avvenute il 17 e 20 aprile nel Bellinzonese e nel Locarnese. Anche in questi casi, sono state inflitte pene sospese di 14, 13 e 12 mesi di carcere (in quest’ultimo caso, un 47.enne ceco dovrà comunque espiare 6 mesi).

Solitamente, questi raggiri sono orchestrati dall’Europa dell’Est, in particolare in Polonia. Paese anch’esso colpito da questo tipo di truffe, tanto che dallo scorso anno il Governo finanzia una campagna capillare di prevenzione denominata «Safe money». Lo scorso giugno, la autorità di Varsavia aveva ottenuto l’estradizione della Spagna di un 24.enne sospettato di aver architettato delle truffe del falso parente. L’uomo – riferisce l’emittente polacca TVP World – era fuggito dopo che a ottobre 2025 era stato spiccato a suo carico un mandato di cattura europeo. La Polizia ha nel frattempo sequestrato una Ferrari da 230 mila franchi di sua proprietà, acquistata, si presume, con i proventi delle truffe.

Risalire a chi orchestra queste truffe non è facile, ma tra il 2023 e il 2024 gli inquirenti ticinesi, in collaborazione con le autorità polacche, sono riusciti a risalire a una delle «menti»: un 37.enne apolide arrestato il 20 dicembre a Poznan da unità speciali della polizia polacca. L’operazione aveva poi portato, nel dicembre successivo, all’arresto sempre a Poznan di altre cinque persone due uomini e tre donne tra i 27 e i 67 anni, tutti cittadini polacchi. Le indagini avevano permesso di risalire a un call center da cui partivano le chiamate verso il Ticino. Gli accertamenti, per quanto riguarda la parte ticinese di questa inchiesta, sono coordinati dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo.
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