I lavori al centro scolastico dovranno attendere, c'è un ricorso

Al netto delle rispettive posizioni lo si può dire: non c’è pace per il centro scolastico di Lattecaldo. Fresca di festeggiamenti – qualche mese fa ha compiuto il mezzo secolo di vita – la struttura è tornata al centro delle attenzioni. O, meglio: nuove attenzioni. A dicembre il Legislativo ha avallato un messaggio comprendente un credito di oltre 5 milioni di franchi (di cui il 50% sussidiato) per l’intervento di manutenzione straordinaria indispensabile. Settimana scorsa il «colpo di scena»: durante la seduta di Consiglio comunale il presidente ha spiegato che, contro la risoluzione adottata a dicembre, è stato inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato. Difficile se non impossibile, dunque, che i primi lavori allo stabile possano essere effettuati durante le prossime vacanze scolastiche estive. Interpellata dal Corriere del Ticino, la capodicastero Formazione Michaela Marmotta ci conferma che il Municipio ha recentemente inviato le osservazioni, come da iter, all’Esecutivo cantonale il quale sarà chiamato a esprimersi. «Non abbiamo un’indicazione delle tempistiche – commenta –, la procedura potrebbe protrarsi per diversi mesi». In sostanza, vista anche la concessione dell’effetto sospensivo, «non è possibile portare avanti le intenzioni inserite nel messaggio municipale». Già, le intenzioni: «Avevamo pensato di strutturare gli interventi sull’arco di tre anni, durante le vacanze scolastiche, al fine di evitare di ricorrere a prefabbricati esterni da utilizzare quali aule perché hanno un onere molto importante» confida la municipale. C’è, e non si nasconde, anche un po’ di rammarico. «Mi vien da dire che è già praticamente stato perso un anno». Anche perché – sottolinea – si tratta di una «manutenzione straordinaria necessaria, con interventi specifici e ad hoc». Si parla ad esempio della sostituzione dei serramenti, dell’isolazione della copertura e dei vari aspetti legati al raggiungimento dello standard Minergie.
Al centro del dibattito
Gli interventi al centro scolastico, negli ultimi anni, sono stati più volte oggetto di dibattito. Il 30 ottobre del 2022 la popolazione – chiamata ad esprimersi dopo il lancio di un referendum – aveva detto no al credito da 687 mila franchi per la progettazione della nuova scuola dell’infanzia e della nuova mensa scolastica. Un esito che aveva portato l’allora sindaco Sebastiano Gaffuri a rassegnare le dimissioni. Di oggi, invece, la notizia del ricorso contro il messaggio per la manutenzione straordinaria. Ma quanto è importante mettere mano al centro? «La struttura ha 50 anni – risponde Marmotta –, metterci mano è un passo naturale. Vogliamo effettuare un intervento che ci possa garantire un ciclo di vita per almeno altri 40 anni escludendo, dunque, di applicare cerotti».
