I pompieri della Lavizzara vicini ai colleghi di Crans-Montana

«Anche noi ci siamo sentiti impotenti. È una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene». È quanto scrivono i pompieri della Lavizzara in una lettera aperta di solidarietà ai colleghi intervenuti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, l’incendio che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Il testo è stato pubblicato sulla loro pagina Facebook tradotto anche in francese.
«Abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile. Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi», scrive lo Stato maggiore ticinese rivolgendosi al comandante della Svizzera francese. E si riavvolge il nastro del tempo al 2024, quando la furia della natura si era scatenata sull’alta Vallemaggia: «In quei momenti, anche noi ci siamo sentiti impotenti. Le sue parole, “nessuno era pronto per una cosa del genere”, esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell’aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri. Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare».

«Non siete soli»
E, infine: «Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli. Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri. Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria».
Il testo integrale
Cari Colleghi,
Egregio Comandante,
abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile.
Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi. Nel 2024, l'alluvione che ha colpito la nostra regione ha portato morte e distruzione, travolgendo il nostro tenitorio e colpendo duramente anche il Corpo Pompieri Lavizzara. In quei momenti, mentre la furia della natura operava i suoi disastri, anche noi ci siamo sentiti impotenti. É una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene.
Le sue parole, «nessuno era pronto per una cosa del genere», esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell'aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri.
Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare. Anche tra le nostre fila molti sono rimasti segnati, qualcuno ha vacillato, qualcuno ha pensato di fermarsi. Non è debolezza: è umanità.
Eppure, proprio nel momento più buio, abbiamo scoperto - come lo state scoprendo pure voi - la forza della grande famiglia dei soccorritori. La solidarietà tra corpi, il sostegno reciproco, la presenza silenziosa ma concreta di chi capisce senza bisogno di spiegazioni. É questo che ci ha permesso di rialzarci, seppure profondamente segnati.
Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli.
Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri.
Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Il vostro tenitorio ha bisogno di voi, ma prima ancora voi avete il diritto di prendervi cura di voi stessi, come comunità e come persone.
Da parte del Corpo Pompieri Lavizzara, vi inviamo la nostra più sincera solidarietà, il nostro rispetto e il nostro incoraggiamento a non mollare. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria.
Con stima e fratellanza,
a nome del Corpo Pompieri Lavizzara