Il caso Gobbi è chiuso: nessun ricorso contro il proscioglimento dei due agenti

Il caso Gobbi è chiuso. Ne dà notizia la RSI, specificando che il procuratore generale Andrea Pagani non ha inoltrato ricorso contro la sentenza del 15 ottobre scorso, sentenza con cui la Pretura penale aveva prosciolto i due agenti della Polizia cantonale che, nel novembre del 2023, si erano occupati dell'incidente stradale lungo l'autostrada A2 con protagonista il consigliere di Stato leghista.
Pagani, come noto, aveva rinviato entrambi a giudizio per favoreggiamento. Un'accusa che i due agenti, sostenendo di aver gestito in maniera corretta gli accertamenti sul tasso alcolemico di Gobbi, avevano respinto.
La giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti aveva dato loro ragione. Nessun dubbio sui presupposti oggettivi del reato, ma dal profilo soggettivo gli agenti sono stati assolti in virtù del principio in dubio pro reo. La decisione è quindi cresciuta in giudicato.
Norman Gobbi, mesi fa, aveva preso atto della sentenza emessa dalla Pretura penale ed espresso la sua «umana vicinanza ai due agenti della Gendarmeria coinvolti». Il commento del consigliere di Stato, inviato pochi minuti dopo la lettura della sentenza, era stato piuttosto asciutto. Il consigliere di Stato aveva dichiarato di non voler «fornire ulteriori commenti su una vicenda» che aveva fatto «fin troppo discutere», limitandosi a ricordare «che dal profilo civilistico» era stato «pienamente indennizzato» e che nei suoi confronti non era mai stata formulata «alcuna ipotesi di reato» né era mai stato aperto «alcun procedimento penale, a conferma della correttezza» del suo operato «in relazione all’incidente in oggetto».
Chi, invece, si era lasciato andare a un commento più carico di emozione era stato Daniele Piccaluga. Il coordinatore della Lega aveva parlato di «grande gioia» per l’assoluzione dei due agenti. «Eravamo sicuri che la giustizia avrebbe fatto il suo corso e abbiamo sempre creduto nell’innocenza dei poliziotti coinvolti». E ancora: «L’assoluzione permette di guardare avanti. Il Canton Ticino ha bisogno di tornare a parlare dei problemi veri che affliggono i cittadini».
