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Il dialetto ticinese si mette la toga

Con l’ottavo e ultimo «Volabass», Christian Demarta porta i modi di dire locali nella lingua di Cicerone – Da «cünta sü la rava e la fava» a «perché la gamba l’è tacada al pè»
Jenny Covelli
29.10.2026 23:38

«Cünta sü la rava e la fava» (cioè dilungarsi in spiegazioni non richieste) diventa rapam et fabam narrare. E alla domanda «perché?» si può rispondere: «Perché la gamba l’è tacada al pè», in latino quia crus pedi adhaeret. È il salto, ironico e surreale, al centro di Volabass 8, che rebelòtt!, l’ottavo e conclusivo volume della serie firmata da Christian Demarta.

La novità è proprio la lingua di Cicerone: le espressioni dialettali vengono tradotte alla lettera e spiegate in italiano, tedesco, francese, romancio, inglese e spagnolo, a cui si aggiunge il latino classico, curato da Benedino Gemelli. Ne nasce «un cortocircuito tra l’osteria e il foro romano», con i modi di dire ticinesi vestiti di toga.

Chi si «stravacà sul divano», abbandonato e scomposto, nel volume finisce tradotto in latino come recubans tamquam bos. E a chi non dimostra grande abilità o impegno arriva un consiglio poco incoraggiante ma molto chiaro: «Sta a ca a fa calzétt!». Che con le giornate che si accorciano e la temperatura che si abbassa, non è forse un cattivo consiglio, anche il latino: domi mane pedulibus texendis intentus!

Il volume è disponibile da metà ottobre nelle librerie della Svizzera italiana e sul sito volabass.com. La presentazione ufficiale si terrà martedì 10 novembre, alle 20, nell’aula magna delle scuole elementari di Grono. La serata sarà condotta da Moira Bubola e vedrà la partecipazione di Gemelli, del grafico Lulo Tognola e di Demarta.

I precedenti volumi

Volabass e schiva i sass!, Volabass 2: sta schisch!, Volabass trì: mòcala lì!, Vola bass 4: fan ‘na pell, Volabass 5: dàgan ‘na fèta!, Volabass 6: sbassa la cresta!, Volabass 7: sü da cò!.

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