Territorio

Il lungo ritardo di Valera e le ragioni di un'attesa

Sono trascorsi quattro anni dal voto in Gran Consiglio che ha accolto la creazione di un’enorme area agricola e di svago tra Rancate, Genestrerio e Ligornetto, ma il progetto non è mai partito – A bloccare l’attuazione del Piano di utilizzazione cantonale sono 3 ricorsi, fermi sui banchi del TRAM
©Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
17.08.2026 06:00

Cosa succede a Valera? Se lo stanno chiedendo in tanti perché a 4 anni dal voto in Gran Consiglio con cui è stata accolta l’idea di creare una grande area verde a scopo agricolo e ricreativo nel comparto non è cambiato nulla. Nessuna riconversione agricola, nessun recupero naturalistico, nessuna vocazione ricreativa. I 160.000 metri quadrati di terreno incastonato tra i quartieri di Rancate, Ligornetto e Genestrerio sono sempre in attesa del loro destino. E l’attesa dura da ormai un quarto di secolo.

Utilizzando termini precisi, all’orizzonte c’è l’attuazione del Piano di utilizzazione cantonale del comparto di Valera (PUC di Valera), un progetto da 16,9 milioni accolto dal Gran Consiglio nel settembre 2022 dopo un lungo dibattito (non solo in aula, vedi CdT del 21 settembre 2022). In quel periodo del progetto si parlò in lungo e in largo. Tante le reazioni di soddisfazione all’accoglimento di un disegno che avrebbe riconsegnato «al Mendrisiotto e ai suoi abitanti il proprio polmone verde», ma anche più semplicemente «restituito il comparto all’agricoltura». Poi è sostanzialmente calato il silenzio, fino all’aprile 2023, quando era emerso che contro la decisione del Gran Consiglio era stato inoltrato un ricorso e che lo stesso era sui banchi del Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). In seguito ancora silenzio.

Non uno ma tre

Per capire a che punto è il progetto ci siamo rivolti al TRAM, con l’intento di scoprire se il ricorso è stato evaso. E abbiamo scoperto che il PUC Valera di passi in avanti in questi anni non ne ha fatti, perché si trova sempre «bloccato» al TRAM. Il ricorso, inoltre, non è soltanto uno. «Contro il PUC Valera sono stati inoltrati nel 2023 tre ricorsi e sono tuttora pendenti», spiega la presidentessa del Tribunale Flavia Verzasconi. Forse però, aggiunge, l’attesa è agli sgoccioli: «Ci vorrà ancora qualche mese per la loro evasione», conclude.

Informazioni più precise sui contenuti dei ricorsi e sui tempi di evasione degli stessi non ce ne sono. Qualche indizio sul nodo della diatriba però è trapelato. Anche perché che l’attuazione del PUC dovesse superare un grande ostacolo è chiaro a tutti da sempre ed era stato messo nero su bianco anche nel messaggio governativo e nel rispettivo rapporto commissionale.

Il nodo da sciogliere

Il dettaglio (anche se forse è ben più di un dettaglio) che ostacola la riconversione verde di Valera è di tipo economico. Il nodo è infatti espropriativo. Per poter attuare il PUC è necessario dismettere le attività industriali oggi presenti nell’area ed espropriare i relativi terreni. Sul valore di questi ultimi non si è però mai trovato un accordo. Il Cantone pensa a una compensazione nell’ordine dei 10 milioni, i proprietari (si è sempre parlato di due società e una comunità ereditaria) volevano rimborsi per 42.

A trovare una soluzione, definendo il valore dei terreni, potrebbe essere il TRAM. Se così non sarà, o se la sentenza del Tribunale non soddisferà i ricorrenti (o il Cantone), il comparto Valera potrebbe prolungare ulteriormente l’attesa del suo destino. Anche se, va detto, nel rapporto della Commissione ambiente, territorio ed energia si ipotizzava una «scorciatoia»: «I tempi di realizzazione degli interventi saranno condizionati dalle procedure e dalle quasi certe vertenze giudiziarie - non si nascondeva -. Tuttavia, in caso di contenzioso il Consiglio di Stato potrà chiedere l’anticipata immissione in possesso dei fondi, prima della stima e prima del pagamento dell’indennità. Ciò consentirà di realizzare gli obiettivi del PUC Valera senza attendere la definizione giudiziaria della vertenza sulle indennità espropriative».

In questo articolo:
Correlati