Al Maglio

Il MAT potrebbe aver trovato una nuova casa

Lugano e Canobbio si sono detti disposti a entrare in materia per l’inserimento del centro artistico in un edificio da ristrutturare all’interno del futuro Parco dello Sport - Ora serviranno verifiche a livello economico e pianificatorio
©CdT/Gabriele Putzu
Federico Storni
12.07.2023 06:00

Potrebbe trovare casa al Maglio a Canobbio, sul Piano della Stampa, il Movimento Artistico Ticinese. Il MAT, forse si ricorderà, è ormai da alcuni anni alla ricerca di una nuova sede, in quanto l’edificio che ospita il centro artistico fondato da Mirko D’Urso verrà demolito nell’ambito della riqualificazione del fiume Cassarate a Cornaredo. Potrebbe finalmente averla trovata. Il condizionale a questo punto è d’obbligo in quanto la discussione è ancora nelle sue prime fasi e quasi nulla è ancora stato deciso. Di certo sappiamo che vi è stato un incontro tra D’Urso, Lugano (proprietari del terreno) e Canobbio (sul cui territorio si trova il terreno) e che i Municipi di entrambi i Comuni hanno accettato di entrare in materia, a questo stadio chiedendo alcuni complementi al MAT: la Città riguardo allo sostenibilità finanziaria del progetto, Canobbio riguardo soprattutto alla tematica della quiete pubblica. Sarebbero inoltre necessarie anche alcune verifiche pianificatorie.

Con un occhio al rumore

La questione di dove possa spostarsi il MAT - frequentato da centinaia di persone fra allievi e studenti - è annosa ed era stata molto raccontata un quinquennio fa, salvo poi proseguire sottotraccia, senza però finora risolversi. «È diverso tempo che cerchiamo soluzioni - dice il capodicastero Cultura di Lugano Roberto Badaracco - ma non era stato possibile trovare edifici della Città che potessero ospitare la scuola. Il Maglio, in base al progetto che ci è stato presentato, soddisferebbe tutte le necessità del MAT». L’auspicio per il vicesindaco è che la proposta possa andare in porto: «Il MAT è una realtà che teniamo possa restare a Lugano, anche alla luce delle numerose collaborazioni in ambito artistico, per esempio con il LAC».

Anche Canobbio, sollecitato dalla Città, si è espresso in favore dell’entrata in materia. Come si apprende da una risoluzione municipale pubblicata all’albo, il Comune ha scritto alla Città mettendo l’accento soprattutto sulla questione rumore. In passato quell’area aveva ospitato il Centro sociale il Molino, poi fatto sloggiare nel 2002 in particolare in seguito alla vibranti proteste proprio di Canobbio, che lamentava un inquinamento acustico nelle ore piccole. Va da sé che l’attività del MAT è ben difficilmente comparabile per orari e tipologia a quella del CSOA, ma il Comune ha comunque ritenuto di mettere dei paletti. Più in generale, ci ha riferito il sindaco Roberto Lurati, Canobbio e Lugano stanno lavorando a un’ordinanza condivisa sulla quiete pubblica che regoli questo aspetto per tutta l’area del Maglio, al centro in questi tempi di grandi cambiamenti.

Sport tutt’intorno

Da ormai un anno e almeno per un altro ancora, nella zona si sta infatti costruendo il Centro sportivo al Maglio, denominato anche Parco dello sport. IlCentro, complementare al Polo sportivo e degli eventi, ospiterà in particolare quattro campi da calcio, un autosilo sotterraneo e un edificio multifunzionale legato alle necessità del futuro campo principale. Più in generale è prevista la riqualificazione dell’intera area (novantamila metri quadrati) e in essa è anche da decidere che futuro dare all’edificio che potrebbe ospitare il MAT, dato che è dismesso da tempo. Secondo Badaracco l’inserimento di una scuola artistica non è conflittuale: «Diverrebbe un centro di formazione sportiva e culturale». Il progetto di D’Urso peraltro non prevederebbe nuove costruzioni, bensì la conservazione dell’esistente, tramite un risanamento. Se ne saprà di più con l’evolversi del progetto: l’ipotesi di lavoro al momento è che sarà il MAT a finanziare la ristrutturazione, in cambio di un diritto di superficie. Se la cosa andrà in porto, in ogni caso, a un certo punto sulla proposta si dovrà esprimere il Consiglio comunale di Lugano, e forse anche quello di Canobbio.

La piazza sul fiume

Il MAT dalla sua fondazione ha sede sulla rive del Cassarate a Cornaredo, e da diversi anni sa che dovrà fare spazio alla riqualificazione di queste ultime. A tal proposito il progetto cantonale - che prevede tra l’altro la creazione di una piazza sul fiume - ha staccato la licenza edilizia ormai da diverso tempo e proprio in questi mesi i Comuni interessati devono dare luce verde al finanziamento. Canobbio e Porza l’hanno fatto nelle scorse settimane, mentre si attende ancora che si esprima il Consiglio comunale di Lugano. L’auspicio è di cominciare i lavori nel 2024 e terminarli nel 2026. In questo lasso di tempo l’edificio che oggi ospita il MAT verrà demolito (per l’espropriazione del terreno si stima ci vorranno fra i 3 e i 4,5 milioni).

Tempi relativamente stretti

Per fare andare in porto il trasloco i tempi sono dunque relativamente stretti, anche perché sarebbe auspicabile che la ristrutturazione dell’edificio al Maglio rientrasse nella finestra dei lavori per completare il Centro sportivo, per evitare di estendere le fasi di cantiere. Ma questo è guardare ben oltre a come stanno le cose oggi, come d’altronde ribadisce il direttore del MAT Mirko D’Urso: «Quella al Maglio è una soluzione a cui siamo interessati ma al momento è tutto in divenire perché dobbiamo prima capire la fattibilità a livello pianificatorio e finanziario: il nostro progetto prevede un investimento per noi importante e non evidente da raggiungere».

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