Cantone

Il poligono del Ceneri finisce già nel mirino

Prime reazioni politiche agli sviluppi sul progetto del nuovo Centro polifunzionale - Il PLR chiede una stima aggiornata dei costi e di verificare se la struttura, la cui realizzazione richiederà un esborso di circa 108 milioni di franchi, sia ancora sostenibile oppure se possa essere ridimensionata
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Ginevra Corzani
28.08.2026 16:00

Il progetto del nuovo Centro Polifunzionale d’Istruzione e Tiro (CPIT) – il nuovo poligono interrato al Monte Ceneri, per intenderci – ha recentemente compiuto un decisivo passo in avanti ma ha già suscitato dei dubbi politici. Sfociato in una richiesta di chiarimento al Governo, soprattutto sui costi.

I dubbi dei liberali-radicali

La struttura riunirà sotto un unico tetto dieci società di tiro del cantone, Esercito, Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, tiro di caccia oltre a diverse attività supplementari di valenza regionale. Negli scorsi giorni sono stati pubblicati quattro bandi di concorso e l’inizio dei lavori è previsto per marzo 2028. «L’obiettivo tecnico è presentare al Governo il messaggio per il credito di costruzione entro fine gennaio 2027», ha spiegato mercoledì al Corriere del Ticino il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, Ryan Pedevilla.

Il credito dovrà infine passare dal Parlamento e tra le forze politiche rappresentate a Palazzo delle Orsoline c’è già chi ha tirato il freno: in un’interrogazione, il PLR ha criticato il progetto, sostenendo che l’esborso finanziario è troppo elevato per un’iniziativa di questo genere. Inizialmente, nel 2017-2018, i costi per la costruzione del poligono erano stati stimati in 31 milioni di franchi, cifra che oggi è stata rivista al rialzo fino a circa 108 milioni di franchi. Alla luce di questo prospettato rincaro, il PLR ritiene necessario rivalutare se il poligono sia davvero così indispensabile. «La situazione finanziaria del Cantone impone sempre più chiaramente di stabilire delle priorità», si legge nell’interrogazione presentata dal capogruppo Matteo Quadranti e dalla deputata Natalia Ferrara. Per i due parlamentari, bisogna valutare attentamente si il progetto debba rientrare tra le priorità finanziarie del Cantone. L’atto politico contiene una serie di domande al Consiglio di Stato, al quale viene chiesto di «riflettere seriamente» sull’opportunità di dare la precedenza a questo progetto a scapito di altre esigenze che, pure richiedono un investimento finanziario. Il PLR riconosce che, nell’arco di anni e anni di progettazione, sviluppi e cambiamenti siano fisiologici, ma sottolinea come «un progetto che passa da alcune decine a oltre cento milioni di franchi non sia più, finanziariamente, lo stesso progetto».

Nell’interrogazione, i due deputati chiedono al Consiglio di Stato di fare chiarezza sui costi aggiornati del progetto (complessivi e a carico del Cantone) e di rendere noto quanto sia già stato speso finora tra progettazione, concorsi e consulenze esterne. Domandano inoltre su quali basi si sia deciso di proseguire nonostante i costi in costante aumento, e se siano state valutate varianti progettuali più sostenibili, incluso il risanamento di stand di tiro già esistenti sul territorio come alternativa alla costruzione di uno nuovo. Infine, Quadranti e Ferrara propongono l’introduzione di un meccanismo formale di riesame per i grandi investimenti pubblici, «da attivare quando tra decisione iniziale e realizzazione passano molti anni o quando i costi lievitano in modo sostanziale, così da poter riverificare necessità, dimensionamento e priorità dell’opera prima di impegnare ulteriori risorse pubbliche».

Adesso tocca al Parlamento

La palla, ora, è nel campo del Governo. Una volta approvato il messaggio con il credito di costruzione toccherà al Parlamento stabilire se questi quasi 110 milioni di franchi valgano l’investimento. La strada è tutt’altro che in discesa e vista l’entità della spesa, sullo sfondo c’è anche il referendum finaziario obbligatorio.

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