L'iniziativa

Il riale di Lodano diventerà una «perla»

Il fiume che percorre i 18 chilometri, dai 2.322 metri del Pizzo Cramalina fino alla confluenza con la Maggia, è stato nominato dal WWF come potenziale area di valorizzazione - Primo passo con la serata pubblica del 23 febbraio
La rappresentante dell’associazione Perla d’acqua, Gabriele Aebli consegna la statuetta di nomina ai rappresentanti degli enti locali (da sinistra a destra: Fabrizio Sacchi, municipale di Maggia; Gabriele Aebli, associazione Perla d’acqua; Lorenzo Franscioni, presidente Patriziato di Lodano) © WWF Svizzera
Red. Locarno
14.02.2026 06:00

Il riale di Lodano si prepara a diventare un «gioiello» naturalistico. Il fiume che scorre lungo 18 chilometri (dalla fonte del Pizzo Cramalina, a 2.322 metri di altitudine, fino alla confluenza con la Maggia, a 330 dove inizia l’omonimo villaggio) è stato infatti nominato giovedì dal WWF come potenziale area di valorizzazione. Il primo passo per l’ottenimento del marchio «Perla d’Acqua» è in programma lunedì 23 febbraio alle 20, quando - nella sala patriziale della frazione nel Comune capoluogo - si terrà una serata informativa.

L’etichetta promossa dall’associazione ambientalista sarà garanzia dell’impegno della comunità affinché la natura «selvaggia» (così è definita dagli specialisti) dell’affluente resti tale, creando, tra le altre cose, anche una zona in cui la flora e la fauna possano crescere e prosperare. Situazioni del genere, rilevano i promotori in un comunicato, sono molto rare e rappresentano solo il 4% dei casi sul totale del panorama svizzero. Gli esperti hanno selezionato il riale riconoscendo l’impegno degli attori locali nel proteggere la pittoresca porzione del territorio. «Sono state riconosciute le peculiarità del prezioso torrente», afferma, sempre nella nota, il municipale Fabrizio Sacchi.

L’obiettivo del marchio è far sì che la natura definita «selvaggia» del torrente resti tale e ricca di biodiversità

L’iter verso il «diploma»

La biodiversità delle foreste del luogo è «unica nel suo genere» ed fa parte del Patrimonio mondiale delle Antiche faggete. «Siamo fieri di questa designazione, che per noi rappresenta probabilmente l’ultimo tassello ancora mancante per la valorizzazione della nostra valle», dichiara il presidente del Patriziato locale Lorenzo Franscioni, che ha ritirato insieme al rappresentante dell’Esecutivo un encomio dalle mani della responsabile del progetto della realtà nazionale Gabriele Aebli. Il collega Pietro Garzoli, biologo ed educatore ambientale, spiega quali sono i passi iniziali per la certificazione completa, successivamente all’incontro preliminare rivolto alla popolazione: «Gli interessati saranno invitati a due laboratori in cui si discuterà dei provvedimenti indirizzati a mantenere o migliorare lo stato del ruscello. Nel corso di questi appuntamenti, i gruppi prepareranno un dossier per la richiesta. La documentazione sarà poi inviata a una commissione indipendente, la quale deciderà se i requisiti richiesti per la conclusione del percorso saranno soddisfatti. A quel punto, è prevista la consegna del titolo».

Possibilità di rafforzamento

Secondo quanto riportato dal sito www.perladacquaplus.ch, l’acquisizione del segno distintivo permette un rafforzamento della varietà della vita, promuovendo specie e habitat diversificati, al fine di ottenere un miglioramento della qualità di vita e la salvaguardia delle aree ricreative, con un contributo alla protezione dai pericoli ambientali. Ma non solo. In prospettiva, infatti, «si creerebbe un vero e proprio punto d’interesse turistico nella regione, simbolo di identità e attaccamento, oltre che potenziale fonte di finanziamenti per il suo sviluppo e mantenimento».