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Il Ticino nella morsa della canicola, ma c’è pure chi sta peggio

Con l’estate appena iniziata l’Europa si ritrova già sotto una cappa di calore soffocante: dalle pianure italiane alle città svizzere le notti non rinfrescano più – L’OMS: «Oltre 200 mila morti in 4 anni per il caldo»
©CdT/Chiara Zocchetti
Allegra Morel
22.06.2026 14:30

Il caldo non dà tregua all'Europa, immersa in quello che appare uno dei periodi di canicola più lunghi registrati negli ultimi anni. Iniziata intorno alla metà di giugno, questa ondata di calore, che in alcune città europee ha già toccato i 40 °C, non sembra voler lasciare il territorio fino almeno all’inizio di luglio, stando alle previsioni. Il Ticino purtroppo non è da meno. Arrivata il 18 giugno con l’allerta di grado 3 emanata da MeteoSvizzera, la canicola ha investito il cantone e il resto del Paese senza fare sconti. Con minime che non scendono sotto i 20 °C e massime che hanno toccato i 37 °C lo scorso weekend, i ticinesi si sono rifugiati tra lidi e laghetti per far fronte a un’afa che dovrebbe accompagnarci fino alla fine di queste ultime settimane di giugno.   

Soprattutto nelle città, la mancata escursione termica tra il giorno e la notte è dettata dalla brevità delle notti rispetto alla prolungata esposizione diurna al sole. Tradotto: il tempo che il terreno ha per disperdere il calore accumulato durante il giorno è molto limitato e le temperature minime non raggiungono soglie potenzialmente rinfrescanti. Quest'oggi il livello di pericolo è stato rialzato da 3 a 4 in diverse parti della Svizzere a partire da mezzogiorno. Le regioni interessate sono quelle dei Tre Laghi, del Vallese centrale e dell'Arco lemanico.

© MeteoSvizzera
© MeteoSvizzera

Alle 13 sono stati misurati 32,1 gradi a Sion, 31,3 gradi a Ginevra e 31 gradi a Neuchâtel. A Delémont, alla stessa ora, la temperatura raggiungeva addirittura i 33 gradi, stando a MeteoSvizzera.

Il TCS ha persino fornito consigli alla popolazione per evitare rischi quando si utilizza l’automobile. Le temperature torride causano infatti rapidamente il surriscaldamento delle vetture e possono mettere in pericolo la vita di persone e animali. La maggior parte delle persone spesso sottovaluta il fatto che all'interno di un'auto esposta ai raggi roventi del sole, in pochi minuti si possono raggiungere valori estremi. Se lasciata sotto il sole cocente, una macchina può surriscaldarsi fino a toccare 50 gradi già dopo pochi minuti e, dopo un'ora, può addirittura arrivare a 80 gradi.

Caldo killer in Europa

Negli scorsi giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha lanciato l’allarme: le temperature in Europa stanno crescendo a un tasso doppio rispetto alla media globale e negli ultimi 4 anni, nel Vecchio Continente, le ondate di calore estremo hanno causato oltre 200 mila morti. Hans Kluge dell’OMS, in occasione del lancio delle linee guida per i piani d'azione contro il caldo, ha evidenziato: «Le ondate di calore non sono più anomalie meteorologiche isolate. Sono ormai una crisi ricorrente che infligge sofferenza, miete vittime e mette a dura prova i nostri sistemi sanitari e le nostre infrastrutture». 

La lista degli interventi proposti dall’OMS è lunga e, purtroppo, viene spesso trascurata: si parla di «rendere più verdi le nostre città a creare un network di centri di accoglienza per sfuggire al caldo; dai servizi sociali che verificano l'idratazione degli anziani alla formazione di insegnanti e operatori dell'infanzia per riconoscere i sintomi delle malattie legate al calore». E ancora, «l'introduzione di pause o turni flessibili, per evitare che i lavoratori si espongano al sole di mezzogiorno, fino alla garanzia di un numero sufficiente di personale in servizio nelle strutture sanitarie durante le ondate di calore. Le soluzioni sono pratiche, accessibili e scalabili». 

©WeatherOnline
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Il Nord Italia boccheggia

Nelle varie città europee la situazione non differisce molto rispetto alla Svizzera. In Italia, soprattutto al Nord, ancora per almeno una settimana le temperature previste sforano di dieci gradi quelle medie del periodo. Il Ministero della salute ha infatti indicato il livello di rischio più alto (livello 3) per nove città, tra cui Milano, Torino, Bologna e Firenze. 

Nel Capoluogo lombardo le massime si aggireranno attorno ai 36/38 °C per tutta la settimana. A Torino si prevede di toccare i 39 °C, con grandi rischi per gli anziani e le persone più fragili o con problemi di salute, mentre Roma e Napoli non dovrebbero superare i 36 °C. al sud invece la situazione sembra meno allarmante, grazie a una maggiore escursione termica le massime non dovrebbero superare i 35 °C.  

Colpite anche Francia, Spagna e Germania

Nel resto d’Europa i Paesi più colpiti sembrano Spagna e Francia. Circa 35 dipartimenti francesi sono nello stato di massima allerta con temperature attese tra i 39 e i 40 °C dal sud-ovest fino alla regione di Parigi. A causa dell’ondata di caldo sono stati cancellati o rinviati diversi eventi pubblici.

La «Fete de la Musique», un importante festival musicale di strada, non ha subito rinvii, ma il governo ha deciso di vietare il consumo di alcolici durante i concerti nelle zone di allerta rossa, fonte di rischio di disidratazione e possibili «colpi di calore». Lo scopo è quello di ridurre i pericoli per la popolazione e, allo stesso tempo, sovraccaricare di lavoro il personale sanitario dei pronto soccorso. 

In Spagna il termometro ha già superato i 40 °C e non sono attesi miglioramenti fino a metà settimana. Anche in Germania le temperature registrate sono ben al di sopra di quelle usuali per questo periodo: si aggirano infatti attorno ai 37 °C in diverse zone, con massime introno ai 39 °C entro mercoledì.  

Sporadici temporali sono previsti a metà settimana e dovrebbero portare un po’ di aria fresca, ma solo per brevi periodi. Insomma, pare proprio che non ci libereremo della canicola almeno fino ai primi di luglio.  

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