Il Ticinopass amplia il calendario, appuntamento annuale con le cime

Tante realtà, una proposta comune, riconoscibile e forte. È l'ambizione di Ticinopass, l'abbonamento che unisce «la montagna ticinese, tutto l'anno». Cinque grandi comprensori e otto stazioni minori sotto un unico abbonamento che, dalla stagione 2026-2027, non è più solo invernale. La novità è la formula, la sfida è far convivere operatori con dimensioni, calendari e interessi diversi. Con una parola d'ordine: destagionalizzare. Insomma, riunire le destinazioni montane ticinesi sotto un unico cappello, con l’obiettivo di consentire a residenti e turisti di utilizzare gli impianti sia in inverno sia in estate, secondo i rispettivi periodi di apertura.
Sono tre le formule presentate in conferenza stampa, che affiancano l'abbonamento annuale: Annual Light, valido dal lunedì al venerdì (salvo festivi e vacanze); Metà Prezzo, che sconta del 50% le giornaliere; Discovery 3×3, un'offerta che consente di usare tre impianti diversi in tre diverse giornate sull'arco dell'intero anno. Elia Frapolli, consulente di Ticinopass, ha definito quest’ultima opzione «un ottimo regalo di Natale». La rete attuale comprende i cinque grandi comprensori — Airolo-Pesciüm, Bosco Gurin, Carì, Nara e Campo Blenio — e tutte le otto piccole stazioni: Cioss-Prato, Airolo-Lüina, Prato Leventina, Bedrina-Dalpe, Mogno, Cappellina-Piano di Peccia, Alpe di Neggia e Bedea-Novaggio.
Il cambio di governance
Ticinopass, lo ricordiamo, è attivo dal 2024: le prime due stagioni sono state impostate sull’inverno. Elia Frapolli, consulente fin dall’avvio, ricorda che il progetto è nato per «mettere in rete gli impianti e creare un centro di competenza capace di generare sinergie fra i partner», in una direzione sostenuta anche dal Cantone. Per Fabio Schnellmann, che ha assunto la presidenza di Ticinopass Sagl, le stazioni hanno bisogno di una voce comune: «Il Ticino ha un patrimonio straordinario, ma un’offerta di qualità non basta da sola, bisogna valorizzarla e renderla accessibile». Nell'ottobre 2025, il Gran Consiglio ha approvato il credito quadro a favore degli impianti sciistici ticinesi (per un totale di 5,6 milioni di franchi) quale «contributo fondamentale anche per tutta l’economia delle valli e per la promozione della montagna». «In quell'occasione – ha ribadito questa mattina Schnellmann – ho ricordato che non tutti hanno le risorse per andare a St. Moritz o Zermatt. Le nostre stazioni offrono opportunità per tutti». Alcuni Comuni, inoltre, rimborsano ai domiciliati il 10-20% del costo del pass.
Il cambiamento organizzativo comprende anche la nuova direzione di Ticinopass Sagl affidata a Luca Cereghetti, economista aziendale con esperienza in aziende nazionali e internazionali. Operativo da poco più di due settimane al momento del lancio, il direttore eredita un progetto in corsa e una governance rinnovata. «Il Ticino è un pezzo di territorio troppo piccolo per pensare di lavorare ognuno per conto suo», dice, indicando nella cooperazione fra stazioni la condizione per far funzionare la rete. La nuova direzione dovrà trovare un equilibrio fra operatori diversi e mettere alla prova una struttura comune, senza cancellare le specificità dei comprensori.
Partner anche negli incassi
Ma come sono andati i primi due anni di Ticinopass? L'ex presidente Denis Vanbianchi – direttore degli impianti di Campo Blenio – ricorda che il primo inverno si è avvicinato agli obiettivi, mentre il secondo è stato «al di sotto delle attese», principalmente a causa delle condizioni meteorologiche avverse (la mancanza di neve), ma anche perché «i partner si sono in parte autogestiti e alcune attività previste non sono state portate avanti». Pure Cereghetti riconosce che nella seconda stagione è mancata la crescita attesa, come pure «un po’ di dinamismo»: «È proprio quello che, con grandi sforzi, stiamo cercando di portare in questa terza stagione. Rilanciare il prodotto e differenziarlo, incrementando un'offerta accattivante».
Resta da affinare la ripartizione degli incassi tra le differenti destinazioni. La chiave di riparto consente in gran parte una equa distribuzione del fatturato, chiarisce il direttore, il quale precisa: «C'è comunque anche un lavoro interno del Consiglio di amministrazione per valutare l'andamento effettivo della stagione, soprattutto quella invernale. La flessibilità è necessaria perché la neve non cade allo stesso modo in tutte le stazioni», e proprio questo rende la ripartizione un tema sensibile per i partner. «Il dialogo è fondamentale e c'è la collaborazione da parte di tutti gli attori coinvolti. Il Ticinopass per sua natura punta verso questa direzione».
Mettere in rete, creare sinergie, pensare in grande. Sono queste le intenzioni del rinnovato Ticinopass. Un'offerta pensata per i ticinesi, che si apre anche al turismo. «Quella che loro chiamano “destagionalizzazione”, io la ribattezzo “annualizzazione”», ha commentato il direttore dell’OTR Bellinzonese e Alto Ticino Juri Clericetti. «Perché è tutto l’anno che dobbiamo saper lavorare, essere capaci di proporre "altro". Gli impianti di risalita devono diversificare e lo fanno già nel loro piccolo. Grazie al Ticinopass annuale, fanno ora un passo ulteriore». L'obiettivo per il futuro? «Un pass a 360 gradi, che si apra anche alle stazioni verticali del cantone con vocazione estiva», conclude il presidente Schnellmann. «Il dialogo è aperto», assicura il direttore Cereghetti, «è previsto anche uno studio che analizzi la situazione nel dettaglio per proporre le soluzioni migliori e allarghi la rete».
Dalle montagne ai turisti, la sfida dell’annualità
L’estensione annuale del Ticinopass può servire non soltanto a prolungare l’utilizzo degli impianti, ma anche ad allargare il pubblico. È la lettura di Juri Clericetti, direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (OTR-BAT), che sostiene il progetto sul piano finanziario e promozionale. Nel territorio dell’OTR si trovano quattro delle cinque grandi stazioni ticinesi e quattro delle otto piccole: una presenza che, precisa Clericetti, rende il pass un tassello importante dell’offerta invernale e della sua evoluzione.
Finora il bacino era composto soprattutto da residenti e proprietari di seconde case. Le nuove formule, più flessibili, possono invece rivolgersi anche ai turisti che soggiornano nella regione e a chi potrebbe sceglierla per una vacanza. «Ticinopass» diventa così, nelle parole del direttore dell’OTR, «un importante strumento di marketing e promozione turistica», oltre che un abbonamento.
La sfida è fare in modo che l’annualità si accompagni a occasioni concrete per vivere la montagna anche fuori dall’inverno: escursioni, ciaspolate, gastronomia e altre attività che diversi impianti stanno già sviluppando.
Tra i mercati da raggiungere, Clericetti indica il Nord Italia, che considera ancora da valorizzare pienamente. «Una possibilità è rafforzare la promozione insieme a FFS e TILO, facendo conoscere i collegamenti ferroviari da Malpensa verso Varese, Mendrisio, Lugano e le località montane». Una sinergia «auspicata», così come l’allargamento della rete agli impianti a vocazione estiva: il dialogo con l’Unione trasporti pubblici e turistici Ticino (UTPT) è il passaggio indicato per coinvolgerli. L’obiettivo, conclude Clericetti, è superare la promozione di singole destinazioni e presentare le montagne ticinesi come «un’offerta più ampia», senza perdere il ruolo centrale degli sport invernali.

