Locarno

«In Città Vecchia da sistemare non c'è solo il traffico»

Le consigliere comunali Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva chiedono di integrare il centro storico nel progetto di riqualificazione degli spazi urbani che prevede di rinnovare una superficie complessiva di 50mila metri quadrati con un investimento di 20 milioni di franchi
© CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
19.01.2026 16:45

La Città Vecchia non è stata integrata nel progetto «La nouvelle belle époque» per la valorizzazione degli spazi urbani del centro di Locarno? Peccato, ma non è troppo tardi per compiere adesso un passo in questa direzione così da poter procedere ad una riqualificazione unitaria del cuore storico della città. La pensano in questo modo le consigliere comunali del Centro Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva, le quali chiedono di ampliare il perimetro degli interventi affinché sia dato e ulteriore lustro al quartiere che sostituisce un patrimonio urbanistico, culturale, sociale ed economico di primaria importanza. Nella loro mozione, sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Giuseppe Abbatiello, Simone Beltrame, Saso Lazarov e Mattia Scaffetta, le due rappresentanti del Centro rammentano che oggi i nuclei storici rischiano di perdere funzioni, qualità di vita e attrattività se non accompagnati da una strategia chiara e da investimenti mirati, capaci di coniugare tutela del patrimonio, vivibilità, accessibilità e sviluppo economico». Da qui, dunque, la proposta di indire un secondo concorso di riqualificazione urbanistica dedicato alla Città Vecchia concepito in dialogo e continuità con il progetto «La nouvelle belle époque», nonché con gli indirizzi del Programma di azione comunale (PAC).

Si parte dagli estremi

Intanto, la scorsa settimana il Municipio ha dato luce verde al messaggio con il quale sottopone al Consiglio comunale la richiesta di un credito di 15,7 milioni per finanziare la prima tappa dei lavori de «La nouvelle belle époque». Prima tappa che interesserà Largo Zorzi e piazzetta Remo Rossi. Tutti i dettagli saranno illustrati mercoledì nel corso di una conferenza stampa. 

I costi non siano un alibi

Le due consigliere comunali firmatarie della mozione si dicono coscienti del fatto che una reale riqualificazione del centro storico richiederà nel tempo risorse finanziarie significative e scelte coraggiose. Ciò, ammoniscono, non dovrà tuttavia essere un alibi per rinviare questo progetto, «ma piuttosto un motivo in più per partire da una visione più ampia, integrata e condivisa, che orienti in modo futuro gli investimenti e ne definisca le priorità». Riferendosi al PAC, Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva ricordano come gli indirizzi relativi alla Città Vecchia indichino la necessità di investire per migliorarne la qualità del vivere, rafforzando la sua funzione residenziale, commerciale e culturale. Se non viene assunto esplicitamente come parte integrante della visione complessiva della città, rilevano ancora le firmatarie della mozione, il quartiere strategico del centro storico rischia di rimanere ai margini dei grandi progetti urbanistici. La sperimentazione viaria proposta dal Municipio nel messaggio attualmente «congelato» in attesa delle conclusioni del gruppo di lavoro incaricato di approfondirne i contenuti, secondo le due consigliere comunali è caratterizzata da una visione parziale e limitata poiché affronta prevalentemente il tema del traffico di transito, tralasciando quello della qualità degli spazi pubblici e non definisce una traiettoria di lungo periodo per la valorizzazione della Città Vecchia.

Serve un dibattito ampio

Con la loro mozione, Yvonne Ballestra Cotti e Barbara Angelini Piva mirano dunque a promuovere un dibattito più ampio sul futuro della Città Vecchia. Da qui la proposta affinché il Municipio presenti, entro tre mesi dall’accoglimento della mozione, un messaggio per l’avvio di un concorso urbanistico-architettonico riguardo allo sviluppo integrato di Città Vecchia. Concorso che si coordini con il progetto «La nouvelle belle époque», si inserisca negli indirizzi del PAC, e definisca una strategia a tappe con priorità di intervento, costi indicativi e orizzonti temporali.