Nuova viabilità in Città Vecchia: «Restiamo aperti al dialogo»

«Ribadisco la totale apertura al dialogo da parte del Municipio». Così il sindaco di Locarno Nicola Pini, contattato dal CdT, commenta la scelta dei contrari alla nuova viabilità nel centro storico di disertare la riunione conclusiva del gruppo di lavoro. Un incontro, in agenda martedì prossimo, durante il quale verrà steso il documento conclusivo delle discussioni avute da un anno a questa parte sulle misure proposte a titolo sperimentale dall’Esecutivo cittadino per sgravare il centro storico dal traffico parassitario. Ma i contrari ritengono che le riunioni svolte con il coordinamento della Pro Città Vecchia - e alle quali hanno partecipato insieme ai favorevoli alla nuova impostazione viaria e ad una delegazione municipale - non abbiano permesso di individuare una soluzione condivisa. Rimandando ulteriori commenti a dopo la riunione di martedì - alla quale auspica la presenza anche dei contrari -, Pini sottolinea comunque che il credito di 140mila franchi oggetto del messaggio «servirebbe proprio ad affinare il progetto e a organizzare la sperimentazione. Lo stesso Esecutivo nel messaggio parla di “sviluppo progettuale e implementazione delle opere”. Solo in un secondo momento si passerebbe alla sperimentazione vera e propria, permettendo quindi di considerare le risultanze del gruppo di lavoro». Gruppo di lavoro che, conclude il sindaco «sarà coinvolto anche nel monitoraggio e nella valutazione della stessa sperimentazione».
Ma facciamo un passo indietro: cosa rimproverano i rappresentanti dei commercianti ed esercenti contrari alle limitazioni al traffico di transito che il Municipio intende testare per un periodo di tre mesi nel centro storico cittadino? Presto detto: non vi sarebbe alcun intervento di arredo urbano che accompagni le misure per impedire il traffico parassitario; per non parlare dei cartelli che indicano le limitazioni di transito posati già a Muralto, seppur con la specificazione della possibilità di accesso al centro storico per acquisti e per usufruire di altri servizi, che indurrebbero indistintamente tutti ad evitare la Città Vecchia; vaghe informazioni su chi e su come sarà effettuato il monitoraggio delle attività commerciali durante il periodo di sperimentazione; poca chiarezza in merito all’impatto complessivo delle importanti modifiche urbanistiche previste nelle vicinanze. Tutte criticità che erano state sollevate già un anno fa quando l’Esecutivo aveva trasmesso al Consiglio comunale il messaggio con le misure previste a titolo sperimentale per limitare, appunto, il traffico di transito attraverso il centro storico cittadino. La raccolta di oltre 2.000 firme da parte del gruppo di commercianti ed esercenti contrari al nuovo concetto viario, aveva spinto Palazzo Marcacci ad istituire un gruppo di lavoro coordinato dalla Pro Città Vecchia. L’obiettivo era, e rimane, quello di raccogliere tutti i pareri di chi nel centro storico risiede e lavora.
«Ci vuole un nuovo messaggio»
«Abbiamo preso parte a tutti e quattro gli incontri. Il confronto è stato utile e ha consentito di mettere sul tavolo una serie di riflessioni sul futuro del nostro quartiere. Ma alla fine rimaniamo dell’idea che gli interventi proposti per accrescere l’attrattiva della Città Vecchia non siano adeguati. Le posizioni, insomma, rimangono ancora distanti», rileva al CdT Nadia Pellegrini, portavoce del gruppo di contrari alla nuova viabilità nel centro storico. Che prosegue: «Per questo motivo abbiamo deciso di non partecipare all’ultimo incontro del gruppo di lavoro durante il quale si definirà la stesura del documento finale. Riteniamo infatti che le osservazioni emerse durante le precedenti riunioni non possano essere adeguatamente tradotte in un documento condiviso. Documento che, a nostro avviso, rappresenterà la posizione di una parte dei membri del gruppo di lavoro e non un accordo complessivo», rileva ancora Pellegrini. Ciò non significa che il gruppo chiuda definitivamente la porta. «Rimaniamo convinti che il lavoro svolto possa costituire una base utile per l’elaborazione di un nuovo messaggio municipale, più coerente con quanto emerso nel percorso partecipativo e realmente orientato al rilancio della Città Vecchia» si legge nella lettera inviata al Municipio, con copia alla stampa, nella quale si specifica che la semplice integrazione del documento finale che verrà redatto dal gruppo di lavoro nel messaggio municipale sul quale si dovrà esprimere il Legislativo cittadino «non appare sufficiente a riflettere in modo fedele le posizioni espresse».
«Un peccato lasciare adesso»
«La loro decisione mi ha colto di sorpresa. Trovo sia un peccato lasciare il tavolo delle discussioni all’ultimo minuto», osserva Franca Antognini. «Per motivi professionali - prosegue la presidente della Pro Città Vecchia - nel mese di dicembre non ho potuto partecipare alle riunioni del gruppo di lavoro, ma in queste ore intendo prendere contatto con i contrari alla proposta di nuova viabilità nel centro storico per cercare di convincerli a partecipare all’ultimo incontro previsto la prossima settimana. Spero davvero che possano tornare sui loro passi e prender parte alla riunione conclusiva. E questo per il bene della Città Vecchia. Il documento finale che verrà steso potrà anche non essere condiviso, ma il discorso deve proseguire. C’è molto da fare per valorizzare il centro storico cittadino. E per questo c’è bisogno di tutti».
Divieti generalizzati oppure a fasce orarie
Sperimentazione di tre mesi - La proposta contenuta nel messaggio municipale che è stato «congelato» in attesa delle conclusioni del gruppo di lavoro, prevede la chiusura al traffico di transito lungo l’asse di via Cappuccini e via Borghese, dal confine con Muralto fino all’incrocio con via ai Monti e via Vallemaggia: sarà percorribile solo da chi vive, lavora o intende fermarsi in Città Vecchia. Vi è poi la limitazione parziale della circolazione - in alcune fasce orarie, soprattutto nei fine settimana - di via San Francesco e via Cittadella; via delle Monache sarà transitabile solo dai confinanti autorizzati. Queste misure saranno sperimentate per tre mesi, dopo di che si valuterà una eventuale loro implementazione definitiva.



