In lieve calo le commesse pubbliche senza un concorso

Dopo il picco registrato tre anni fa, le commesse pubbliche assegnate dal Cantone senza concorso (ossia su invito o incarico diretto) nel 2024 e nel 2025 hanno registrato una sensibile flessione. Nel giro di pochi anni, infatti, sono passate dai 194 milioni di franchi del 2023 ai 182 del 2024 e, infine, ai “soli” 167 milioni registrati lo scorso anno. È quanto si evince dai dati recentemente resi noti dal Cantone che, come previsto dalla legge, ogni anno pubblica la tabella con tutte le commesse (per un importo superiore ai 5 mila franchi) assegnate senza concorso. Da notare che pure il numero complessivo di queste commesse è sensibilmente diminuito nel corso degli anni. Se nel 2022 e nel 2023 si attestavano, rispettivamente, a quota 4.453 e 4.408, nel 2024 e nel 2025 sono scese a 4.013 e 4.187.
Si tratta di spese che, anche per loro natura, sono sovente soggette alle contingenze del momento. Spese a volte imprevedibili e che dunque possono variare, senza un particolare motivo, di anno in anno. Ma, speculando un po’, si potrebbe anche pensare che il difficile momento delle finanze cantonali abbia contribuito alla sensibile diminuzione della cifra totale.

Di tutto un po’
Guardando alla «classifica» degli importi più rilevanti spesi dal Cantone su incarico diretto o invito, sono una dozzina quelli che hanno superato la quota di almeno un milioni. Tra questi figurano, ad esempio, oltre sei milioni a uno studio di architettura per «adeguamenti d’onorario» e «modifiche contrattuali e prestazioni d’architetto» per il Pretorio di Bellinzona, attualmente in rifacimento. Oppure, come spesso accade, vi sono diversi milioni (4,2 per la precisione) per un mandato relativo al «servizio invernale per lo spandimento del sale». Oppure ancora figurano 2,7 milioni dedicati al progetto esecutivo del comparto di Besso e altri 1,7 milioni per il noleggio e riscatto dei prefabbricati per il terzo centro di alloggio collettivo per asilanti, ossia quello di Camorino.
Molte singole spese (superiori ai 100 mila franchi) riguardano poi il trasporto per gli allievi delle varie scuole presenti sul territorio, oppure per l’energia, come quasi 800 mila franchi per l’olio combustibile per l’Amministrazione cantonale.
Altre spese, come detto, riguardano contingenze imprevedibili, come i circa 180 mila franchi spesi per il taglio e l’esbosco di legname dal comparto boschivo di Trevano, dopo la tempesta che si era abbattuta nel luglio del 2025.
Nelle oltre 4 mila commesse figura proprio di tutto, dal «mandato per la fornitura del collegamento dei programmi televisivi presso le Strutture carcerarie cantonali per il periodo dal 1. maggio 2025 al 30 aprile 2030» (174 mila franchi) fino all’acquisto di nuove telecamere per la sala del Gran Consiglio (155 mila franchi), oltre ovviamente a tantissime commesse di carattere edilizio.
Sia come sia, la quasi totalità dei mandati viene svolta da ditte ticinesi o elvetiche. Delle 4.187 commesse senza concorso svolte nel 2025, solamente una quarantina sono state pagate in euro ad aziende fuori dai nostri confini (di cui diverse riguardano hotel dove hanno pernottato studenti in gita di studio) e 4 in dollari (a imprese statunitensi, in particolare per applicativi informatici).

