In processione pregando il cielo: «Donaci il dono della pioggia»

«La nostra vita dipende spesso da ciò che diamo per scontato: Signore donaci il dono della pioggia». È soltanto una delle preghiere che questa mattina presto sono salite al cielo dalla chiesa parrocchiale di Castel San Pietro, dove alcune decine di fedeli del Mendrisiotto hanno accolto l’invito partito dal basso e si sono riunite per invocare l’acqua. A Castel San Pietro si sono ritrovati per una messa finale celebrata poco dopo le 7, perché la mattinata era iniziata prima, alle 6, con un pellegrinaggio partito dal santuario di Morbio Inferiore con lo stesso obiettivo, anzi la stessa richiesta al cielo.
Le persone che hanno dato vita alla processione sono state circa 35. Guidate da don Simone Bernasconi hanno percorso i sentieri detti della Pelada, per giungere poi alla chiesa di Sant’Anna di Morbio Superiore e proseguire verso Castel San Pietro percorrendo il ponte sulla Breggia. Verso le 7.15 l’arrivo alla chiesa di Castello dove, dopo un bicchiere d’acqua, i fedeli hanno assistito alla messa celebrata da don Simone Bernasconi insieme a don Fiorenzo Maritan e don Gian Pietro Ministrini. Tanti i riferimenti all’acqua, come fonte di vita, di rinascita, e della fedeltà di Dio. Sia durante la celebrazione, sia durante la preghiera finale: la preghiera di San Paolo VI per la siccità: «Fa’ scendere dal cielo sopra la terra arida la pioggia sospirata, perché rinascano i frutti e siano salvi uomini e animali».
Quella che è andata in scena stamattina è un'iniziativa partita dal basso. Sono infatti stati alcuni fedeli a chiedere a don Simone Bernasconi se si potesse fare qualcosa per aiutare in questo momento di siccità, citando come esempio la tradizione dei parrocchiani di Riva San Vitale di recarsi a Uggiate a piedi per chiedere il dono dell'acqua. Ma una tradizione parallela, anche se meno conosciuta, esiste anche a Morbio Inferiore, ha ricordato a sua volta il sacerdote ai suoi parrocchiani. I fedeli in passato usavano infatti recarsi a piedi a Castello per invocare la pioggia: «Navum a tö l'acuqa a Castell», ci ha spiegato a margine dell'iniziativa proprio don Simone Bernasconi. Detto fatto, nel weekend in poche ore è stato organizzato il tutto. E oggi la tradizione ha ripreso vita. Funzionerà? Nessuno lo sa, ma di certo chi ha partecipato per un paio d'ore si è sentito utile e ha fatto un gesto pensando al bene della sua regione e della sua gente. E forse questo è ciò che conta di più.

