Immobiliare

In Svizzera c’è carenza di alloggi, ma il Mendrisiotto è un altro mondo

Le case vuote diminuiscono ancora, questa volta il calo è però minimo e nella regione c’è sempre un «villaggio fantasma» – Il Mendrisiotto si conferma l’area con le cifre più alte, mentre nel resto del Paese le abitazioni libere scarseggiano
©CdT/Chiara Zocchetti
Lidia Travaini
26.09.2026 06:00

A livello nazionale il dato è al minimo storico, tanto basso da parlare di penuria di alloggi. A livello cantonale la percentuale è anch’essa in calo ma meno preoccupante. A livello distrettuale il problema è invece inverso: il Mendrisiotto ha il tasso più alto del cantone e anche il primato negativo a livello comunale, con Chiasso che si conferma ancora come la località con la percentuale più alta di abitazioni vuote, seguita da Morbio Inferiore e Vacallo (ai primi tre posti anche a livello cantonale). La tendenza, per tutti, è però al ribasso da qualche anno. Lo confermano anche i dati del 2026. «Ma mi aspettavo un calo maggiore», esordisce senza giri di parole il sindaco chiassese Bruno Arrigoni.

La percentuale di alloggi sfitti in Svizzera nel corso dell’ultimo anno (i dati sono aggiornati al 1. giugno 2026) è calata dall’1% allo 0,93%. In Ticino il dato è all’1,78% (a metà ‘25 era all’1,92%). Nel Mendrisiotto la percentuale è scesa dal 4,12% al 3,98%, confermandosi ben al di sopra del resto del cantone. A livello comunale le percentuali sono variate in modo minimo, alcune località momò hanno dati in aumento (Breggia, Castel San Pietro, Mendrisio, Novazzano e Stabio), altre percentuali in discesa. Su tutte Chiasso, che pur mantenendo lo sfitto più alto del cantone è scesa dal 7,58 al 7,37%, con un totale di 419 abitazioni vuote. Il dato è in calo dal 2023 quando la cittadina di confine aveva raggiunto l’11,76% di case senza inquilini.

Arrigoni: «Tendenza positiva»

Il tema sta molto a cuore al Municipio di Chiasso che da tempo si adopera per creare le condizioni migliori per far scendere queste percentuali. La situazione immobiliare di una regione non è però facilmente controllabile dalle amministrazioni comunali. È infatti anche in parte frutto di valutazioni errate (o non precise) dei promotori immobiliari. Qualche esempio: si è costruito troppo e non ciò che serve, e talvolta non dove serve. Ma un ruolo importante ce l’hanno anche i costi, con i salari ticinesi che non sempre sono «all’altezza» delle pigioni e dei prezzi degli immobili.

A Chiasso, ricorda il sindaco, ci sono anche «eredità del passato», di un’epoca, «soprattutto gli anni Settanta, in cui si è costruito tanto, forse troppo». Oggi alcuni di quegli spazi sono liberi, e vetusti. Particolarmente difficili da affittare. Come anticipato, il sindaco si attendeva però un calo più netto dello sfitto, forte di un’altra statistica: «La nostra popolazione è in aumento, quest’anno abbiamo già registrato oltre 200 persone in più con la popolazione che ha raggiunto le 8.000 unità. Anche i permessi B crescono. Immaginavo quindi che gli alloggi sul mercato fossero di riflesso in calo più netto». Arrigoni cerca di analizzare insieme a noi la leggera flessione: «Negli ultimi mesi ci sono stati diversi nuovi appartamenti immessi sul mercato, con alcuni grandi cantieri che sono stati completati. Probabilmente questo ha un ruolo. E forse ce l’ha anche il traffico, che penalizza tutto il distretto e fa spostare verso nord delle famiglie». Per il sindaco comunque ogni calo dello sfitto è motivo di soddisfazione: «La tendenza è sempre e comunque positiva, Chiasso si rianima e questo per noi è l’aspetto fondamentale».

Come se un paese fosse vuoto

L’analisi a caldo di Arrigoni trova conferme nelle valutazioni degli esperti del settore. Studi dimostrano infatti che il numero di alloggi immessi sul mercato in Svizzera dovrebbe tornare ad aumentare a partire dall’anno prossimo dopo alcuni anni di crisi. Lo indicherebbero le domande di costruzione presentate. Un aumento che diventerebbe poi parallelo a quello della popolazione. Altri dati mostrano anche che in Ticino l’offerta di appartamenti sul mercato è già in ascesa, dopo un periodo di calo dell’attività edilizia. Tendenze queste che potrebbero spiegare la flessione solo lieve nell’ultimo anno della percentuale di abitazioni vuote che, va ribadito, nel Mendrisiotto rimane notevole. Le case senza inquilini sono 1.238, calcolando un’occupazione media di un’abitazione di poco più di due persone è come se un intero paese fosse disabitato, ad esempio Novazzano.

Ma quali sono le case più difficili da vendere o affittare? Ad aiutarci a rispondere a questa domanda è l’Ufficio federale di statistica a cui ci siamo rivolti per un’analisi più approfondita. Delle 1.238 abitazioni vuote del Mendrisiotto, quasi tutte sono state costruite oltre due anni fa (1.127). Inoltre le case in vendita sono molto meno di quelle in affitto (142 contro 1.096). Infine le abitazioni vuote in case plurifamiliari sono molte di più di quelle in casa unifamiliare (1.104 contro 134). Le percentuali sono simili a livello cantonale, a livello nazionale differiscono invece un po’, con ad esempio una differenza meno netta tra le abitazioni in affitto e quelle in vendita.

Le percentuali in tutti i Comuni

Nel Mendrisiotto il Comune con un tasso di abitazioni vuote più basso è Riva San Vitale con l’1,33%. Seguono Coldrerio con il 2,17%, Breggia con il 2,27%, Novazzano e Castel San Pietro con il 2,59%, Stabio con il 2,63%, Mendrisio con il 3,12%, Balerna con il 3,58%, Vacallo con il 4,57%, Morbio Inferiore con il 5,24% e Chiasso con il 7,37%. Brusino Arsizio, località che fa parte del Luganese, ha una percentuale di abitazioni vuote del 2,45%.

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