Confine

In vacanza sul lago di Lugano, ma in Italia: la nuova vita di Porto Ceresio

L'ampliamento della passerella sul lungolago segna la rinascita del Comune di confine: sono molte le targhe svizzere nei posteggi – Il sindaco Marco Prestifilippo: «Aumentati i turisti di qualità, ma arrivano pure i maranza: lo Stato deve darci una mano»
©Facebook Visit Porto Ceresio
Michele Montanari
30.07.2026 10:30

È una giornata di sole. Il Ceresio sembra uno specchio e la gente si rilassa camminando spensierata sulla nuova passerella che costeggia il lago. Nelle vie cittadine c’è chi siede all’esterno di un bar e chi si mette in fila in attesa di concedersi un gelato. Dicono che sia molto buono, qui. Ma soprattutto, per qualche istante non fa pensare al caldo opprimente di luglio. Porto Ceresio è affollata di turisti. Molti sono stranieri. Le targhe nei posteggi non mentono: tanti arrivano dalla Svizzera. Perlopiù da oltre Gottardo. Ma c’è pure chi si muove in treno o con il battello. Da Lugano è praticamente una passeggiata sull’acqua.

Il sindaco di Porto Ceresio, Marco Prestifilippo, esprime molta soddisfazione, perché i numeri gli danno ragione. «I turisti sono aumentati, in particolare quelli stranieri. Arrivano soprattutto tedeschi, ma anche austriaci, olandesi e svizzeri», spiega al CdT con orgoglio: il viavai di visitatori è «sotto agli occhi di tutti». E allora guardiamo un po’ di dati: nel 2025 i pernottamenti nella cittadina del Varesotto sono stati 5.335, in aumento del 48% rispetto ai 3.609 dell’anno precedente. Le presenze totali, invece, oltre 16 mila, di cui l’87% proveniente dall’estero (tra cui 5.263 persone dalla Germania e 1.449 dalla Svizzera interna).

Prestifilippo parla di un turismo «pulito»: «Molti arrivano con il treno, sfruttano i servizi pubblici, apprezzano il lago, ma pure le montagne. Si vedono molti stranieri imboccare i sentieri da Piazza Bossi per raggiungere le nostre cime, con la linea Cadorna e i vari punti panoramici. Parliamo di turisti che spesso si portano la bicicletta in viaggio: amano e conoscono molto bene la natura». 

Il primo cittadino di Porto Ceresio aggiunge: «È un turismo di qualità, che a noi lascia molto a livello economico e culturale. Ci teniamo a tutelare questo modello e, anzi, a svilupparlo il più possibile a discapito di un turismo che stiamo cercando di contingentare: quello legato ai cosiddetti maranza». Già, i gruppi di giovani esagitati hanno colpito pure lì, a pochi passi dal confine ticinese. Ma ci arriveremo.

A influire positivamente sul bilancio della cittadina, la realizzazione della nuova passerella sul lungolago (inaugurata a maggio del 2025), sempre molto ben frequentata nei mesi estivi. Abbondano pure i ticinesi, forse attirati dal supermercato locale (le auto con targa TI sono molte davanti al negozio). C'è chi si rilassa al sole, chi gioca a calcio e chi si tuffa dal molo. «Lo dico con orgoglio: quella che vedete è una nuova Porta Ceresio. Durante la campagna elettorale del 2021 uno dei primi punti era proprio il "baricentro ceresino". Volevamo riqualificare e ridestinare l’area del lungolago alla cittadinanza e ai turisti», evidenzia Prestifilippo. Solamente qualche anno fa, dove oggi la gente si gode la natura, c’erano un parcheggio e una riva abbandonata.

Il sindaco aggiunge: «Abbiamo dato più spazio al verde creando una bella sintonia con l'ecosistema locale. Spesso si vedono anche le papere e i cigni che mangiano sull’erba, vicino ai turisti. Si è creato un bel contesto». Attualmente i lavori non sono finiti. Di fronte al punto di attracco del battello c'è il vecchio chiosco doganale, dove, tra circa un mese, verrà insediato un infopoint. «Prima era uno spazio abbandonato, addirittura ci dormivano dentro i senzatetto. Ma oggi viene ridestinato al pubblico, creando un altro ambiente custodito e pulito, in grado di incentivare il turismo», chiarisce il nostro interlocutore.

Dicevamo dei maranza. Porto Ceresio è stata più volte teatro di risse tra giovani e furti nei mesi estivi. Pure quest'anno. Casi di microcriminalità con cui anche il Ticino è chiamato a confrontarsi. Ma cosa si può fare di concreto per disincentivare l’arrivo di gruppi di giovani scalmanati? Prestifilippo risponde senza esitazione: «Vado un po' controcorrente, nel senso che mi piace analizzare concretamente le situazioni. Il punto di partenza è molto semplice: non puoi non farli arrivare. E anzi, con l’aumentare dei visitatori ne arriveranno sempre più. Quindi come combattere il fenomeno? Sicuramente incentivando i controlli, come abbiamo fatto noi, dando in gestione alcune aree che prima erano totalmente libere. Chi gestisce un suo spazio, poi tende a "difendere il proprio territorio". Un esempio: lo mantiene curato e pulito. Spesso è proprio l’ordine a far girare alla larga i maranza. Inoltre, stiamo cercando di aumentare i controlli, ma è molto difficile per un Comune piccolo come il nostro, di soli 2.800 abitanti». Il sindaco lancia quindi una critica a Roma: «È chiaro che lo Stato deve fare la sua parte, inutile girarci intorno».

Se qualche timore per l’arrivo dei maranza c’è sempre e comunque, al momento la situazione per quanto riguarda il cosiddetto overturism è sotto controllo, ma è un fenomeno costantemente monitorato. «C'è però una diminuzione dei residenti, perché chi prima aveva una seconda casa, e l'affittava a lungo termine, oggi ci pensa due volte. Sceglie piuttosto di utilizzare Airbnb: ci guadagna maggiormente a rischio quasi a zero».

Un’ultima curiosità: il battello Ticino, l'imbarcazione adibita a bar galleggiante proprio sul lago, è in vendita. «Se qualcuno lo acquistasse e ristrutturasse, sarebbe sicuramente un plus per Porto Ceresio», conclude il sindaco.

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