Violenza giovanile

Tornano le aggressioni estive dei «maranza»: tre casi di fila appena oltre confine

Dopo i preoccupanti casi dello scorso anno, tre episodi nel Varesotto riaccendono i riflettori sul fenomeno della violenza giovanile: in Ticino già diverse aggressioni tra aprile e maggio
©CdT
Michele Montanari
30.05.2026 11:00

Dopo numerosi casi documentati la scorsa estate tra Varesotto e Ticino, l’arrivo della bella stagione sembra aver portato con sé pure un aumento della microcriminalità ad opera dei cosiddetti «maranza». Terminologia coniata nell'area milanese per indicare, in genere, i giovani di origini nordafricane che si rendono protagonisti di pestaggi e furti. Al di là delle questioni lessicali, in questi giorni la provincia di Varese sembra particolarmente colpita dal fenomeno.

Tre casi di fila nel Varesotto

La Prealpina riferisce di tre 16.enni di Castellanza aggrediti al Parco Cantoni da una banda di «maranza di seconda generazione». Uno dei giovani è stato rapinato, mentre un altro è stato picchiato ed è finito in ospedale. I genitori delle vittime hanno sporto denuncia ai Carabinieri. Stando al portale varesino, i tre 16.enni sono stati accerchiati da un gruppo di «coetanei stranieri», i quali hanno cominciato a spintonarne uno. Quando è intervenuto in sua difesa un amico, questi è stato tempestato di calci e pugni. Prima che gli aggressori riuscissero a scappare, a un terzo ragazzo è stato rubato il portafoglio contente 150 euro.

Il caso di Castellanza è però l'ultimo di una serie di aggressioni simili. Mercoledì sera a Porto Ceresio, una baby gang ha preso di mira un 44.enne: con la scusa di una sigaretta, gli è stato sottratto il monopattino ed è partito un violento pestaggio. I giovani hanno pure cercato di rubare la bici di una 30.enne, fino al tempestivo intervento di un anziano membro del Gruppo Alpini. L’uomo si sarebbe sentito rispondere: «Se non stai zitto picchiamo anche te e poi diamo fuoco alla sede degli Alpini». Una testimone ha riferito di non aver «mai visto una violenza di gruppo così forte». I giovani sono poi fuggiti in treno prima di venir fermati dai Carabinieri alla stazione di Varese. Nella cittadina di confine affacciata su Morcote, già lo scorso anno erano state registrate scene del genere. Gli abitanti del posto, indignati, hanno minacciato sui social di organizzare ronde per difendersi dai fenomeni di violenza giovanile.

Sempre mercoledì, a Busto Arsizio, un 15.enne è stato invece accerchiato e picchiato a mani nude da cinque giovani, probabilmente minorenni. Le autorità stanno ancora indagando per identificare i membri del branco. La vittima, in questo caso, è stata colpita con schiaffi e pugni davanti al McDonald’s in pieno centro, rimediando contusioni e la rottura di un sopracciglio.

La violenza giovanile in Ticino

In Ticino, diversi episodi avvenuti tra aprile e maggio hanno riacceso i riflettori sul fenomeno della violenza giovanile: nel weekend di Pasqua, a Bellinzona, le forze dell’ordine sono intervenute per sedare una rissa tra minorenni, con gli agenti presi a calci e pugni. Nello stesso fine settimana, pure a Lugano, una lite è degenerata in un pestaggio. Dalla primavera dello scorso anno, invece, diversi quartieri e Comuni del Mendrisiotto sono finiti nelle grinfie di alcuni giovani autori di vandalismi, disturbi alla quiete pubblica e pericolose scorribande in motorino. Lo scorso febbraio la zona tra la stazione FFS di Mendrisio e la pensilina dei bus è stata teatro di scene da far west, tra insulti, lanci di sassi e scazzottate, pure in pieno giorno sotto agli occhi di numerosi pendolari.

La Città di Lugano, nelle scorse ore, ha sporto denuncia penale al Ministero pubblico in relazione agli scontri del primo maggio scorso in Pensilina, quando gruppi di facinorosi hanno iniziato a fronteggiarsi per le vie del centro, fino a culminare in momenti di tensione con la polizia. La querela, contro ignoti, ipotizza i reati di rissa, sommossa, violenza e minaccia contro le autorità e i funzionari, impedimento di atti d'autorità, nonché dissimulazione del volto in spazi pubblici.

In riva al Ceresio, nel 2025 i reati sono aumentati del 2,2%. A preoccupare maggiormente le autorità sono i csasi di violenza occasionale nelle aree della movida e negli spazi pubblici. «C’è nervosismo nel sottobosco di Lugano», ha riferito a inizio maggio il comandante della Polizia comunale Roberto Torrente durante la presentazione del rapporto di attività 2025. Se da un lato i reati contro il patrimonio, i furti con scasso e le truffe agli anziani sono stati ben gestiti dalle forze dell’ordine, dall’altro sono aumentati i fenomeni di violenza, in particolare quelli commessi fra le mura di casa o dai giovani, spesso con armi bianche. Un aspetto, quello dei giovani con in tasca il coltello, che suscita preoccupazione a Lugano. Alcuni commercianti ed esercenti che si affacciano sulla pensilina Botta o hanno le loro vetrine al Quartiere Maghetti oggi si sentono abbandonati dalle istituzioni, lamentando un peggioramento della situazione e chiedendo maggiore sicurezza.

In Ticino, nel 2025 si è comunque registrata una sensibile diminuzione delle inchieste per reati violenti commessi da minorenni, passate da 98 nel 2024 a 40, così come si è ridotto il numero degli arresti (da 35 a 17). Questo calo è in parte riconducibile alle cifre del 2024, influenzate da un’importante inchiesta legata al fenomeno del «Pedo-Hunting», che aveva portato all’arresto di 12 minorenni. Dopo l’aumento osservato negli ultimi due anni, la percentuale di autori minorenni nell’ambito dei reati previsti dal Codice penale si è leggermente ridotta. D’altra parte, ha evidenziato la Polizia cantonale nel suo ultimo rapporto, circa una rapina su quattro vede coinvolti gruppi di autori minorenni che, tramite minacce, sottraggono a loro coetanei telefoni cellulari, capi di abbigliamento di marca o piccole somme di denaro. Questo andamento, che sembra indicare un maggiore ricorso alla violenza e un coinvolgimento più precoce dei giovani, continua a essere monitorato dalle autorità.

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